The social network

Letto 1179 volte

the_social_networkIl film si basa senza dubbio su una storia interessante, resa maggiormente tale da una sceneggiatura che attrae. Un film di due ore che non stanca per un secondo è comunque cosa buona, soprattutto se vediamo dei trascorsi non proprio dorati di Fincher come Zodiac e Il curioso caso di Benjamin Button (noiosetti in più di una scena nonostante la grande classe del film in sé).

Trama (UCI cinemas): “Il film trae spunto dal libro di Ben Mezrich “The Accidental Billionaires: the Founding of Facebook, a Tale of Sex, Money, Genius and Betrayal” e narra le accidentali vicende che hanno portato due studenti di Harvard a creare il più famoso social network dei nostri tempi, Facebook“.

Perno della storia è la figura del creatore di facebook, Mark Zuckerberg, reso personaggio dalla personalità nerd e dalla riuscitissima interpretazione di Jesse Eisenberg. Mi è piaciuto soprattutto il modo di renderlo non scontato con il suo essere strafottente,con la risposta pronta e l’altezzosità; si comprende appieno la psicologia del personaggio e le sue tensioni interiori, pur non cascando mai nella retorica o nel farlo diventare una macchietta. Lui è semplicemente così, antipatico a tratti, perennemente con la testa sulle nuvole, con le sue debolezze e arrabbiature. Insomma, non si sono toccati (se non lievemente) i cliché del “genio strambo” come sarebbe stato naturale.

Ho apprezzato particolarmente anche le musiche, un pò insolite per un film del genere. Si tratta per lo più di pezzi moderni, elettronici, che in più di un’occasione accompagnano nel migliore dei modi lo svolgersi delle vicende. Tuttavia si presentano anche come un arma a doppio taglio in quanto l’aver “osato” nell’usarle in alcune scene si è rivelato una buccia di banana. Mi riferisco per esempio ai titoli di testa (di solito devono regalare un bell’impatto) che non ho particolarmente apprezzato.

Inutile parlare della regia invece, Fincher è Fincher!Piaccia o non piaccia trovo che sia un grandissimi tecnico, ha una precisione e uno studio dietro ogni inquadratura e movimento di macchina che anche questa volta lo conferma come uno dei più talentuosi autori americani oggi sulla piazza. Riesce sempre a non cadere nel banale e a stupire quando meno te lo aspetti; come in “Il curioso caso di Benjamin Button”poi,  anche qui ha inserito una scena “muta” diciamo, dove a parlare è solo la sua grande capacità registica. Mi riferisco per il primo film al “gioco all’orologiaio” quando Daisy si rompe una gamba, e faccio riferimento qui alla gara di canoa: un esempio di maestria nel girare del quale sono capaci in pochi.

Ho apprezzato anche il montaggio con questo continuo passaggio passato/presente, ricordi/dichiarazioni attuali che rende il tutto ancora più dinamico e permette di tenere sempre contestualizzato il tutto.

Lodevole anche il tentativo di slegarsi dal genere che l’ha reso famoso per lanciarsi in qualcosa di diverso, sia con questo film sia con il suo precedente. Tuttavia non sempre il prendere la strada diversa “ripaga”…nonostante trovi infatti molto bello questo lavoro, manca comunque qualcosa. Quel qualcosa forse che mi fa preferire ancora i suoi primi lavori come se7en ma soprattutto come fight club. Torno a ribadire come ho già detto in altre occasioni che lo trovo comunque un regista freddo, estremamente tecnico ma che non sa dare l’idea di calore, di sensazione forte, di emozione. Il tutto sottolineato anche da questa pellicola sempre smorzata nei colori, da questi oggetti di scena sempre lucidi, puliti, ordinati. Il che non andava certamente bene in un film come “Il curioso caso di Benjamin Button” (che doveva dare molta emozione in più secondo me) ma che funziona abbastanza qui. Abbastanza perché da un lato evita di cascare nel lacrimoso e fa vivere la parte più emotiva del lavoro in maniera intelligente e pesata; dall’altro invece ti dà quasi l’idea che il regista non creda molto nel suo lavoro.

Volevo infine fare lodi sperticate al trailer (con sottofondo “Creep” dei Radiohead) che ho trovato uno dei migliori dell’anno (se non il migliore). Solo una cosa: questo è uno di quei casi in cui il trailer suggerisce tematiche e una tensione drammatica ben differenti da quello che è effettivamente il film; se fosse stato più aderente a questo per me sarebbe stato un lavoro stupendo senza se e senza ma.

THE SOCIAL NETWORK
David Fincher, USA 2010, 121′
VOTO (Max 5)
8

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.