Shadow

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shadowPer un’ appassionata di cinema e soprattutto horror come me, l’idea di presenziare ad una prima dove potersi anche confrontare con attori e regista è una specie di sogno. Il sogno si è avverato qualche mese fa, quando ho avuto l’occasione di vedere quello che sicuramente è il migliore film horror italiano degli ultimi anni, ovvero Shadow, diretto nel 2009 da Federico Zampaglione, proprio il cantante dei Tiromancino. Data questa piccola premessa, con in mente le belle e dolci canzoni del gruppo, ovviamente ero scettica, anche se ne avevo sentito parlare benissimo. Ah, l’ignoranza e i pregiudizi, che brutta cosa!

Trama: David è un ex soldato, reduce dalla guerra in Iraq. Per liberarsi dagli orrori passati, decide di andare a fare biking sui monti e lì incontra un’appassionata ciclista come lui, Angeline. Quella che si preannuncia come una rilassante gita viene però trasformata in un incubo dapprima da due cacciatori decidi a vendicarsi dopo che i due ragazzi fanno fuggire una potenziale preda, quindi da un terribile essere che si aggira nei boschi, e che non fa distinzione tra buoni e cattivi…

Siccome sono sicura di non essere diventata ipersensibile ma, anzi, ormai gli horror, per quanto beceri, non mi fanno più né caldo né freddo (a parte A’ l’interieur…), posso dire con certezza che Shadow fa davvero paura. Nonostante il film racchiuda in sé più di un archetipo horror, come il bosco, la nebbia, il maniaco torturatore, ecc., Zampaglione riesce a metterli insieme raccontando qualcosa di nuovo e tornando ai bei tempi in cui per saltare sulla poltrona non servivano litri di sangue e perversioni al limite dell’incomprensibilità umana. Anzi, Shadow in questo è relativamente semplice, ma giuro che Eli Roth con il suo Hostel o tutti i registi dei vari Saw ne dovranno fare di strada prima di farmi tappare le orecchie per non sentire il crescendo di urli di uno dei cacciatori mescolati al suono della corrente elettrica durante la prima, semplice e terribile tortura perpetrata dall’inquietante Mortis. E questo è solo l’aspetto più superficiale di un film che, complice anche il particolare e triste finale, penetra in profondità.

Dopo la lunga ed interessante chiacchierata con il regista, il ricordo di Shadow si arricchisce di interpretazioni particolari. Non un horror fatto tanto per fare, ma il frutto di una passione che Zampaglione coltiva da sempre, appoggiato dal padre (altro appassionato e coautore della sceneggiatura), e dei “banali” orrori di cui la nostra civiltà è piena. David ha un retaggio di soldato da cui cerca di fuggire, evadendo in una realtà da sogno. Ma come dice Angeline all’inizio, “gli orrori della guerra sono arrivati anche qui”; a poco a poco David si ritrova in un incubo, preda di qualcuno che è rimasto segnato dalla guerra tanto quanto lui, e che col senno di poi è l’incarnazione stessa del senso di colpa dei carnefici e dell’odio delle vittime. In una delle scene più raccapriccianti del film il protagonista è costretto a vedere, impossibilitato a chiudere gli occhi, sprofondato in un posto pieno di testimonianze degli orrori della guerra: ritratti di dittatori e guerrafondai (tra i quali spicca anche Bush, non a caso), filmati che riportano ogni singolo conflitto degli ultimi cent’anni, foto di deportati, che ricordano tanto l’emaciato Mortis. Con tutti questi “indizi” sarebbe facile capire l’origine di Mortis, ma Zampaglione nel finale ribalta ogni prospettiva e conferisce al film un significato completamente diverso.

Passando ad aspetti più “tecnici”, Shadow è pieno di cinefili omaggi, come una delle ultime immagini di Mortis, che lo mostrano identico alla Morte de Il settimo sigillo di Bergman; l’inizio ricorda molto Blood Trails, mentre l’utilizzo, durante le scene più crude, di una canzone rilassante come La strada del bosco di Claudio Villa (canzone scelta dal padre del regista, che gentilmente ha risposto alla mia domanda in merito – sì, lo so, era una domanda idiota, ma fondamentalmente io faccio caso solo a questi particolari frivoli…), crea un effetto straniante pari a quello che ha creato Aja in Alta tensione con Sarà perché ti amo dei Ricchi e poveri. A questo proposito, la colonna sonora, creata dal fratello del regista, Francesco, e dai The Alvarius, è semplicemente meravigliosa e molto azzeccata, sicuramente apprezzabile anche fuori dal film (anche se l’urlo del protagonista che si confonde con un assolo di chitarra elettrica è geniale). Gli attori sono stati selezionati per fortuna al di fuori del mondo dello spettacolo nostrano, e sono tutti professionisti ahimé poco conosciuti: avendoli visti dal vivo, confrontandoli con i rispettivi personaggi, ho apprezzato soprattutto Nuot Arquint, terrificante d’aspetto come il mostro che interpreta eppure timido e cauto nell’esprimersi e i due bastardissimi cacciatori, ovvero Ottaviano Blitch e Chris Coppola. Il primo è un autore completo, un attore professionista in grado di cimentarsi alla perfezione in qualsiasi ruolo, il secondo è una persona simpaticissima, specializzato in ruoli comici, che per la prima volta si è ritrovato a dover interpretare uno stronzo maniaco, riuscendoci perfettamente.

Detto questo, speriamo davvero che il pubblico italiano, e gli autori soprattutto, aprano un po’ gli occhi, visto che il film in questione è stato bellamente ignorato e trattato nel modo peggiore che si potesse immaginare. Il nostro cinema non è morto, ucciso dalla tv commerciale, ma è di sicuro stato pesantemente narcotizzato. Per quanto coraggio abbiano giovani registi come Zampaglione è praticamente impossibile trovare produttori disposti a rischiare e sostenere progetti che non saranno visti e apprezzati dal 90% delle persone, quindi acquistati dalle tv; è molto meglio acquistare la pappa pronta USA, che attira sempre un pubblico maggiore. Per questo, il mio consiglio stavolta diventa un appello: ormai è troppo tardi per andare a vedere Shadow (che, peraltro, è stato distribuito in un numero ridottissimo di sale che hanno pensato bene di mettere uno spettacolo solo a mezzanotte…) ma siccome sta uscendo il dvd e blueray proprio in questi giorni, dategli un’occhiata. Fidatevi, se amate il cinema in generale e l’horror in particolare non rimpiangerete i soldi spesi per l’acquisto o l’affitto.

SHADOW
Federico Zampaglione, Italia 2009, 75′
VOTO (Max 5)
8

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Erica
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA - Un animo nerd che si nasconde dietro una facciata di normalità e adora sproloquiare di cinema.