Wonder Woman

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Io non solo non devo leggere le recensioni altrui prima di andare al cinema a vedere un film, ma non devo neanche dare bado a quei veloci commenti sommari che si trovano a questo punto. La cosa in assoluto che ho preferito in Batman VS Superman sono state le scene con Wonder Woman: Gal Gadot a dir poco PERFETTA per il ruolo, costume wow, movenze, colpi e persino tema musicale da gridare al miracolo. Potete capire che il mio livello di hype a sapere dell’uscita di questo film era già fuori controllo in partenza, aggiungeteci i primi commenti entusiasti della rete (roba tipo “Miracolo! Il miglior cinecomic dopo Il cavaliere oscuro!”) ed è stata subito la sagra dell’aspettativa alle stelle per quel che mi riguarda. Male, molto male, non dovrei mai farlo e dovrei evitare come la peste bubbonica (o come i vaccini per altri ah ah) di leggere anche i brevi commenti spoiler-free, perché quando l’aspettativa è alta ma il prodotto non all’altezza, rischio di vederlo peggio di quello che è. In poche parole Wonder Woman è un bel film, caruccio, fatto bene, ma NON È minimamente o lontanamente paragonabile alla trilogia di Nolan.

Prima di spiegarvi perché, ecco la trama…”Diana è l’unica figlia della regina delle Amazzoni, Ippolita. Cresciuta nell’isola paradisiaca offerta al suo popolo da Zeus, sogna di diventare una grande guerriera e si fa addestrare dalla più forte delle Amazzoni, la zia Antiope. Ma la forza di Diana, e il suo potere, superano di gran lunga quelli delle compagne. Il giorno in cui un aereo militare precipita nel loro mare e la giovane, ormai adulta, salva dall’annegamento il maggiore Steve Trevor, nulla e nessuno riuscirà ad impedirle di partire con lui per il fronte, dov’è determinata a sconfiggere Ares e a porre così fine per sempre alla guerra”.

Passi il primo film, ci sta. Passi il secondo, del resto era diretto dallo stesso regista del primo (Zack Snyder, anche ho dovuto far finta di non ricordarmi di Watchem). Passi anche il terzo perché trattava di personaggi secondari e ci può stare che non sia perfetto. Ma al quarto lavoro della DC comics con gli stessi problemi dei precedenti (naturalmente mi riferisco a “L’uomo d’acciaio”, “Batman VS Superman” e “Suicide Squad”), devo riconoscere a me stesso che no, il problema non è il singolo film ma la direzione che l’Universo DC ha voluto prendere.

La cosa che mi fa molta rabbia è che le premesse sono sempre buone, per non dire ottime. Attori giusti, tono giusto, livello visivo perfetto, costumi, personaggi, musiche! Tutto 10 e lode, i trailer di tutti questi film mi hanno esaltato all’inverosimile. Poi arrivi in sala, riconosci tutti questi elementi davvero notevoli (e lodevoli!) ma ti rendi conto che per l’ennesima volta sono mescolati male, gestiti in maniera quasi superficiale, come a buttar via tutto l’ottimo lavoro fatto precedentemente. E sì, anche Wonder Woman ha gli stessi problemi che da oggi chiamerò “Sindrome DC Comics”.

Visivamente il film è una delizia per gli occhi, ricorda sia il Thor di Kenneth Branagh (soprattutto per la parte iniziale naturalmente) sia il primo Captain America per l’atmosfera da primi del novecento, anche se l’originalità di questo lavoro è stata la decisione di ambientarlo non durante la seconda guerra mondiale (troppo facile, oltre al film già citato c’è anche Hellboy per esempio) ma durante la prima, descrivendo così luoghi e situazioni che sinceramente non ricordavo di aver visto al cinema. Mi spiace solo per i tedeschi che alla fine della fiera passano sempre per i maledetti di turno quando si tratta di film ambientati in quegli anni.

Parlando più dell’aspetto cinecomic il film come i suoi predecessori DC non vuole ricercare il realismo a tutti i costi, cosa che si è lasciata volentieri a Nolan e ai film Marvel. Mi vien da dire che questo lavoro è “genuinamente cinecomic”, nel senso che è girato in maniera da sembrare davvero un fumetto, con quelle specifiche storiche che scricchiolano un po’ e senza badare a certi dettagli che in un film troppo realistico sarebbero stati dei clamorosi errori di trama o delle incongruenze.

Le musiche sono stupende, le ho adorate nonostante la loro presenza massiccia e nonostante (e di questo potrei non perdonarli mai…) il timido utilizzo del tema di Wonder Woman già sentito in Batman VS Superman, con chitarre elettriche e archi. Il loro problema, che è un po’ il problema di tutti gli altri aspetti della pellicola, è che sono utilizzate male. Male nel senso che sono messe nei punti sbagliati, che usate in una certa maniera non dicono quello che potrebbero vista la loro bellezza.

Gal Gadot come detto precedentemente è a dir poco perfetta, bellissima, assolutamente nella parte. Eppure (causa “Sindrome DC”) si è premuto un po’ troppo l’acceleratore sulla volontà di presentarla come una persona ingenua, certe scene erano veramente troppo ma proprio troppo prevedibili a tal riguardo. Anche i cattivi della situazione sulla carta sono realizzati davvero bene, sono intriganti e interessanti, ma per colpa di una trama a tratti un po’ scialba non riescono a spiccare o a dire qualcosa che vada al di là del loro mero aspetto estetico (comunque fighissimo, soprattutto per il dottor Poison). Non dico niente invece di Chris Pine e del piccolo gruppo di persone che accompagna l’eroina al fronte: se l’intento era di creare delle figure che potessero essere interessanti ma che per una questione di tempo o per far emergere la protagonista non dovevano essere approfondite, ci sono riusciti alla grande. E poi un indiano d’America al fronte francese? Ma perché? Davvero inutili.
Voglio fare una menzione speciale per la mia amata Robin Wright, qui nella parte di una amazzone guerriera il cui unico neo è la PESSIMA doppiatrice (abituato a sentirla in originale in House of Cards mi stavano sanguinando le orecchie in sala).

La trama invece, detta senza mezzi termini, lascia a desiderare. Niente di particolarmente intrigante (tranne le premesse), un po’ buttati lì tutti i passaggi logici e storici, proprio come se si trattasse di un fumetto il cui target sono dei ragazzini che si accontentano delle scazzottate e non si fanno troppe domande.

In sintesi peccato, con Wooder Woman la DC ha incassato a mio modo di vedere il suo quarto film dalle ottime premesse ma dalla fattura che fa rimanere tiepidi. Un film sufficiente per il genere, niente di più.

SPOILER!
Che ridere fa il Remus Lupin di Harry Potter (David Thewlis) nei panni del super cattivo con la sua faccetta da impiegato e i baffoni?

 

WONDER WOMAN
Patty Jenkins, USA 2017, 141’
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.