Slither

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slitherDurante la mia permanenza in Australia, mi era capitato di vedere alcuni trailer e leggere degli articoli relativi ad un horror canadese/americano intitolato Slither, e mi era presa una voglia irresistibile di vederlo. Tornata in patria il mio desiderio si è concretizzato in realtà, ma devo dire che cotanta attesa spasmodica non è stata proprio ripagata con un film memorabile. E’ anche vero che ho visto di peggio, però.

La trama: in una cittadina di buzzurri dediti alla caccia al cervo, atterra il classico alieno, questa volta sottoforma di lumacone. Colui che diverrà ospite umano del lumacone sarà il marito dell’avvenente professorina del paese, amata senza speranza da un ingenuo poliziotto che è poco meno impedito del Linus di Scream. Anche il marito, però, è talmente innamorato della prof che la possessione, lungi dall’annullare il sentimento, lo amplifica e lo mescola ad un costante desiderio di carne. Questo finché il parassita comincerà a figliare e allora l’intera cittadina sarà in pericolo….

Agli appassionati di horror l’idea del lumacone non potrà che far venire in mente un vecchio film di un certo David Cronenberg, ovvero Il demone sotto pelle (The Parasite Murder, 1975). In esso, all’interno di un condominio, il parassita assassino del titolo originale provocava aggressività e irrefrenabili pulsioni sessuali alle vittime che penetrava, uno dei primissimi esempi della personalissima poetica del regista canadese, fatta di mutazioni e inscindibili legami tra morte, sesso e contagi. Purtroppo, Slither non è impregnato di un simile acume.

Il film, ben confezionato e dotato anche di una certa dose di ironia, comincia come un classico horror fantascientifico; l’inizio purtroppo è un po’ noioso e lento, e la faccenda comincia a farsi interessante solo quando il vermone comincia a moltiplicarsi, dopodiché la pellicola si trasforma in uno zombie movie incrociato con Il Villaggio dei Dannati. Intendiamoci, non è male l’idea che i vermoni siano collegati tutti alla prima vittima, e che quindi gli zombi abbiano come unico obiettivo quello di farsi amare dalla professoressa, anzi è al limite del grottesco, però tutto si risolve nella solita accozzaglia di pasti a base di carne umana, mutazioni più o meno schifose e tentacoli artigliati.

C’è di bello che la recitazione degli attori coinvolti non è malvagia (purtroppo il doppiaggio italiano è penalizzante) e alcune scelte di sceneggiatura sono anche intelligenti. La perla del film, secondo me, è il personaggio del volgarissimo, gretto e bastardo sindaco, codardo fino all’inverosimile e preoccupato solo di sé stesso e di ottener consensi… che alla fine, quasi per contrappasso, viene condannato all’essere vile macchina di riproduzione della specie, il gradino più basso, servo del lumacone capo (Il tutto dopo che una degli zombi gli augura di venire ucciso e smembrato in quanto Repubblicano!) Un’altra scena assai divertente è quella in cui il cervo posseduto si ribella allo sport popolare della cittadina e da preda diventa carnivoro cacciatore di umani.

Insomma, avrete capito che il film è infuso di amore per il grottesco e il disgustoso, che d’altronde è proprio della scuola in cui si è formato il regista James Gunn, che altri non è se non colui che ci ha regalato perle come Sgt. Kabukiman e Tromeo e Giulietta! Insomma, stiamo parlando di un discepolo della rinomata Troma, casa di produzione cinematografica famosa per la distribuzione di film a basso costo al limite del trash e anche oltre, dei capolavori di cattivo gusto e demenzialità (ha distribuito anche il Bosco 1, tra gli altri), quindi rispetto ai precedenti, Slither è ancora un film normale! Un piccolo divertissement, insomma, da guardare per una serata senza pensieri, magari tra amici.


SLITHER

James Gunn, Canada/USA 2006, 95′
VOTO (Max 5)
5
VOTO TRASH
trash trash trash

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Erica
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA - Un animo nerd che si nasconde dietro una facciata di normalità e adora sproloquiare di cinema.