Piccola peste torna a far danni

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Una cosa che stra-consiglio a tutti voi wooders è di provare a riguardare i film che hanno segnato la vostra infanzia, di quelli che (parlo per la mia generazione ah ah ah) avevate in VHS e che in tempi in cui Netflix non esisteva e Telepiù era per ricchi, continuavate a guardare e riguardare fino ad impararne le battute a memoria. “Piccola peste torna a far danni” è senza dubbio uno di quei film per me, e devo dirvi che rivederlo a distanza di anni ed anni mi ha fatto davvero un bell’effetto.

Trama: “In seguito alla separazione dalla moglie, il neo-scapolo Ben Healy si trasferisce assieme al pestifero figlio Junior in una tranquilla cittadina di nome Mortville, per ricominciare una nuova vita sperando in un addolcimento del terribile carattere del bambino”.

La quantità di cose che non si notano guardando i film quando si è bambini è davvero impressionante. Quella che nel rivedere questo mi ha colpito di più, è l’assoluta, completa e totale mancanza di “eleganza” (diciamo così!) in un lavoro che ha come protagonista un bambino e che è rivolto (anche) ad altri bambini. Non so se sia colpa dei Teletubbies, di Dora l’esploratrice o di Peppa Pig, ma il linguaggio nelle pellicole di oggi rivolte a quel target è decisamente più edulcorato, più leggero, più attento di quanto troviamo qui: una sequenza interminabile di parolacce fuori dalle righe, un linguaggio di uno sboccato che mi fa pensare che mia madre in quel meraviglioso inizio di anni ’90 non stesse particolarmente attenta a quello che vedevo in TV, forse perché si fidava delle cose che mi propinava mio fratello maggiore che evidentemente voleva farmi imparare a dire c*zzo, cog*ione , str*nzo e via discorrendo ah ah. Un film del genere se uscisse nel 2017 farebbe movimentare probabilmente tutte le associazioni benpensanti del bel paese e non solo!

Oltre al linguaggio diretto e volgarissimo (che mi ha fatto morire nuovamente dal ridere anche a distanza di anni) il film si basa sostanzialmente su una comicità davvero “terra terra”, fatta di scorregge, risate sguaiate, e ricordo a tutti quelli che l’hanno visto una celebre scena di vomito collettivo che vabbè, Oscar subito per quel che mi riguarda.

Volendo andare un po’ più nel profondo (sì perché in alcuni casi si può davvero, non è tirata per le orecchie), il film al di là della sua essenza assolutamente fuori dalle righe e la sua evidente volontà di crescere una generazione di scaricatori di porto, risulta parlare anche della società americana di quegli anni, e del cambio di mentalità che c’è stato proprio a fine anni ’80 per quanto riguarda l’educazione dei figli. Se ci pensate il padre di Junior è una figura abbastanza nuova nel cinema per quegli anni (Kramer contro Kramer – 1979- a parte, ma vabbé, quello ha bruciato le tappe!), ovvero un padre single che cresce un figlio “problematico” da solo. E lo cresce soprattutto con quella che all’epoca era una nuova visione dell’educazione, non più fatta di punizioni fisiche (come vediamo fare dal nonno di Junior, “vecchia generazione” che tira fuori la cintura per picchiare il piccolo) ma di continua e costante comprensione nonostante tutto, di un dialogo aperto e sincero tra genitori e figli. Che poi questa cosa abbia portato ad un eccesso di protezione per i bambini ai giorni nostri (che a sua volta ha portato alla già citata Peppa Pig) è discorso diverso e non ha senso affrontarlo qui; a ogni modo fa pensare il fatto che il cinema volente o nolente parli sempre del periodo in cui un lavoro esce, indipendentemente dal genere del film, diventando documento di un’epoca.

Concludo ricordando che tra gli attori c’è tale Amy Yasbeck, attrice che nella mia infanzia ho visto migliaia di volte (è molto presente nei film di quel periodo!) ma che solo oggi col senno di poi ricordo e riconosco: tra gli altri ha recitato anche nel primo Piccola Peste, in Pretty Woman, in The Mask e in due pezzi da 90 firmati Mel Brooks quali “Robin Hood: un uomo in calzamaglia” e “Dracula Morto e contento”. Insomma, una filmografia di pellicole viste e straviste che passato il 1998 non ha avuto seguito dopo la nascita di sua figlia, avuta da John Ritter (suo compagno proprio in questa pellicola). E niente, momento gossip finito; mi piaceva ricordarla con un po’ di amarezza per una carriera cinematografica finita troppo presto.

Film assolutamente da rivedere!


PICCOLA PESTE TORNA A FAR DANNI
Problem Child 2
Brian Levant, USA 1991, 83’
VOTO (Max 5)
6
VOTO RISATA (Max 5)
SorridenteSorridenteSorridenteSorridente

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.