Shutter Island

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shutter_islandMartin Scorsese è sempre Martin Scorsese, ormai sono abituato a questa cosa. Certo che trasformare in grandi film tutto ciò che tocca non è da poco! Ultimamente non ne sbaglia una il nostro italo-americano dal nasone e gli occhiali alla Arisa (che maledetto).

Shutter Island non è un’eccezione. Non voglio parlare della trama perché rovinerei il film però quattro parole di elogio non riesco a non dirle. Avete presente il classico “miracolo” del regista che riesce a farti cagare addosso senza mostrare nulla?Ecco, già nei titoli di testa c’è gente che inizia a sentire ansia (il sottoscritto). Le musiche alla “Cape Fear” (altro grandissimo suo film) e l’atmosfera che riesce a creare con un registro molto simile ai migliori Hitchcock, DePalma o Carpenter non lasciano tirare un sospiro di sollievo nemmeno per mezzo secondo. Un lavoro geniale di inquadrature e movimenti di macchina rendono ogni minimo rumore un salto sulla seggiola. Il ritmo incalzante del film porta lo spettatore a immergersi in questo thriller senza darsi tregua, senza respiro.

Il regista invoglia sapientemente a pensare, a cercare il senso di tutto, a sbrogliare la matassa in uno scenario inquietante, studiato al centimetro e in cui difficilmente qualcuno potrebbe sentirsi a suo agio. Pian piano lo spettatore inizia a perdersi, a non trovare più il contatto con lo schermo e con la vicenda come in un felliniano 8 ½ rivoltato al negativo alla dimensione dell’incubo. E in tutto questo la sapiente sceneggiatura continua ad attivare le sinapsi mentali, continua a lanciare spunti, riflessioni che mano a mano escono dalla mera trama per parlare della cattiveria umana, della pazzia, della violenza dell’uomo con le ferite che crea e gli effetti che queste provocano. Un viaggio che fa comprendere il perché della perdita di logica, che porta al limite del contatto con la realtà fino ad un finale che riprende tout cour la lezione di “Il gabinetto del dottor Galigari” seppur colmandolo di infiniti significati che questo vecchissimo lungometraggio non poteva certamente avere. Un’idea assolutamente già visitata più e più volte ma che in questo caso più che una banale ripetizione, diventa sapiente utilizzo di un topos del cinema.

Morale della favola: CORRETE A VEDERLO PRIMA CHE LO TOLGANO! (e ormai siamo agli sgoccioli).

Frase celebre: “Meglio vivere da mostri o morire come persone per bene?”


SHUTTER ISLAND

(Shutter Island)
Martin Scorsese,USA-2010,138′
VOTO (max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.