Scarface

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The world is yours” – Il mondo è tuo. Credo che con questa frase si possa sintetizzare tutto il messaggio che questo capolavoro di Brian DePalma scritto da Oliver Stone e uscito nel 1983 vuole dare al suo pubblico.  Sì perché il film parla anzitutto della possessione, del desiderio di possedere qualsiasi cosa/persona, e con tutte le conseguenze del caso. Ma andiamo per ordine…

Trama (comingsoon): “Sulla scia dei profughi cubani in fuga dall’isola di Castro, arriva negli Stati Uniti Tony Montana, delinquente comune che tenta di spacciarsi per prigioniero politico, senza per altro riuscire ad ingannare la polizia statunitense. Dal campo profughi nel quale è internato, Tony comincia un’irresistibile ascesa nel mondo della malavita, grazie alla sua incredibile crudeltà e determinazione. La sua carriera americana comincia con l’assassinio di un anticastrista, poi con un’operazione di smercio di droga, portata felicemente a termine nonostante il bagno di sangue che è costata, ed è a questo punto che Tony, insieme all’inseparabile amico Manny, diviene il guardiaspalle di Lopez, trafficante di stupefacenti. Ma ben presto anche Lopez comincia ad andargli “stretto”, anche perché Tony vuole a tutti i costi la donna del capo, Elvira, ed allora si mette in proprio concludendo un colossale affare con Sosa, produttore boliviano di cocaina. L’impero su cui adesso domina incontrastato, eliminato Lopez e sposata Elvira, sembra inattaccabile, ma anche per Tony cominciano i guai. Prima una denuncia per evasione fiscale, poi l’abbandono da parte di Elvira. Le preoccupazioni che gli dà la sorella Gina, cui è morbosamente attaccato, fanno vacillare la sua già psicopatica personalità e per Tony arriva la rovina...”

L‘idea alla base del lavoro non è del tutto originale in quanto il film è un remake ambientato negli anni ’80 dell’omonimo lungometraggio del 1932 diretto da Howard Hawks. Nell’originale Scarface, che si svolge ai tempi del proibizionismo a Chicago, l’oggetto dei traffici illeciti era l’alcool, mentre nell’opera di Brian De Palma, l’ambientazione è nella Miami degli anni ottanta dove si svolgeva un considerevole traffico di cocaina (wikipedia).

I punti di forza del film sono veramente tanti, ma si può dire certamente che il più importante è la storia intrigante fin dal primo istante e la conseguente sceneggiatura che lascia perennemente con il fiato sospeso. Da questo punto di vista Scarface è un lavoro molto “classico”, di quelli che riescono ad attrarre allo stesso modo piccoli e grandi cinefili come signore benpensanti e ragazzini, mettendo tutti d’accordo. Le tematiche affrontate e i “filoni” che il film segue sono infatti tanti: si può vederlo con la chiave di lettura del gangster movie, con tutte le sparatorie del caso, si può vedere come un film drammatico per i forti dissidi interiori del protagonista e di chi gli sta intorno o persino come un film “storico” (allora sarebbe stato più di attualità) nella descrizione cruda e reale della malavita. La verità è ce questo come pochi altri film (il Padrino su tutti a mio parere), riesce ad essere un film a 360° da un punto di vista narrativo, una qualità ottima che si può riconoscere a pochi lavori (o almeno a pochi con questa intensità).

Secondo indiscutibile perno è l’immenso Al Pacino, in una delle prove per le quali è stato più amato e osannato da critica e pubblico. Dire ora come ora “Tony Montana” significa parlare della storia del cinema, l’attore riesce a creare un ritratto perfetto ed indimenticabile del gangster di umili origini, con il suo ego smisurato, la furbizia, ma anche la miopia personale/privata e tutto ciò che di negativo da questo deriva. Grandissima interpretazione anche per una giovane Michelle Pfeiffer nel ruolo dell’amante/moglie di Tony, Elvira.

La regia di Brian De Palma è come al solito ottima, non ne discuto molto perché a mio parere il regista è il vero re della tensione; con soli tre film come questo, Carlito’s way e “Gli intoccabili” per me avrebbe potuto benissimo andare in pensione ed essere lo stesso ricordato come uno degli autori più importanti dei nostri giorni (anzi, ormai si tratta di “giorni andati” visto che sono passati più di 20 anni da allora).

Non mi capita molto spesso ma con Scarface mi viene voglia di parlare della morale del film, del messaggio che ci viene trasmesso. Come accennato prima il fulcro della vicenda è il desiderio del possesso, nato da una forte repressione e insoddisfazione personale. Tony all’inizio della sua carriera è colmo di rabbia e di frustrazione per la sua situazione sociale/economica, per la sofferenza che ha provato dall’abbandono da parte del padre e per quella che legge nei sacrifici che la madre e la sorella sono costrette a fare. Il suo unico desiderio è quello di riscattarsi, di uscire dalla sua situazione e di conquistare quanto più potere possibile, potere che non deriva solamente da essere a capo di un’organizzazione più o meno grande, ma anche dal possedere “fisicamente” cose, dal vedere materialmente il frutto del suo lavoro.

E questo potere man mano che viene da lui conquistato, lo conquista a sua volta, dandogli letteralmente alla testa. Quando Tony uccide Lopez e vede nel cielo lo zeppelin con la scritta lampeggiante “The world is yours” – il mondo è tuo, legge come un segno del destino la situazione e arriva a gonfiare smisuratamente il proprio ego fino alla totale perdizione dentro sé stesso. E’ talmente pieno di sé che crede di poter possedere qualsiasi cosa, di poter raggiungere ogni obiettivo. Ma pensando ciò dimentica chi è veramente, dimentica il ragazzo di umili origini che era, dimentica quei valori che tanto lo avevano caratterizzato (e che lo caratterizzeranno per tutta la pellicola seppur nei “suoi modi”) e allontana così tutte le persone alle quali voleva bene, ritrovandosi, nell’epilogo della pellicola, solo. E in questo il personaggio fa un pò di tenerezza perché è chiarissima la sua vera indole com’è chiarissimo il processo a spirale che l’ha inghiottito mano a mano, portandolo alla totale perdita di tutto. In fondo Tony Montana voleva solo vivere bene, e far vivere così le persone a lui care. Si lascia però prendere la mano e perde tutto, anche sé stesso.

UN CAPOLAVORO!


SCARFACE

Brian DePalma, USA 1983, 163′
VOTO (Max 5)
10

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.