Saw – L’enigmista

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Trama: “Un serial killer noto solo come Jigsaw ha escogitato una serie di macabri giochi per le sue vittime per far sì che si uccidano a vicenda o compiano scelte estreme senza che lui sia direttamente coinvolto. Ma sulle tracce di Jigsaw ci sono due abili detective, Tapp e Sing”.

“Il problema sono i sequel”, caso chiuso. Se uno pensa ora a “Saw-L’enigmista” (che poi spiegatemi perché hanno dovuto allungare il titolo), pensa ad una sequela infinita di film uno più uguale all’altro, in cui l’aspetto horror viene del tutto sopraffatto da un inutile quanto eccessivo delirio splatter. O almeno questo è quello che con il senno di poi penso io, dopo essermi visto al cinema tutti i 7 episodi della saga (sono un po’ masochista lo so).

Eppure, ed anche questa è una certezza, se una serie di film ha un certo successo c’è sempre un grande merito iniziale: un’idea, un tono, una storia che funzionano. Il fatto che poi venga “allungata la minestra” non è colpa del capostipite della serie, quindi è giusto e sacrosanto dargli il peso che si merita. E si tratta di un peso bello grosso a mio modo di vedere, perché Saw ha tutte le carte in regola per essere ricordato come uno dei migliori film horror degli anni 2000!

L’idea principale del film nasce da un corto uscito l’anno precedente (quindi 2003) targato James Wan, allora un pischello (anni 26!) con un evidente talento, ora il mio regista horror attuale preferito. Dopo aver visto molti mostri e killer sul grande schermo, Saw gira la questione presentandoci un assassino che non uccide direttamente le sue vittime, ma che vuole che siano loro ad uccidere o a sacrificare parte di loro stessi per superare una sorta di “rito di passaggio” che li porterà ad apprezzare maggiormente la vita. La frase che viene rivolta al protagonista del cortometraggio (primo “sopravvissuto” di una lunga serie di vittime) da parte di un poliziotto, è sintomatica: “Sei grato David?”. Ed è qui la grande originalità del corto, del primo film e di tutta la serie: il cattivo della situazione che è sì un assassino, un pazzo omicida, ma che nella sua perversa e sanguinaria logica mira con metodi “shock” a far migliorare le sue vittime, a farle uscire dal torpore di una vita sprecata (tutte le sue vittime hanno questo in comune) per farli uscire rinati, migliori e a lui grati.

Il film (diretto dallo stesso Wan) amplifica questo ed altri elementi, come i dispositivi e le trappole splatter all’inverosimile, la bambola di Jigsaw sul triciclo e quella voce modificata “vivere o morire, fa’ la tua scelta”. Ma a differenza di tutti gli altri lavori della serie, questo primo capitolo oltre a brillare di originalità (cosa che gli altri non potevano per forza di cose) ha la marcia in più del suo regista, che non si limita solo a mostrare corpi smembrati e sangue negli occhi, ma che regala dei momenti intensi di thriller oltre che una buona dose di horror classico: drappi rossi, maschere spaventose, un’armadio che si apre nel buio…tutte cose per cui solitamente vado in brodo di giuggiole (e che mi hanno particolarmente ricordato Kubrick e Lynch).

Con lo stratagemma dei due uomini chiusi in una stanza, il regista vuole anche indagare la natura umana, un po’ come il Carnage di Polanski ma in maniera naturalmente molto più gretta. Ci vuole sottolineare come le persone quando si trovano in situazioni di forte stress o di pericolo, sebbene partano con le giuste nobili intenzioni di cooperare, con il passare del tempo (neanche tanto a dire il vero) iniziano a diffidare l’uno dell’altro, mentendosi, nascondendosi particolari, ed infine arrivando a pensare di tradirsi pugnalandosi alle spalle.

Ultima menzione speciale è per il montaggio, sia per le scene in sé sia per la volontà di confondere i momenti temporali della storia, altra chicca che verrà ripresa in maniera meno interessante negli altri film (tranne alcune eccezioni) insieme anche al celeberrimo “finale a sorpresa” un po’ alla Shyamalan.

Tutto ciò per dire che per approcciarvi a questo Saw non dovete pensare al resto della serie, ma godervelo per quello che è: un ottimo lavoro di grande tensione, carico di momenti horror e qualche momento splatter (nulla a che vedere con la sagra della carne maciullata degli altri episodi), girato come si deve e pregno di trovate interessanti.

 

SAW – L’ENIGMISTA
Saw
James Wan, USA 2004, 103’
VOTO (Max 5)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.