The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro

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Negli anni ho guardato davvero moltissimi cinecomics, e a dire la verità credo di averli visti praticamente tutti. Bene, di questo genere ormai super abusato ma ancora in voga i ricordi peggiori li ho certamente con gli orrendi Spawn e Daredevil (inqualificabili!) e  con Batman & Robin, anche se quest’ultimo col senno di poi risulta sublime nel suo essere così dannatamente trash. Il secondo Amazing Spiderman, reboot cominciato a 5 anni dalla fine della trilogia di Sam Raimi (evidentemente la Columbia Pictures aveva parecchio bisogno di denaro), rappresenta un altro punto particolarmente basso di questo genere. Già il primo film della “serie” (fa un po’ ridere chiamarla così visto che l’insuccesso è stato tale che ne hanno fatti solo 2) non mi aveva fatto impazzire per il suo essere parecchio infantile, ma questo riesce nella ardua impresa di battere di gran lunga il suo predecessore.

Trama: “Una minaccia terribile sta per piombare su Spider-Man Oltre a combattere il crimine, scalare i grattacieli e proteggere l’amata Gwen, dovrà salvare New York dall’arrivo di Electro, un terribile villain. Inoltre sperimenterà il ritorno del vecchio amico Harry Osborn e comincerà a comprendere che l’origine di tutti i nemici che si trova ad affrontare è una sola: OsCorp”.

Stavo pensando come fare per non rendere questa recensione una lunga lista di difetti, ma visto che non mi viene in mente nulla credo che partirò proprio così, sperando di addolcirmi in qualche punto. Quello che mi ha dato più fastidio di questa pellicola è che, in maniera anche più smaccata rispetto al primo episodio, sia tutto estremamente e palesemente pensato su un target di ragazzini. Ma non di quelli che si esaltano per i mega combattimenti (sarebbe più digeribile) quanto per quella prima adolescenza così ampiamente descritta nei classici telefilm americani alla the O.C. : tra musiche assolutamente fuori contesto (ho in mente questa scena con della musica da disco becera pesante…orrore) e una storia d’amore descritta nella maniera più leggera e vuota che io conosca sembra davvero di essere davanti ad una serie televisiva senza pretese, con l’unica differenza che per fare quelle non si spendono i milioni di dollari che la Sony ha tirato fuori per questa pellicola.

E la cosa che mi da più fastidio (come in tutti questi casi) è che il film non è leggero “sapendo di esserlo”, ma ha quella patina di serietà forzata che trova il suo culmine nella penultima-penosa parte del film che lo fa scricchiolare ancora di più. Per dire, i Batman di Joel Schumacher erano eccessivi, coloratissimi ed incredibilmente tamarri, ma erano coscienti di esserlo, non c’erano svolte drammatiche allucinanti giusto per dare alla pellicola un tono che non ha. Non ha senso fare così!

Quando guardo i cinecomics la mia fissa è vedere e valutare i cattivi della situazione: non so perché ma sembra che si fatichi ancora a capire che le grandi storie hanno SEMPRE grandi antagonisti. Qui troviamo tale Electro, un pezzo da 90 per chi conosce Spider-man, che in questa sua versione “moderna” è una banalissima copia carbone (visivamente) del dr.Manhattan di Watchmen, con un pizzico di Mr.Freeze di Batman & Robin e la tuta di mr. Fantastic dei Fantastici 4. Insomma, originalità portami via. Ma la cosa peggiore secondo me è la sua genesi, un remake spero non voluto di come l’Edward Nigma di Jim Carrey in Batman Forever sia diventato l’Enigmista: da scienziato genialoide bistrattato da tutti ma profondo ammiratore di Bruce Wayne/Spider-man, a tipo super cool a seguito di una trasformazione che manco Pretty Woman (l’Enigmista aveva i suoi capelli rosso fuoco e vestiti eccentrici, Electro -cosa volutamente sottolineata da una inquadratura- risolve il suo problema di spazio tra gli incisivi). Di Goblin non parlo perché al di là del fatto che non aveva senso ritirare fuori un personaggio a 12 anni dal Goblin di Raimi (mio dio, non ci sono abbastanza cattivi nell’universo Marvel?) questo rispetto a Electro oltre a non suscitare interesse è pure brutto da vedere. E non parlo nemmeno (scusate, non ce la faccio) della fine fatta fare a Rhino (altro pezzo da 90), credo la peggiore trasposizione cinematografica di un cattivo dopo il Mandarino di Iron Man 3. E tutto questo al di là che si veda per tipo 2 minuti in tutta la pellicola. Tremendo.

Mi è dispiaciuto comunque per Emma Stone, Jamie Foxx e Andrew Garfield (nonostante la sua espressione da innamorato con sorrisone annesso gli faccia venire la faccia come il culo) perché comunque intrappolati in una sceneggiatura tremenda, che non gira, piena di discorsi inutili, battute stupide e frasi retoriche alla “grazie per avermi sostituito, sei il bambino più coraggioso che io conosca” che non possono che far venire il latte alle ginocchia. Ho preferito di gran lunga gli scivoloni come il mettere uno scienziato cattivo con l’accento tedesco (in un film che ripeto, pretende di essere serio).

Dulcis (dulcis?!) in fundo la scena finale fatta come lancio per un eventuale futuro film sui Sinistri 6, gruppo di super-cattivi alleati contro l’uomo ragno…devo ringraziare l’ennesimo Reboot di Spiderman nell’universo condiviso della Marvel perché ha certamente evitato quello scempio, o almeno quello scempio che sarebbe stato tenendo questa direzione al franchise.

E niente, non sono riuscito a dire nulla di positivo!

 

THE AMAZING SPIDER-MAN 2: IL POTERE DI ELECTRO
The Amazing Spider-Man 2
Marc Webb, USA 2014, 141’
VOTO (Max 5)
4

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.