Phenomena

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phenomenaEssendo un film relativamente vecchio di Dario Argento (compie 26 anni nel 2011) mi aspettavo effettivamente qualcosa in più. O meglio, non mi aspettavo da parte sua così tanto in meno rispetto ai suoi grandi film…eppure già qui uno fra i più amati registi horror italiani scivola, e arriva ad abbracciare anche il trash involontario.

Partiamo dalla trama (mymovies): “Una giovane turista perde contatto con la comitiva di cui fa parte in una valle svizzera e viene trucidata. Jennifer (Jennifer Connelly), una ragazzina americana, arriva in un collegio svizzero per completare i suoi studi e apprende strane storie di ragazzine scomparse nei paraggi. Jennifer soffre di sonnambulismo (da cui per la verità credeva di essere guarita) e vagando di notte viene a contatto con l’assassino, anche se non lo vede. Trova rifugio presso un entomologo, il professor John McGregor (Donald Pleasence), che, paralitico, è assistito da una scimmietta. Jennifer ha una strano rapporto di attrazione con gli insetti ed è infatti una lucciola a guidarla la notte seguente, durante un’altra crisi di sonnambulismo, sino al cadavere della sua compagna di stanza Sophie…”

Indubbiamente la trama ricorda il grande successo (o più che “successo” ricorda quel gran pezzo di capolavoro) di Suspiria, girato otto anni prima. La prima cosa che salta all’occhio mettendo a paragone i due film è senza dubbio la resa della pellicola, che qui ricorda haimé più i suoi ultimi lavori che l’impatto visivo saturo di colori forti del film precedente. Sembra quasi di guardare una fiction di Canale 5! Le musiche sono ancora una volta del gruppo progressive rock italiano Goblin, che però non hanno per nulla la stessa resa di altri lavori per i quali hanno collaborato con il regista (penso a Suspiria appunto, o alla ri-edizione da parte di Argento del “Martin” di Romero, diventato “Wampyr”). Oltre ai loro brani sottolineo anche la presenza di canzoni hard rock di gruppi quali Iron Maiden o Motörhead che, al di là del fatto che sia un grande estimatore di questi gruppi, ho trovato fuori luogo e addirittura irritanti in alcuni tratti in quanto spezzavano il ritmo e la tensione della scena.

In quegli anni nel panorama horror mondiale si stava andando ad affermare il genere slasher (Halloween & co.) come, da parte soprattutto di autori come David Cronenberg, il cosiddetto “body horror” in cui i sentimenti di orrore e paura nello spettatore vengono creati attraverso la rappresentazione di deformità fisiche del corpo. Ecco che quindi Argento riprende questi elementi, con la figura del bambino deforme e soprattutto con la figura dell’assassino del quale si vede solo l’arma del delitto e la soggettiva (ricorda molto gli omicidi di Venerdì 13 con similitudine abbastanza pesante sul finale), anche se il livello di splatter non è minimamente paragonabile né al genere citato né tantomeno all’Argento “classico”.

L’originalità del regista l’ho vista soprattutto in alcune inquadrature e idee che hanno terribilmente (in senso positivo) il suo tocco. Una forbice infilzata nella mano, gli alberi che si agitano con un persistente rumore di vento, i vermi vivi, le mosche…tutti simboli che mi hanno fatto amare il cinema di Argento ma che qui (anche se alzano il livello del film), mi sembrano più delle parentesi nostalgiche in un lavoro non troppo riuscito.

A suo tempo avevo letto molte recensioni entusiaste sul Phenomena, che parlavano di un Argento capace di portare sul grande schermo il tema delle diversità (i poteri della giovane protagonista, l’assassino con problemi mentali, l’uomo in carrozzella etc.), come altre lodi venivano fatte per il rimando addirittura alla fiaba “dinseyana”. In realtà credo che queste (come molte altre) siano tutte estrapolazioni forzate da una trama assolutamente lineare (e per un horror ben venga la trama lineare sia ben chiaro!) che in più di un punto sembra aprire parentesi e discorsi che non verranno mai chiusi o sviluppati in una certa maniera. Arrivati alla fine sembra quasi di aver assistito ad una serie di scene un pò “incollate a forza” l’una con l’altra, senza un reale disegno di fondo o senza una decisione forte da parte dell’autore di virare su un tema/passaggio piuttosto che su un altro. E tengo a precisare che lo dico da Wooder, da amante di Mario Bava e dei B movies in genere, non da super critico che peraltro non potrei fare vista la mia assoluta “non-competenza”.

Ciliegina sulla torta sono stati alcuni punti del lavoro che haimé non posso non definire trash, con apice negli ultimissimi terribili minuti del lungometraggio…Dario, questa non dovevi farmela!Più che altro perché si tratta di un trash involontario e incontrollato.

Un lavoro che in definitiva non mi è piaciuto, anche se non lo ritengo pessimo perché comunque si vede in molti punti la sapiente mano di uno dei maestri dell’horror del nostro paese.

PHENOMENA
Dario Argento, Italia/Svizzera 1985, 116′
VOTO (Max 5)
4
VOTO TRASH (involonraio)
trash

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.