Power Rangers

Letto 504 volte

WOODERS ADVISORY: SPOILER ALERT
It’s back in black, and blue, yellow, pink and red!

Quando hai 31 anni suonati e ti emozioni al suono di “GO GO Power Rangers!” è sintomo di qualcosa che non va, o versipelle, che sta andando tutto bene!
Ripercorriamo il fenomeno: i Mighty Morphin’Power Rangers nascono negli anni 90 come esperimento di importazione del genere giapponese Super Sentai, traducibile come “super squadra”. In pratica un gruppo di persone che ogni puntata si trasforma e prende a calci nel sedere i mostri.
Il super sentai però ha unito quelli che erano i supereroi solitari come Ultraman e li ha combinati con i kaiju, i mostri giganti post nucleare che, non a caso, inizialmente erano cataclismi e successivamente sono diventati buoni… una sorta di male necessario. E se ci pensate in tutti i grandi block buster d’azione alla fine gli eroi sono quelli che fanno più casino tra distruzioni di città ecc.. (ogni riferimento a L’uomo d’acciaio è da considerarsi puramente causale).

Il telefilm degli anni novanta è stato creato prendendo le scene di combattimento della serie giap Kyōryū sentai Juranger, (nota bene: non hanno fatto un remake, hanno proprio preso LE STESSE SCENE, preoccupandosi di girare nuovamente solo la parte narrativa che esula dall’originale). Non avete mai notato come si muovano “normalmente” gli attori americani e come gesticolino da vigili quando hanno le tutine? Appunto. È tutto legato ad un modo di recitare giapponese che riprende (come per il resto accade anche in occidente) il teatro classico “” e più ancora”kabuki”.


Il film del 1995 che cavalcava l’onda di un successo planetario, quasi inatteso per una serie per ragazzi, altro non era che una grande puntata filler o ponte tra le stagioni (per i non addetti ai lavori, i power ranger perdono i poteri dei dinozord e ottengtono quelli dei ninjazord). Quindi non ci si è preoccupati più di tanto di elaborare una trama accattivante ma ci si è concentrati su effetti speciali (primi esempi di computer grafica che visti ora fanno sorridere) e rielaborando il design dei costumi che ancora oggi rimangono a mio parere i migliori mai fatti.

Tutto questo non era possibile nel 2014, anno di preproduzione del reboot. Non c’erano onde da cavalcare e non si poteva sperare che tutti i trentenni del mondo tornassero al cinema apposta per loro, quindi hanno rielaborato a trama partendo da quelle americana e da quella giapponese, mixandole.

Il risultato devo dire sta in piedi. I 5 ragazzi per bene degli anni 90 sono diventati 5 scappati di casa, emarginati (a quanto pare se perdi un anno di scuola in America sei rovinato a vita). Più specificamente i singoli personaggi hanno subito forti caratterizzazioni, forse un po’ stereotipate ma efficaci. Abbiamo quindi Billy che da semplice NERD diventa semi autistico (non è una battuta, ha tipo la sindrome di Asperger), Kimberly è una mean girl, Rita Repulsa addirittura è un EX Ranger, corrotta dal potere. Ma quello che ho apprezzato di più è il carattere di Zordon. Se nella serie si presenta quasi come un deus ex machina, qui è umano. Ha fallito nell’ultima guerra e risente del senso di colpa, è irrascibile, bugiardo e, almeno inizialmente, pensa a se stesso invece di fare il Gandalf della situazione (fuggite sciocchi!). Se il faccione olografico alla Jorel vi stava già antipatico prima, non potrete non detestare in questa versione pinpression (presente quella roba molto anni 80 dove mettevate la faccia nei chiodini e rimaneva la forma?) egoista e francamente inutile come guida ai ragazzi, se non per come sprona (in modo davvero contorto) Jason nel prendere la leadership del gruppo.

Altro punto a favore è il montaggio: alcuni passaggi sono davvero curati e a questo ha giovato molto l’interpretazione di una bravissima Elizabeth Banks, che ci presenta una Rita Repulsa davvero psicolabile e sociopatica. Intendiamoci: niente di non visto in mille altri film, ma stacca molto dal personaggio comico della serie, cercando di dare dignità a una cattiva abbastanza standard e senza troppe pretese in origine. Forse ne è risultata un po’ una brutta copia di Incantatrice di Suicide Squad, ma possibilmente è stata una cosa ricercata di proposito.

L’intento era quello di attirare un pubblico misto, sia di trentenni mai cresciut come il vostro recensore preferito, che di nuovi adepti abituati ai nuovi eroi Marvel (non a caso citati anche nel film). Spero che riescano a portare avanti un progetto di intrattenimento fino a qui ben riuscito, anche perché mi roderebbe parecchio se cancellassero la produzione di un franchise che mi piace mentre continuano a uscire porcate abominevoli sui transformers o calci nelle palle come i mal digeriti film dei supereroi DC (ogni riferimento a L’uomo d’acciaio è da considerarsi puramente casuale).

ITS MORPHIN’ TIME!!!!

POWER RANGERS
Dean Israelite
USA 2017, 124′
VOTO (Max 5)
6

PS: meno male che si sono risparmiati Bulk e Skull

About Gianluca

Gianluca
"Io posso farti avere quello che vuoi..posso farlo posso procurarti qualunque cosa non devi fare altro che parlare con me, fidati di me fidati perché io sono il tuo confessore..sono sono il tuo strizzacervelli, io sono il tuo collegamento diretto alla..centralina delle anime.Io sono l'uomo magico.. il Babbo Natale del subconscio. Lo dici, lo pensi, puoi averlo"