Rango

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Sono dispiaciuto wooders! Mi spiace perché non è la prima volta che mi capita di andare a vedere un film che merita quando ormai è troppo tardi, ovvero quando manca poco perché lo tolgano dalle sale. Ma “meglio tardi che mai”: vi consiglio caldamente la visione di questo western d’animazione!

Trama (minuettoexpress.blogspot.com): “Il nostro protagonista è un camaleonte (diventato “lucertola” nel doppiaggio italiano… mah), aspirante attore, che vive in una teca insieme ad un pesce giocattolo, una bambola rotta e uno scarafaggio morto. A causa di un piccolo incidente si ritrova nel bel mezzo del deserto di Mojave, dove incontra un vecchio armadillo che gli indica la via per la città più vicina. Il camaleonte arriva così a Polvere, sbilenca cittadina nel bel mezzo del deserto, e decide di reinventarsi, ribattezzandosi “Rango” ed atteggiandosi da spietato pistolero per impressionare gli abitanti. Intanto, qualcuno trama per rubare tutta l’acqua della città… riuscirà il nostro eroe a comportarsi da tale?“.

La prima cosa che colpisce è l’aspetto visivo: vengono raggiunti dei livelli di realismo veramente impressionanti, tanto che in alcune scene mi sono chiesto se si trattasse ancora di computer grafica o se l’immagine che avevo davanti non era invece una foto. E la cosa ancora più importante è che questo realismo è perfettamente calibrato e pregnante nei personaggi, anche se questi sono di pura fantasia (i classici “animali parlanti” delle favole di Esopo).

Ma come ogni favola che si rispetti il film insegna non tanto ai bambini ma a chiunque lo guardi: ci sono un sacco di scene spassose che faranno ridere grandi e piccini, ma mi sento di dire che il lavoro nel suo complesso non è un film per i più piccoli. E non perché siano presenti chissà che scene traumatizzanti ma perché lo stile, la storia e la morale non sono poi così semplici come può sembrare di fronte a un film d’animazione (anche se ultimamente di esempi a riguardo ce ne sono tanti). Questo ha portato a mio parere ad una bassa considerazione del lavoro: troppo poco semplice per attirare i piccoli e “troppo d’animazione” per convincere l’adulto medio a spendere 8€ e passa per vederlo.

Nella prima parte il film risulta essere classico per il genere d’animazione, anche se qui e là si nota palesemente una spinta in più, un taglio diverso rispetto alla media. Le battute che vengono fatte, il modo di intrattenere, non è completamente convenzionale. Ma è la seconda metà del film che francamente mi ha stupito e che credo stupirà molti. Il regista infatti dà una bella sferzata su altri registri che raggiungono inaspettatamente livelli molto buoni di cinema vero, grazie ad alcune scene particolarmente oniriche e visivamente da pelle d’oca. Da italiano prima e da amante folle di Sergio Leone poi, non ho potuto non entusiasmarmi ai forti rimandi agli spaghetti western, da un punto di vista visivo ma anche di intensità di sceneggiatura che sfiora l’irraggiungibile epica leoniana. Grande e diretto omaggio al re del cinema wester quando un’esperienza “mistica” del protagonista lo porta a conoscere lo spirito del west, impersonificato in un simil-Eastwood della trilogia del dollaro con il suo immancabile abbigliamento (camicia, gilet, poncio e cappello da cowboy) ripreso dallo stesso Rango nell’epilogo del film. Grande omaggio a opere che mantengono tutt’ora una forte presa emotiva, anche se declinate nelle loro linee generali in un film d’animazione.

Ottime le musiche, manco farlo apposta estremamente “Morriconesche”. Ricreano alla perfezione l’atmosfera e accompagnano ogni singolo fotogramma in maniera coinvolgente…cosa facile in effetti, visto che stiamo parlando di Hans Zimmer.

La cosa che invece mi è un pò dispiaciuta è stata quella di non sentire il protagonista doppiato da Fabio Boccanera (presente nel trailer), alla cui voce siamo ormai soliti associare Johnny Depp (che ha prestato la voce all’originale Rango).

Ottimo lavoro per il regista Gore Verbinski che dopo film che mi sono parecchio piaciuti come “The Ring” (anche se era un remake) e “La maledizione della prima luna” (mi fermo al primo) dimostra il suo essere poliedrico. E, appunto finale, dimostra di essere saggio decidendo di non girarlo/distribuirlo nell’odiato 3D…bravo!

RANGO
Gore Verbinski, USA 2011, 107′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.