The tree of life

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“Che poi se a uno non è piaciuto gli danno dell’ignorante”…con queste parole pronunciate da un ragazzo all’uscita della sala, rassicuro che la mia recensione sul film vincitore del Festival di Cannes 2011 è da assoluto non-competente (del resto questo è il sito giusto!) e che sarò molto onesto nel dire quello che il lavoro mi ha lasciato.

Mi dispiacerebbe infatti che venisse perpetuata ancora per molto la classica equazione film strano=film bello: questo può essere assolutamente vero ma non è automatico. A parer mio la bellezza di un film si misura soprattutto da quanto riesca a prendere lo spettatore, da quanto intrattenga e faccia pensare, e questo ultimo lavoro di Terrence Malick al di là di cinefili amatori come me credo abbia annoiato molti.

Ma andiamo con ordine. L’inizio del film e tutta la prima parte trovo siano assolutamente memorabili, una vera e propria poesia di estrema intensità passata da immagini meravigliose, musiche classiche e avvolgenti, oltre che un concetto molto interessante. Di fronte alla perdita di un figlio come può reagire una madre devota a Dio? Il tema è quello immortale del dolore, del perché della sofferenza, forse il tema cardine dell’esistenza di molti: Dio, perché guardi e non fai nulla? Il regista attua qualcosa di una pregnanza e di una profondità talmente forte da diventare quasi metafisica, mettendo in relazione l’universo del singolo con l’universo inteso come tale. Mi ha dato come l’impressione che cercasse di dare l’idea della mente di Dio, della sua potenza infinita nel creare galassie, sistemi di stelle, pianeti, fino ad arrivare alla vita; in tutto questo un continuo bisbiglio della madre che ha perso suo figlio che chiede solo di poterlo riavere con sé. Per la singola persona la perdita di una parte di sé è certamente equivalente alla perdita del “proprio universo”, del proprio tutto, che diventa quindi direttamente comparabile con il vero “tutto”.

Questo meraviglioso messaggio ci viene mostrato con immagini di una potenza visiva unica, credo che se The tree of life non vincerà l’Oscar per la migliore fotografia ci sarà da arrabbiarsi!Ci viene mostrato l’universo nel suo continuo movimento, fra esplosioni e nubi colorate, la creazione del pianeta terra con le gigantesche maree, i vulcani, le prime forme di vita etc. Malick riesce ad infondere a ogni fotogramma una intensità pari veramente a poche, con un gusto fotografico per l’immagine che solo un grandissimo autore potrebbe apportare. E fin qui tutto da 10 e lode…

Il mio problema col film nasce nella parte centrale, che narra nello specifico la storia di questa famiglia prima che perdesse il bambino, con la crescita dei figli fra una madre molto permissiva e amorevole e un padre autoritario e francamene un pò incomprensibile in alcuni atti (diciamo una persona non troppo equilibrata). Ho ritrovato qui lo stile di quel “Il nuovo mondo” (penultimo film di Malick) che tanto mi aveva annoiato quella volta: grandi silenzi, gente che bisbiglia, il rumore dell’erba, delle foglie, del vento, degli uccellini…francamente annoiante. Per carità, il livello di fotografia rimane altissimo (come la regia) ma non sono riuscito a sopporare questo ritmo sempre solenne (pure troppo) arrivando a non provare empatia per i personaggi, che non mi hanno mai coinvolto più di tanto.

Altro neo è la parte finale, dove Malick spinge l’accelleratore sulle classiche scene forse un pò troppo poco lineari. Mi è sembrato di rivedere a tratti l’Inland Empre di David Lynch e a tratti il finale di 2001: Odissea nello spazio, con l’unica differenza che nonostante la mancanza di filo logico i film appena citati sono riusciti a tenermi incollato alla poltrona e a commuovermi profondamente, questo no. Inoltre un film che più che far pensare lo spettatore lo fa arrovellare per capirne il senso, non credo sia mai ottimo: ok dare input non chiari, ma nemmeno costringere chi guarda a tornare a casa con la sensazione di non aver capito nulla, a meno che (come i film citati prima) non ci sia effettivamente nulla da capire ma solo da emozionarsi. E haimé ammetto che The tree of life oltre a non capirlo non mi ha nemmeno emozionato verso la fine.

Sono ora curioso di vedere Melancholia di Lars Von Trier e soprattutto This must be the place del nostro Paolo Sorrentino per dare la mia personale classifica ai film presentati a Cannes quest’anno…

 

THE TREE OF LIFE
Terrence Malick 2011, 138′
VOTO (Prima parte del film – Max 5)
10
VOTO (Seconda parte del film – Max 5)
NP

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.