Thor: the dark world

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thor_dark_world.png Recensione non di getto. Di solito quando esco dal cinema e il film mi ha colpito in positivo o in negativo lo sento, mi vien voglia di parlarne, di discuterne, di mettere subito nero su bianco quel che penso. Questo secondo capitolo di Thor invece per quanto ben fatto rimane a mio parere nella zona grigia, senza infamia né lode.

Premetto che il primo Thor di Kenneth Branagh (e scusate se è poco!) mi era piaciuto parecchio, certamente più di tutti gli altri cinecomic Marvel della stessa famiglia (gli Iron Man, Hulk, Capitan America). Il personaggio in sé ma soprattutto le ambientazioni a metà strada tra il fantastico e il fantascientifico sono incredibili, e hanno una profondità intrinseca che trovo molto interessante. Nel primo capitolo con la presentazione di questo mondo gli occhi si riempivano di stupore, di interesse. La rappresentazione di Asgard era qualcosa di incredibile per le scenografie imponenti, gli oggetti di scena, i costumi e tutto il resto. Il tutto permane anche qui ma c’è un però…

Trama (UCI): “Un nemico troppo grande perfino per Odino minaccia Asgard: Thor dovrà affrontarlo, ritrovando Jane Foster ma rischiando anche di perdere ogni cosa per salvare l’universo”.

il fatto di voler strutturare una mitologia comune per l’universo Marvel ha dei lati positivi e negativi. I positivi sono soprattutto a livello di marketing in quanto lo spettatore può godere nel vedere insieme più supereroi, come nel sentirli appartenenti ad una medesima realtà. Questa uniformità di universo ha però un lato particolarmente negativo che va a inficiare secondo me sulla bellezza delle singole pellicole: tutti questi supereroi si stanno pian piano appiattendo su uno standard comune che toglie interesse e fa apparire tutto uguale, si stanno perdendo sempre più le diversità di tono che ci potevano essere da pellicola a pellicola.

Mi spiego meglio. Il primo Thor era un film che sebbene non in maniera incredibile aveva un tono più “solenne” di pellicole rock’n roll alla “Iron Man”. Con il film degli Avengers (che peraltro mi è piaciuto molto se lo guardo con gli occhi del bambino che è in me) si sono introdotti elementi di una pellicola nell’altra, creando uno standard molto più ironico e leggero, sia per quanto riguarda la sceneggiatura vera e propria che per l’interiorità dei personaggi e lo spessore dei vari villain.

Ho quindi lasciato un Thor molto interessante (sebbene “incompleto” a mio parere), potente, quasi mitico, e ne ritrovo uno molto ma molto più ironico, pieno delle classiche battutine alla cinecomic che fanno piacere, ma che francamente dopo un po’ annoiano. E’ cambiato proprio il tono, trasformando un personaggio del genere in quello che per la Marvel deve essere ora: un compagno di giochi di topolino e degli altri divertenti loro eroi. Così facendo faranno certamente soldi a palate (e ben venga per loro) ma hanno perso a mio parere la possibilità di sfruttare storie così interessanti per fare dei buoni film. Thor : The dark world infatti è un film divertente, intrattiene, ti vizia e ubriaca di immagini di ogni tipo, ma non è un “buon” film nel vero senso della parola. E’ tanta tuffa, e ce ne si può accorgere palesemente dopo uno o due giorni dalla visione: non rimane assolutamente nulla.

Altro lato negativo che ho riscontrato anche negli altri film Marvel, è l’assenza di villain degni di questo nome. Sinceramente non ricordo neanche come si chiami l’elfo cattivo di sto film, ricordo solo che per qualche ragione voleva (come al solito) distruggere tutto portando l’oscurità nell’universo (mah…cosa ci troveranno i cattivi di bello nel vedere il buio non si capisce) , approfittando del classico “allineamento di pianeti”, escamotage mai utilizzato nella cinematografia moderna. Insomma, sa tutto di molto, molto già visto e sentito, e se si continueranno a mettere dei cattivi così non so quanto si potrà fare bei film in futuro…i cinecomic sono belli anche e soprattutto per personaggi come il Joker di Ledger o il mio amato Pinguino di DeVito.

Per il resto il film è comunque godibile, pieno di fumo negli occhi ma non fastidioso. Diciamo che intrattiene nel migliore dei modi, ma a livello qualitativo siamo ben di sotto qualsiasi serie TV americana degli ultimi anni, ma per fortuna ben al di sopra di quell’orrore che è stato Iron Man 3.

THOR: THE DARK WORLD
Alan Taylor, USA 2013, 112′
VOTO (Max 5)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.