Transformers 3

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transformers_3 Ammetto che intuendo che non sarebbe stato il film per me, mi sono un po’ “violentato” per non partire troppo prevenuto e per riuscire a gustare i lati positivi della pellicola.  In effetti, a onor del vero, la prima parte non mi è dispiaciuta…cioè, era certamente gonfia di cliché e di tutto ciò che uno può aspettarsi da Transformers 3 ma perlomeno non l’ho trovato fastidioso ed anzi, c’era pure qualche battuta carina. Passato indenne la prima mezz’ora non potevo immaginare quello che mi avrebbe proposto il buon Michael Bay (“buon”) : le rimanenti 2 ore sarebbero state di sola, esclusiva, inutile, odiosa, fuffa.

Trama (the Space): “Sam Witwicky deve aiutare i suoi amici Autobots nel tentativo di sconfiggere definitivamente gli acerrimi nemici Decepticons. Questa volta lo scenario sara’ lo spazio fra Stati Uniti e Russia, per un’emozionante sfida che vedra’ coinvolti anche nuovi personaggi. Intanto Shockwave ha conquistato il pianeta dei Transformers, dopo il distacco degli Autobots e dei Decepticons, e regna indisturbato, mentre la battaglia sulla Terra e’ sempre piu’ accesa“.

Molto di questa pellicola è riassumibile in parole-chiave che esprimono il modo di girare (che più che “telefonato” direi peggio) di Miachael Bay: esplosioni, pezzi di vetro, scintille, urla, battutine idiote, macchine che sgommano, bandiere americane, fasci di luce che entrano da ogni anfratto, cieli al tramonto e tanta, tanta, tanta retorica. Certo, non voglio colpevolizzarlo per questo perché il regista ha certamente presente cosa significhi intrattenere un certo pubblico, solo che trovo un po’ svilente dare così tanto peso all’audience generalista. Ok, il mio discorso non ha molto un filo se si pensa che il cinema è prima di tutto un’industria nella quale per “tirare a campà” bisogna produrre soldi. Ma mi domando, a un certo punto non è svilente per un regista diventare più che un artista un semplice “tecnico/meccanico” delle pellicole? Questo film ha un livello artistico che rasenta veramente il nulla più estremo. E credo che Bay se ne compiaccia viste alcune scelte fatte…

Una delle più ovvie è la sostituzione di Megan Fox, che (lo ricordo) aveva deciso di non aderire al progetto per la “tirannia” del regista. Insomma, le diceva cose del tipo “Megan ora piegati a 90 sulla moto, e vedi di essere il più sexy possibile“, sono contento che “l’attrice” ripresa in mano la sua dignità abbia deciso di cambiare rotta (anche se non scommetterei un centesimo di vederla in futuro recitare l’Amleto). A ogni modo, morta una bambola gonfiabile se ne fa un’altra. La “nuova” figura femminile è la classica “gnocca spaziale” di turno (parole peraltro pronunciate dalla stessa mamma del protagonista nella pellicola) la cui unica funzione è riassumibile nella prima scena in cui ci viene mostrata: una inquadratura dal basso del suo lato B, in mutande. Per tutto il film la vediamo in minigonna e tacchi zampettare da una parte all’altra dello schermo continuando a gridare “Saaaaaam, Saaaaaam”: terribile. E oltre al terribile direi imbarazzante il tentativo di darle un cervello a fine pellicola…lascia stare Michael, se la vuoi “fare sporca” fallo fino in fondo e tirale fuori una tetta, così siamo tutti più contenti.

Altra piaga incredibile del lavoro è la retorica imperante, il sentimentalismo spiccio, quel senso di trito e ritrito che permea ogni scena. A riprova di tutto ciò una colonna sonora palesemente e fastidiosamente pomposa, quasi come se ogni scena fosse il finale di Il Gladiatore. Si cerca insomma di dare troppa “solennità epica” a qualsiasi cosa, anche grazie alle classiche “frasi della vita” pronunciate ogni 2 minuti del tipo “noi combattiamo per la libertà” o “ti amo, ti avrei seguita in capo al mondo“. Ma dove siamo, in una recitina delle elementari? Il film non ha un minimo di spessore di sceneggiatura ma solo un irritante susseguirsi di fatti corredati da esplosioni ed effetti speciali che, passino 5, passino 10 minuti, passi la mezz’ora, ma dopo due ore francamente stufano. Finche guardavo la pellicola mi domandavo anche come ha fatto il regista nel montaggio finale a scindere una scena da un’altra trovando la sua collocazione temporale: da un certo punto in poi sono talmente uguali che dev’essere stata dura!

Prendo comunque atto che gli effetti speciali sono ottimi, e che il lavoro grosso non è per nulla stato fatto con la macchina da presa in mano, ma con il computer davanti. Il risultato da quel punto di vista è certamente ottimo, questo è innegabile.

A ogni modo mi potreste chiedere perché sono andato a vedere questo lavoro intuendo già come sarebbe stato. La risposta che posso dare è triplice: 1) Ho un nipote di 11 anni che, stufo di vedere i miei dvd di Tim Burton, vuole svagarsi con altro cinema; 2) Speranza seppur remota che si potesse riuscire a rendere un pò giustizia ai miei miti d’infanzia; 3) Per giusto e oneroso dovere di cronaca e soprattutto come ammonimento nei confronti dei miei cari wooders: NON ANDATE A VEDERE QUESTO SCEMPIO, NON NOLEGGIATELO, NON SCARICATELO! Io vi ho avvertiti…

TRANSFORMERS 3
Transformers: Dark of the Moon
Michael Bay, USA 2011, 155′
VOTO (Max 5)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.