Revolutionary road

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revolutionary_roadSam Mendes riesce a condurre lo spettatore con grande maestria in una storia fatta di tradimenti, di frustrazioni e di infelicità che si accumulano e accumulano fino a culminare in un finale che non svelerò

“La storia narra di una famiglia americana di ceto medio degli anni cinquanta, divisa tra la voglia di assecondare le propie aspirazioni e conformarsi alle ipocrisie dell’epoca” (trama wikipedia).

Sam Mendes ha all’attivo cinque film; oltre a questo, ho visto il suo esordio “American beauty” che reputo un gran film (anche se forse sopravvalutato da tanta critica) ed “Era mio padre”, dramma in costume grondante di retorica. Mendes pur essendo un regista di talento quindi non mi ha mai fatto strappare i capelli, ma con Revolutionary road confeziona un film che (anche se in un paio di scene calca ancora l’onda della retorica) colpisce per intensità, rigore narrativo e interpretazione di entrambi gli attori e risulta un film che pur essendo ambientato negli anni cinquanta descrive molto bene tante ipocrisie dell’america di oggi e anche del mondo.

Il padre -Leonardo Di Caprio- fa un lavoro che non ama (anzi, detesta) e la madre -Kate Winslet- come ogni donna della middle class americana anni cinquanta sta a casa ad accudire i figli e ad occuparsi della casa. Apparentemente sembrerebbero una coppia felice ma in realtà la felicità è solo di facciata; il regista fa emergere questa infilicità pian piano partendo da una frase che il marito dice alla moglie ad inizio film: “Dirsi la verità”.

Questa verità è quella che i protagonisti non si diranno mai e per tutto il film pur considerandosi diversi dagli altri, pur affermando di non annegare nelle ipocrisie e nelle infelicità di tante coppie del paese, pur prospettando una svolta alle loro vite, vengono risucchiati in un vortice che porterà a conseguenze drammatiche.
Emblematica una scena in cui questi coniugi ospitano un’altra famiglia vicina di casa con un figlio malato di mente che (proprio perché “pazzo”) in preda ad un attacco maniacale di fronte a tutta la tavola svelerà la loro ipocrisia e sarà l’unico ad avere il coraggio di dire la verità e di sbattere in faccia ai due una realtà sempre edulcorata e storpiata.

Sam Mendes riesce a condurre lo spettatore con grande maestria in una storia fatta di tradimenti, di frustrazioni e di infelicità che si accumulano e accumulano fino a culminare in un finale che non svelerò; lo fa passando da alcune scene di una potenza narrativa, drammatica e anche visiva unica.
Peccato per un paio di situazioni abbastanza retoriche in assenza delle quali avrei potuto parlare di capolavoro assoluto. Leonardo Di Caprio ,comunque, vale da solo la visione del film.


REVOLUTIONARY ROAD

Sam Mendes, USA-Regno Unito,2008
DURATA 119′
VOTO (max 5)

 

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