The Others

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the_others.png Sono passati 12 anni dall’uscita di questo film e posso affermare con certezza di non aver visto ultimamente degli horror di così alto livello.

Anche e soprattutto perché questo incredibile lavoro di Alejandro Amenábar non è a mio parere “semplicemente” un film orrorifico, è più il classico capolavoro del cinema senza se e senza ma che nel giro di neanche una decade ha fatto storia, ed è stato spunto in lungo in largo per film, serie televisive e quant’altro.  E non parlo solamente del celeberrimo finale a sorpresa (che può essere comunque visto come la vera chicca del film) quanto di tutta la sua fattura.

La trama senza spoilerare nulla è questa: “A Jersey, un’isola fra le coste inglesi e francesi, Grace vive in una grande casa vittoriana insieme ai suoi figli, Anne e Nicholas, che ancora non sanno che il loro papà è morto nella Seconda Guerra Mondiale appena conclusa. Alla stranezza di un’esistenza condotta al buio per un’allergia alla luce di cui i bambini soffrono, si aggiungono in poco tempo strane visioni e rumori che prima i bambini poi anche Grace cominciano ad avvertire“.

La cosa che mi ha sempre colpito di questo film è anzitutto la sua essenza terribilmente gotica, nel classico modo di intendere. C’erano certe scene che mi richiamavano alla mente proprio lavori tipici del genere, alla Mario Bava per capirci: la casa nel suo essere inquietante, la nebbia persistente, le ombre, il paesaggio autunnale e tutti quegli elementi sovrannaturali tipici che si possono trovare e che personalmente mi fanno perdere la testa.

Cosa cambia quindi? Come al solito la capacità del regista, che in questo caso prende un materiale già utilizzato in lungo e in largo piegandone i topoi e facendone un’opera originale nel suo essere. La genialità soprattutto a livello di storia è stata creare una situazione che in sé e per sé non può che essere tesa e misteriosa: siamo alla fine della seconda guerra mondiale, è inverno, c’è questa enorme casa abitata solo da mamma e due figli, i bambini sono fotosensibili e quindi la casa è piena di pesanti tende (e bui) per proteggerli dalla luce, la madre è una donna talmente premurosa che per preservare la prole fa sì che nessuna porta della casa sia aperta ma che tutte siano chiuse a chiave. Una condizione di vita che già così è terribile e porta lo spettatore a vivere sulla sua pelle questa sorta di perenne stato di ansia, che viene acuito dal manifestarsi e dal progredire via via maggiore delle manifestazioni sovrannaturali.

Inoltre lo spettatore è naturalmente indotto a recepire e leggere i misteri che uno dopo l’altro vengono messi sullo schermo in maniera erronea, facendo necessariamente fare montagne di ipotesi che non possono che montarsi e smontarsi di continuo fino alla soluzione finale di tutti gli enigmi, che in un certo senso porta una sorta di “serenità” nelle ultime scene.

Tutto il gioco è retto da delle prove attoriali a mio parere ottime partendo dalla mia amata Nicole Kidman qui in una delle sue parti più riuscite. L’attrice riesce a dare vita a un personaggio perennemente tirato come la corda di un violino, una donna che riesce a trasmettere insieme ansia, preoccupazione e un certo senso di spaesamento e pazzia. Oltre alla protagonista merita la lode anche la piccola Alakina Sarah Mann nel ruolo della figlia della Kidman, una bambina che pare avere le antenne abbastanza lunghe per captare cose che lo spettatore non riesce a percepire. Peccato che abbia deciso di interrompere la sua “carriera” dopo soli due film! Last but not least Fionnula Flanagan, la vecchia governante terribilmente inquietante ma allo stesso tempo amorevole. I personaggi in genere sono molto calibrati e devo dire che riescono tutti nel loro essere a creare un certo interesse nello spettatore e a farlo incuriosire.

Il merito di tutto questo è da imputare direi interamente ad un Alejandro Amenábar davvero in grandissima forma. Prima di tutto per l’idea della storia di cui è padre (soggetto e sceneggiatura) , in secondo luogo per la regia incredibilmente interessante ed efficace e non ultimo per aver scritto anche le musiche della pellicola. Un “one man” insomma che ha potuto imprimere al 100% tutta l’idea che aveva in testa per questa incredibile storia.

Spero vivamente di tornare a vedere cose del genere al cinema e non solo.

THE OTHERS
Alejandro Amenábar, Spagna/USA 2001, 101′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.