The Amazing Spider-Man

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Inizialmente non sapevo che approccio avrei potuto avere nella recensione di questo film. Prenderlo come un prodotto a sé stante o vederlo come frutto del suo tempo?

Dopo averci pensato un po’ sù mi sono dato la risposta giusta: è impossibile parlare di questo the Amazing Spider-man senza tenere conto dei 3 film di Sam Raimi sull’uomo ragno, senza considerare il livello dei cinecomic come The dark Knight o lo stile dei film Marvel. Di per sé il prodotto non è confezionato male, ma sono proprio le premesse e il risultato finale che lo fanno essere solamente un buon film e nulla più.

Trama: “Il film narra le vicende di Peter Parker, studente di liceo emarginato, abbandonato dai genitori quando era solo un bambino e affidato agli zii. Come tutti i ragazzi, vuole capire chi è davvero e cosa lo ha portato ad essere ciò che è oggi. Sta inoltre scoprendo per la prima volta l’amore insieme alla sua ragazza, Gwen Stacy. Un giorno, inavvertitamente, entra in possesso di alcuni documenti in merito alla sparizione dei suoi genitori. Deciso a scoprire la verità, Peter scoprirà che tutte le tracce portano in un’unica direzione: i laboratori della Oscorp“.

Partiamo dalla sceneggiatura. Sono rimasto colpito per l’idea di affrontare una nuova storia, nel senso di riscriverla da capo partendo da un elemento nuovo: i genitori di Peter Parker. Non ho mai letto i fumetti sull’uomo ragno ma non avevo mai sentito parlare prima d’ora di questo tema, e ho trovato la scelta davvero azzeccata perché permette di rivedere una stessa cosa sotto un nuovo punto di vista. Del resto è tipico dei fumetti americani (per quel poco che li conosco visto che io sono cresciuto a pane e Manga giapponesi) reinventare le storie, “tenerle lunghe” facendole interpretare da diversi scrittori e da diversi disegnatori. Sia ben chiaro, è una cosa che detesto visto che ciò che amo dei fumetti giapponesi è che le serie iniziano e si chiudono disegnate da una stessa persona, e scritte sempre dagli stessi,  ma per il mondo del fumetto americano è norma, quindi ci sta.

I problemi vengono dopo, quando nello svolgersi della trama ci si rende conto di come i produttori abbiano puntato palesemente su un pubblico di ragazzini che all’uscita del primo Spiderman (2002) erano troppo piccoli per goderselo. Grossa pecca è di aver perso una qualsiasi aderenza con la realtà che separa nettamente questo lavoro da molti film del genere. Insomma, ragazzini di 18 anni che scrivono algoritmi per permettere l’incrocio tra il DNA di diverse specie? Studentesse che finita la scuola vanno a fare da stagiste in un centro di ricerca futuristico? Il protagonista che da solo si fabbrica gli spara-ragnatele? Senza contare naturalmente l’età dei protagonisti , Andrew Garfield (29) ed Emma Stone (24). Io a 18 anni ero un bambinetto che nonostante il liceo scientifico e gli ottimi voti sapeva al massimo bilanciare le classiche equazioni chimiche.

Al di là di questo aspetto la trama non dice davvero nulla di nuovo, si tratta sempre delle solite tre tematiche come la responsabilità verso il prossimo (“da grandi poteri derivano grandi responsabilità”) e la necessità di allontanare le persone per proteggerle. In questo direi che si è toccato in molti punti i film di Raimi, e la cosa sinceramente l’ho trovata un po’ stupida…sarebbe stato molto meglio virare su altri temi al posto di riprendere palesemente cose già dette e diventando così un mero remake per bambinetti. Il villani della situazione (Lizard, l’uomo lucertola) è davvero una macchietta perché non dice veramente nulla di concreto. E’ semplicemente uno che ad un certo punto impazzisce e decide di far del male alla gente. E mi spiace perché molte volte il successo dei cinecomic è dato proprio dall’interesse che il cattivo della situazione riesce a creare, e dalla contrapposizione che si crea tra questo e l’eroe.

Lasciando perdere questi difetti che vedo, da ex-ragazzino posso dire che il film per chi non conosce nulla dei lavori di Raimi come per chi non si sofferma su certe cose,  risulta certamente godibile. E’ fatto bene, gli effetti speciali sono molto buoni come l’ambientazione futuristica, le interpretazioni e le musiche. Uno Spider man quindi che sta certamente in piedi, ma che consiglio vivamente solo al target principale per cui è stato fatto, in modo che si possa affezionare a questa figura che ha fatto sognare tanti.

P.S.
3D naturalmente inutile. Si poteva guardare benissimo senza occhialini e la differenza non si sarebbe per nulla notata.


THE AMAZING SPIDER-MAN

Marc Webb, USA 2012, 136′
VOTO (Max 5)
5

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.