Storie pazzesche

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Storie pazzesche“Possiamo tutti perdere il controllo.” Le ineguaglianze, l’ingiustizia e le pressioni del mondo in cui viviamo generano stress e depressione in molte persone. Alcune, però, esplodono. Questo film parla di loro. Vulnerabili di fronte a una realtà che cambia continuamente che all’improvviso può diventare imprevedibile, i protagonisti di Storie pazzesche oltrepassano il sottile confine tra civiltà e barbarie. Il tradimento di un marito, il ritorno a un passato sepolto e la violenza che si insinua negli incontri di tutti i giorni, portano alla follia i personaggi del film, che si abbandonano all’innegabile piacere della perdita del controllo.

Questo interessante lungometraggio argentino prodotto da Pedro Almodòvar è una sorta di piccolo Decameron moderno, un insieme di storie divertenti ma al contempo molto passionali e a tratti noir che riesce a far ridere e a riflettere su una società (la nostra, da qualsiasi parte del mondo siamo) in cui il confine tra l’essere ottime persone e il diventare mostri risulta molto labile. I protagonisti sono tutti persone estremamente normali che a causa di un evento esterno sia esso di piccole o grandi dimensioni (un tradimento, un insulto in macchina, una multa, un incidente…)innescano un meccanismo “a frana” che travolge tutto, cambiandone le vite per sempre.

E’ interessante notare come i personaggi non siano in nessun caso delle cattive persone, nessuno all’inizio della storia può essere considerato un pericolo. La questione è che viviamo in un mondo in cui l’uomo ferisce l’uomo, una situazione in cui vivendo volenti o nolenti si feriscono le altre persone e a volte se ne pagano le terribili conseguenze. Il film in questo ha anche un profondo senso quasi “karmico” a mio parere, nel senso che alla fine ognuno ha quello che si merita, ad ogni azione corrisponde una reazione contraria.

E qui uno potrebbe dire…”ma non era una commedia”? Ed in effetti i problemi della pellicola stanno proprio qui. Certamente si ride, ci sono parti che strappano più di un sorriso anche se spesso e volentieri amaro (per la serie “rido ma mi sento una cattiva persona nel farlo per un avvenimento del genere”) ma ho trovato uno sbilanciamento tra la volontà della commedia e il voler parlare (giustamente) di altro in maniera più profonda. L’intento del regista era a mio parere quello di fare un film alla fratelli Coen, ma questa impresa checché se ne dica è davvero molto, molto ardua.

Parlando di regia, musica e interpretazioni devo alzare le mani perché ho trovato tutto davvero ben fatto, soprattutto per quanto riguarda la fotografia, i movimenti di macchina (dei quali alcuni pure poco visti) e le luci. Il regista non volendo dare una lettura puramente divertita della storia scherza e gioca mescolando i generi, utilizzando un registro a tratti addirittura orrorifico/thriller/noir e ci dimostra di avere la padronanza di tutti questi ingredienti. Ma ahimè (anzi, “ahilui”) alla fine è molto più importante il risultato generale della somma delle parti.

STORIE PAZZESCHE
Relatos salvajes
Damián Szifrón, Argentina 2014, 122′
VOTO (Max 5)
6
VOTO RISATA (Max 5)
SorridenteSorridenteSorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.