Una pallottola spuntata 33 ⅓

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Ci sono attori che ti rimangono appiccicati addosso, vuoi perché li hai conosciuti e amati quando eri piccolo, vuoi perché ti hanno accompagnato negli anni. E poi ci sono film che rimangono appiccicati agi attori, nel senso che al di là di tanti film che si possono vedere, per te quell’attore rimane sempre e comunque quel personaggio. Sto per parlare di Daniel Radcliffe e di Harry Potter? Hugh Jackman con Wolverine? No cari wooders, molto molto di più: Leslie Nielsen e il Tenente Frank Drebin della trilogia di Naked Gun (aka “Una pallottola spuntata”).

L’ultimo film della serie che ho rivisto recentemente (per la milionesima volta) è stato il terzo capitolo: “Una pallottola spuntata 33 ⅓”. Come da legge non scritta (e che immagino essermi inventato io ah ah ah) quando si tratta di trilogie il primo film deve necessariamente funzionare, il secondo è perfetto perché conosci già i personaggi e puoi inventarti qualcosa di nuovo, mentre il terzo per quanto ottimo non è mai ai livelli del suo predecessore. Questo lavoro insomma risulta essere “Il ritorno del cavaliere oscuro” o (fatalità) “Il ritorno dello Jedi” della pallottola spuntata, mi fa morire dal ridere come i primi due ma si avverte la necessità di chiudere un capitolo.

La trama è questa: “Frank Drebin, un maldestro tenente di polizia in crisi coniugale con la bella Jane Spencer, avvocatessa, è ormai in pensione e si dedica con entusiasmo alle faccende domestiche. Il suo capo Ed Hocken a causa della minaccia di un attentato terroristico di matrice araba, lo convince a tornare in azione…

Segno distintivo della pellicola è come da tradizione (manco a dirlo) la demanzialità fuori controllo, caratteristica di un certo cinema comico che sinceramente manca e non poco nella filmografia attuale. Ombre di dinosauri che passano dietro le porte a vetri della stazione di polizia, paradossi temporali (la scena in cui Jane lascia Frank), carcerati che sullo sfondo fanno il salto con l’asta per uscire di prigione: ogni immagine è una storia a sé e al di là di quanto si vede in scena il divertente sta spesso e volentieri in secondo piano, in alcune chicche che si notano o da distratti o dopo più visioni.

Non mancano poi le varie citazioni al “mondo reale”, nello specifico la presa in giro di alcuni film (ma non a livello di Scary Movie che è basato solo su quello) come “Gli intoccabili” di De Palma nella prima scena  (di cui viene imitato ironicamente anche lo stile registico) o nei titoli di testa “Guerre stellari”,  e con la presenza così, a spot “giusto per gradire”, di sosia di personaggi famosi. Nello specifico il regista si spinge senza problemi a prendere in giro non solo gente come il presidente USA (all’epoca Clinton, cosa abbastanza scontata) ma anche il Papa o addirittura Madre Teresa di Calcutta, vista nel filmato di un musical a lei dedicato dove canta e balla sbattendo a terra i bambini poveri e zoppi. Insomma, una comicità quasi mai bon-ton, ma spesso e volentieri caustica e feroce, come a mio modo di vedere è giusto che sia.

Sempre a proposito di mondo reale non si può non citare l’ultima parte del film, ambientata alla cerimonia degli Oscar, che viene presa in giro per la sua lunghezza (“Hanno aggiunto 75 categorie” – “Miglior interprete in un film su Colombo?”), per la tendenza a premiare sempre i film strappalacrime facendo pesare la loro intensità emotiva (non dico nulla ma mi fa morire quella scena) e per la presenza perlopiù di un pubblico pilotato. È un modo divertente in cui un film cerca di dissacrare il suo stesso ambiente.

Gli attori (o meglio “i personaggi”, non riesco davvero a separarli dal ruolo interpretato!) sono naturalmente tutti già collaudati dagli episodi precedenti, quindi li conosciamo già e possiamo apprezzarne ancora di più le uscite in quanto uno “se le può aspettare”. Nordberg che fa uscite stupide, Jane e i suoi controsensi (anche nei capelli!), lo scienziato della centrale di polizia che interpellato parla di tutt’altro, Frank che investe persone…tutto rodato e tutto perfettamente funzionante anche in questo capitolo!

Unica cosa, come dicevo all’inizio, è che per comicità il secondo film a mio gusto è un pelino meglio, anche perché a livello di trama e di struttura generale del lavoro molte cose vengono riprese pari pari. Il che può essere certamente imputabile anche alla regia di Peter Segal (che conosco per altri genere di lavori tipo “50 volte il primo bacio”), che non è un male in sé ma che semplicemente non è David Zucker, regista dei primi 2 come di Scary Movie 3 e 4. Comunque poca cosa, guardatelo e vi sbellicherete dalle risate!

 

UNA PALLOTTOLA SPUNTATA 33 ⅓
Naked Gun 33 ⅓: The Final Insult
Peter Segal, USA 1994, 79′
VOTO (Max 5)
8
VOTO RISATA
SorridenteSorridenteSorridenteSorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.