The box

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the_boxE’una di quelle storie che ti fanno pensare “wow, che idea geniale!” e ti fanno sperare in un buon lavoro. Peccato che il film caschi inesorabilmente verso una science fiction alla X-Files…

Trama (Zapster.it) “The Box narra la vicenda dei coniugi Lewis, Norma (Cameron Diaz) e Arthur (James Marsden), che, dopo essersi trovati in gravi difficoltà economiche, trovano un modo inaspettato e sconcertante di risolvere i loro problemi. Un giorno infatti uno sconosciuto (Frank Langella) bussa alla loro porta e consegna loro una misteriosa scatola con un grosso pulsante sopra. Il funzionamento del marchingengno è semplice: se premeranno il pulsante vinceranno una grossa somma in denaro, ma contemporaneamente qualcuno da qualche altra parte nel mondo, a loro totalmente sconosciuto, morirà“. Indubbiamente la trama intriga.

E’una di quelle storie che ti fanno pensare “wow, che idea geniale!” e ti fanno sperare in un buon lavoro. Al di là degli eventi della pellicola infatti il messaggio e la tematica sono chiari e stimolanti: Fino a che punto il denaro può assopire la nostra coscienza? Lo sapeva bene Richard Matheson ,conosciuto per aver scritto opere come “Io sono leggenda” e autore del racconto “Button Button!” dal quale è stato tratto il film, e curiosamente lo sapevamo anche in Italia Garnieri e Giovannini quando scrissero la commedia musicale “Un mandarino per Teo”, con un’incipit del tutto simile alle vicende di questo lavoro (grazie a Claudio per la segnalazione).

Approfittando di queste premesse, il regista di Donnie Darko dirige abilmente tutta la prima parte del film, dove il mistero, i silenzi e le ombre la fanno da padrone accompagnate da inquietanti e continue musiche di archi che mi hanno ricordato le atmosfere respirate nella prima parte di Psycho. Il personaggio distinto e deturpato di Langella crea veramente inquietudine, come molte scene che non lasciano prendere fiato allo spettatore; i fatti inspiegabili, le piccole coincidenze e le frasi misteriose portano a cercare di capire, a dare un senso, sbrogliare la matassa, un pò come era avvenuto col suo primo lavoro.
A un certo punto invece, il baratro.

Il film sembra correre gradualmente ma inesorabilmente verso quello che sarà un finale non degno di buon cinema. Il lavoro per tutta la sua seconda parte prende infatti “dimensioni” troppo eccessive, lascia da parte la tematica per mettere ancora carne (scadente) sul fuoco, aggiungendo mistero al mistero, spiegazione a spiegazione, colpi di scena, effetti speciali inutili e tutti quegli artifici che, a mio modesto parere, svuotano un film. I protagonisti sembrano spaesati, non è l’uomo al centro della pellicola ma sono tutti questi artifici da thriller televisivo che fanno muovere i personaggi come pedine, senza dare un reale spessore alle loro figure, senza cercare di raccontare gli stati d’animo, i sentimenti, i pensieri. E’ il mistero fine a sé stesso, il garbuglio che si usa per coprire la mancanza di originalità e di idee veramente stimolanti. Il mood del lungometraggio viene ad essere insomma ricalcabile a una qualsiasi puntata della serie “X-Files” (che adoravo), con la differenza che quello era un telefilm a cadenza settimanale (lungo il quale riuscivamo peraltro ad affezionarci ai personaggi), questo dovrebbe essere un film per il cinema di ben diversa qualità.

THE BOX
Richard Kelly, USA-2009, 115′
VOTO (max 5)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.