Tim Burton e il mostro – Pt6

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Continuiamo a parlare di Tim Burton, mostro e simbologia delle mani con il già citato Sweeney Todd!In un finale nuovamente in relazione con Edward Mani di Forbice.
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SWEENEY TODD

sweeney_toddA distanza di anni da Edward mani di forbice Burton decide di portando sul grande schermo “Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street” , musical di Stephen Sonthem diventato celebre a Brodway negli anni ’70. Nonostante non sia lui l’autore della storia né tanto meno della sceneggiatura, il lavoro sembra essere una naturale evoluzione della storia di Edward. Girata pochi anni dopo lo “strappo” con l’ambiente americano e quella Hollywood che non sopportava più, la pellicola racchiude in sé tutto il pessimismo e la disillusione che il regista sente nei confronti della situazione culturale e politica americana. Il risultato è un film estremamente cupo che mantiene però le caratteristiche “agro-dolci” e ciniche che hanno fatto famosa l’opera teatrale.

A differenza di Edward Mani di Forbice in questa storia non viene mostrata una società pronta ad accogliere e ad amare (anche se superficialmente). Già dalla prima sequenza l’attenzione è su Sweeney Todd, ciò che Benjamin Barker è diventato dopo essere stato privato della famiglia e della sua libertà. Non si tratta dell’uomo di prima, sia internamente che esteriormente (con il pesante trucco bianco, le occhiaie e l’inconfondibile ciuffo albino tra i capelli ispirato dal film “La moglie di Frankenstein”) Sweeney è terrificante, mostruoso; la società personificata dal Giudice Turpin (chi amministra la giustizia è il primo cupo di cuore) ha già svolto la sua azione negativa creando grazie a violenze fisiche e psicologiche un nuovo mostro che detesta il mondo nel quale è vissuto senza distinzioni di buon senso tra le persone buone e quelle cattive. Il protagonista dice nell’incipit della pellicola:

Esiste un grande pozzo nero abitato dalla feccia del mondo la cui morale non vale lo sputo di un maiale, questo posto si chiama Londra. In cima al pozzo vive un pugno di privilegiati che si fanno beffe della feccia di sotto e trasformano la bellezza in lordura ed ingordigia

La caratteristica distintiva della sua mostruosità anche in questo caso sta nelle mani, questa volta “completate” dai rasoi inizialmente usati per il mestiere di barbiere e in seguito per uccidere. E’ proprio il personaggio che tornato a Londra ritrova le sue “amiche lame” ed esclama puntandone una al cielo “At last my arm is complete again – Alla fine il mio braccio è di nuovo completo”: Sweeney Todd come Edward, ora non potrà più avere un contatto umano in quanto le lame sostituiscono le sue mani.

Dopo aver trasformato Benjamin in un mostro ed aver insinuato in lui il seme dell’odio e della vendetta, la società rimane spettatrice della spirale di odio e violenza che ha messo essa stessa in atto. All’inizio della pellicola Sweeney vuole solo vendicarsi del giudice, ma con l’andare della storia uccide prima Adolfo Pirelli (un suo ex aiutante che voleva incastrarlo) e poi compie una serie atroce di omicidi con l’unico scopo di punire la società nel suo complesso. La cieca e irrazionale vendetta del personaggio va quindi ben oltre il punire chi gli aveva fatto torto e si configura come un odio generalizzato, come a massificare tutti gli abitanti di Londra in un unico grande nemico da abbattere. L’odio diventa talmente incontrollato che il personaggio riconosce (quasi come ad anticipare il proseguimento della vicenda) che anche egli stesso merita la morte ora che per sopravvivere è stato costretto a trasformarsi in un mostro. Il mondo si configura quindi come un luogo dove necessariamente le persone feriscono altre persone per sopravvivere; la società si erge sul detto homo homini lupus.

Meritano tutti di morire, ora vi dirò perchè signora Lovett. Perchè l’intera razza umana comprende solo due specie di uomini: l’uomo che si accontenta del proprio posto e l’uomo che ha il piede sul viso dell’altro. Guardatemi signora Lovett e guardatevi!Meritiamo tutti di morire, perfino voi, perfino io. Perchè le vite dei malvagi devono essere accorciate, per noi altri la morte sarà un sollievo. Meritiamo tutti di morire!

Il concetto è ripetuto più volte nella pellicola; ricordiamo la scena dove viene fatto riferimento al detto inglese eat or be eaten – mangiare o essere magiato, meccanismo perverso della società che il protagonista e la sua perfida compagna Mrs. Lovett metteranno in pratica alla lettera.

“ ST – In fondo qual’è il suono del mondo?
ML – Qual’è mr.Todd, qual’è quel suono?
ST – Quello sgranocchiare che pervade l’aria…
ML – Sì signor Todd, lo sento dappertutto
ST – Sono uomini che divorano uomini mia cara, e chi siamo noi per evitare tutto ciò?

Non vi è quindi possibilità di dialogo o di comprensione reciproca, il meccanismo del mondo porta tutti necessariamente a diventare carnefici per non essere vittime. La visione della società per questa opera è certamente molto più pessimista e disillusa delle altre.

*SPOILER*
br12Sweeney perdendo l’uso delle mani perde il contatto reale con il mondo che lo circonda e con le persone intorno a lui, perde la sua umanità e man mano la sua capacità di fermare l’istinto di cieca vendetta, tanto che ucciderà senza riconoscerla sua moglie Lucy (la sete di vendetta rende realmente ciechi) e rischierà addirittura di uccidere Johanna, la figlia che tanto aveva rimpianto negli anni di prigionia. La lama sostituisce la mano e anche l’unico contatto che potrebbe sembrare
reale (il rapporto con Mrs.Lovett) risulta essere solo una facciata, una cosa per la quale è disinteressato. La sua mostruosità permane per gran parte della scena finale ed è rappresentata ancora una volta da quel rasoio che tiene saldamente in mano anche nel momento in cui fa un passo di danza con Mrs.Lovett prima di gettarla nel forno.

br13Fatto ciò, Sweeney getta per terra il rasoio insanguinato, torna ad avere la sua mano, perde la mostruosità e recuperando la possibilità tattile/affettiva abbraccia la sua Lucy morta pentendosi di tutto ciò che aveva fatto e capendo la stupidità e l’insensatezza della vedetta. Negli ultimi secondi della pellicola la speranza muore definitivamente con l’arrivo del piccolo Toby. Muore la speranza di redenzione e muore la speranza di fermare la spirale cieca dell’odio. Burton ci mostra il bambino trasformato fisicamente, dopo aver assistito all’omicidio di colei che sentiva come una madre (Mrs.Lovett) e dopo aver capito le intenzioni di Sweeney nei suoi confronti, lo vediamo anch’esso bianco in viso, con profonde occhiaie. E in un gesto spinto dalle stesse motivazioni di Benjamin, prende in mano quel rasoio a terra e diventa a sua volta un mostro, tagliando la gola al protagonista della tragica vicenda.

 

EDWARD E SWEENEY: I FINALI A CONFRONTO

La differenza con il finale di Edward mani di forbice è estremamente significativa e mostra come il regista non creda (in questo lavoro) in una possibilità di contatto con il mondo o di redenzione; chi è mostro (anche se per causa non sua) rimane tale, muore senza aver ricucito un minimo di rapporto con la società negativa che l’ha creato e inoltre perpetua lo stesso crimine che era stato fatto a lui.

Il parallelismo tra le due opere si può chiudere con la “nota” con la quale Burton finisce entrambi i film: il prodotto della mano mostruosa. Nel caso di Edward la mostruosità delle mani nonostante provocasse istintiva paura, era anche segno distintivo dell’interiorità positiva del personaggio, che con quelle lame creava spettacolari opere di “giardinaggio artistico” nonché enormi statue di ghiaccio che nella creazione sprigionavano moltissimi piccoli pezzi da sembrare quasi neve. Ed è appunto questo che il protagonista “lascia” alla società che l’aveva ripudiato come a farle un dono: la neve. Come dice la stessa Kim a fine film “Vedi, prima che lui venisse in questa città, la neve non era mai caduta…e dopo il suo arrivo è caduta. Se ora lui non fosse lassù non credo che nevicherebbe così“. Nella negatività del finale (il mostro si rifugia nel “suo mondo” dopo essere stato allontanato), il film si chiude con una sorta di “mano tesa”.

In Sweeney Todd invece il prodotto delle lame rispecchia la rabbia interiore e l’odio verso la società che aveva reso il personaggio quello che era; questo prodotto è il sangue. Anche nel finale di questa pellicola l’ultima immagine è ciò che quelle lame mostruose hanno creato, ma questa volta al posto della neve che cade come “segno di pace” verso una società negativa, qui il sangue sgorga copioso ignorando completamente una mano tesa verso il mondo e sottolineando la solitudine e l’angoscia che la spirale dell’odio ha portato.

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TO BE CONTINUED…!

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.