Una scofinata giovinezza

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sconfinata_giovinezzaUltimo film del regista Pupi Avati di cui si era già sentito parlare per la sua esclusione dal festival di Venezia e per la conseguente “arrabbiatura” del regista per essere stato lasciato fuori dai giochi. Un film che dimostra che la prolificità del regista sia un fattore più quantitativo che qualitativo.

Trama (comingsoon):”Lino Settembre e sua moglie Chicca conducono una vita coniugale serena e senza serie difficoltà. Sono entrambi soddisfatti delle loro professioni, lui prima firma alla redazione sportiva del Messaggero e lei docente di Filologia Medievale all’Università Gregoriana. L’unico vero dispiacere che ha accompagnato i venticinque anni di matrimonio è la mancanza di figli. Una mancanza che non ha compromesso la loro unione ma l’ha al contrario rinsaldata. L’oggi però, in modo totalmente inatteso, presenta loro una grossa preoccupazione: Lino da qualche tempo accusa problemi di memoria che mano a mano si accentuano andando a compromettere in modo sempre più evidente il quotidiano svolgersi delle sue attività sia nell’ambito professionale che familiare. Dapprima sia lui che Chicca decidono di riderci sopra ma il disturbo si manifesta sempre più fino a quando, dopo attenti e approfonditi esami, un neurologo diagnostica una patologia degenerativa delle cellule cerebrali“.

Già dall’inizio del film ho avuto una strana impressione: che si trattasse di un libro. La storia almeno nelle sue battute iniziali è interessante, può certamente piacere. Del resto affrontare il tema dell’alzheimer in un film trattando di come una storia d’amore di anni può (e deve) modificarsi con l’avanzare della malattia non è cosa da poco. Un argomento nuovo per i film che ho visto nella mia vita e qualcosa che mi ha toccato parzialmente anche da vicino. Tuttavia nonostante le buonissime intenzioni nella realizzazione di questo lavoro, il risultato è certamente deludente.

Non conosco Pupi Avati, ho visto qualche suo film che sinceramente è finito velocemente nel dimenticatoio. Ora capisco già più perché. Di fronte a un bel racconto vi è una regia anonima e che a tratti non riesco a comprendere fino in fondo.

La cosa più fastidiosa sono state le musiche, in particolare un tema triste e un pò inquietante suonato con carrillon che ogni tanto accompagnava le immagini del passato e non solo. L’ho trovato veramente troppo “pesante”, troppo triste per commentare scene che magari tristi non erano.

E a dirla tutta il film da un certo punto in poi prende questa impervia strada della tristezza, di quella tristezza un pò insensata e fine a sé stessa. E’ vero che di mio non sono un grande appassionato di film drammatici, ma quando mi metto a guardarli amo quella drammaticità vera, sentita, palpabile, forte. Non voglio dire che Avati dovrebbe scopiazzare Almodovar, ma il suo lavoro denota un senso drammatico cupo, senza emozioni, quasi sterile. Insomma, non mi ha fatto entrare in contatto con i personaggi, non mi sono commosso, non mi sono emozionato.

L’assenza di emozione si sente anche nei personaggi, forse sempre troppo compassati, troppo seri. Il film ci regala poi quelle immagini con le grandi tavolate di una famiglie bene popolate da un folto gruppo di persone in giacca e cravatta o abito elegante, con cameriera e grande albero di natale in mezzo alla stanza. Personaggi senza una loro intensità, un loro profilo; delle semplici figure giustapposte l’una all’altra.

Non ho capito poi la scelta di Francesca Neri che per quanto possa avere i capelli tinti di grigio rimane comunque una donna che certamente non dà l’impressione del suo personaggio, con quelle labbra “stock” e qualche ruga giusto ogni tanto non mi da per nulla l’impressione dell’insegnante universitaria sposata da una ventina d’anni. Anche la sua prova attoriale l’ho trovata abbastanza anonima…

Bravo invece Fabrizio Bentivoglio, anche se il suo personaggio nonostante ben interpretato non sia questo granché.

UNA SCONFINATA GIOVINEZZA
Pupi Avati, Italia 2010, 98′
VOTO(Max 5)
3

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.