Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo

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parnassusTerry Gilliam è un regista visionario. Dietro al film in sé  ricrea una storia parallela, una morale da seguire, un insegnamento. Vuole nascondere la realtà vera delle cose, per riconvertirla a suo piacimento, quasi fosse un Dio onnipotente…

PARNASSUS REGISTA
Parnassus è Terry Gilliam? Si lo è. In “Big fish” (consentitemi la citazione), il film capolavoro nato dal genio di Tim Burton , Will Bloom (Billy Crudup) diceva: “A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui, e così egli diventa immortale.” Non avrei saputo dire meglio.Terry Gilliam, il regista visionario. Per lui non vi è differenza tra realtà e fantasia. Tutto diventa unisono creando nello spettatore un senso di caos, di incomprensione e solo la fine dell’opera svelerà il mistero creato nelle nostre menti. Le perfette inquadrature a grand’angolo, lo stile da “cattivo” un po’ kitsch, atmosfere noir e cultura pop si uniscono creando un mondo nuovo. Eccoci quindi nell’Immaginario del dottor Gilliam! Alias Parnassus.

Ebbene si. È proprio lui l’alter ego del regista nel suo stesso film. Se nella realtà crea mondi nuovi e concezioni fantastiche con la macchina da presa, nel lungometraggio riesce grazie alla propria mente e ad uno specchio magico, che per motivi tecnici al di fuori della storia (la prematura morte di Heath Ledger) ha salvato il regista e il progetto quasi concluso, crea immaginazioni e luoghi “mitici” e fantascientifici dove l’uomo può avere tutto ciò che ha sempre desiderato.

Come detto all’inizio Terry è un regista visionario. Dietro al film in sé, Gilliam ricrea una storia parallela, una morale da seguire, un insegnamento. Vuole nascondere la realtà vera delle cose, per riconvertirla a suo piacimento, quasi fosse un Dio onnipotente. Il tutto visto con fare molto umoristico ma allo stesso tempo degradante. Ma perché allora fare un lavoraccio del genere, che consiste nel prendere una storia (magari pure banale) e ricamuffarla in un qualcosa che è tra il reale e il fantasioso? Non basta la rappresentazione della vita quotidiana, senza giochetti e trucchi? Forse si, ma Gilliam risponderebbe così: “Allora dove sta il divertimento? E soprattutto. Una verità molte volte la si può concepire soltanto ai limiti dell’assurdo”.

Questa di per se è la sua “poetica”. Il trasportare il vero nella fantasia molte volte quasi degradante. Lo possiamo notare in “Paura e delirio a Las Vegas”, dove l’assunzione di droghe porta i due protagonisti ad allucinazioni e mondi paralleli; oppure in “La Leggenda del Re Pescatore”, dove la pazzia viene vista per tutto il film come un atto reale, nobile, cavalleresco, facendoci capire che tutti noi forse siamo un po’ matti; in ”L’esercito delle 12 scimmie” dove in un mondo “reale” un uomo torna indietro nel passato per salvare il futuro. Questo “trasportare il vero nella fantasia” è il segno di Gilliam, che si mostra profeta , ma non con tutti. Soltanto con chi ha il coraggio di aprire veramente gli occhi.

ANALISI DI “Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo”.

ATTENZIONE, PRESENTI SPOILER!
In questa analisi viene svelato il finale del film

Trama: “Il Dottor Parnassus gira per le strade con il suo carrozzone dalle qualità particolari. In compagnia di un giovane, una fanciulla (sua figlia Valentina) e un nano mette in scena ovunque uno spettacolo che ha al suo centro uno specchio. Chi lo oltrepassa si trova in un mondo in cui puo’ realizzare i suoi desideri piu’ fantasiosi. Parnassus e’ immortale ma ha conquistato questa dote grazie a una scommessa vinta con il Diavolo che ha assunto le sembianze del perfido Mr. Nick. Sono trascorsi i secoli e, nel momento in cui ha trovato il vero amore, il Dottore ha stipulato un nuovo patto con Mr. Nick il quale vuole che Valentina sia sua al compimento del sedicesimo anno di età. La data è ormai prossima.”

Già dalle prime scene lo spettatore è catturato da questo buffo carro/teatrino dove altrettanti buffi personaggi stanno recitando. O no? E’ questo il dilemma dell’intero film. Il concetto di verità/menzogna, di realtà/fantasia. Il tutto è un’allegoria del mondo al giorno d’oggi.

Anthony “Tony” Shepard , smemorato trovato impiccato al ponte e tratto in salvo, sembra rappresentare il Giano, divinità dalla doppia faccia. Fin dall’inizio non si capiscono le sue intenzioni. E’ l’allegoria degli uomini e della loro arroganza di fronte al mondo. Il tentare di sembrare buoni alla gente pur di ottenere qualcosa con l’inganno e con la slealtà e la crudeltà. Nel film lo si vede pure con la maschera. Gilliam vuole farci capire come sia colpevole fin da quelle piccole scene. Il concetto di “doppia faccia” , di cattivo della situazione, di portatore di menzogne. Anton rappresenta il buono. La persona corretta che non sempre viene capita dalla società, e che viene quasi completamente esclusa. Valentina, ragazza dalle grande ambizioni, rappresenta il bene del mondo. La voglia di cambiare , in meglio ovviamente.
Il teatro/carrozza è l’allegoria del nostro mondo, rovinato dai pensieri corrotti e malevoli della gente. Il concetto è chiaro: l’uomo deve seguire delle leggi ben precise per continuare a vivere in pace. Liberarsi dei vizi. Ma forse questo non è semplice. Lo si vede quando il ragazzo cede ed entra nel bar(che poi esploderà) o con i russi. Se tutti fossero liberi di fare ciò che vogliono senza raziocinio e con l’aiuto della corruzione il mondo sarebbe ormai distrutto. Lo spiega bene anche il divieto di due immaginazioni per volta (in chiave politica potrebbe benissimo rappresentare il concetto della dittatura, che a causa di pensieri troppo liberi, si è instaurata e ha portato solo terrore e vergogna).

Il Diavolo (ancora un grande Tom Waits) ha come ruolo l’essere amico di Parnassus. Rappresenta il vizio e la feccia del mondo. Il classico uomo pronto a darti una mano ma pretendendo qualcosa di più prezioso in cambio (in questo caso Valentina). E’ l’allegoria del vizio (diavolo) che pretende di togliere il bene (Valentina) nella vita di una persona. Riesce perfino a cambiare Parnassus. Questo viene rappresentato prima come un “santone” devoto solo alla preghiera, poi giocatore d’azzardo (per via delle scommesse). Rappresenta il mondo del bene, divenuto corrotto. Scommette perfino la figlia pur di avere qualcosa in cambio. Ciò rappresenta come il vizio può cambiare una persona.
Infine Percy, il nano. E’ l’allegoria della coscienza di Parnassus. Pronto a dare consigli (ricorda molto il grillo parlante di Pinocchio, sarà una coincidenza?).

Quindi , il mondo (teatro) malato dal vizio (Diavolo) riesce a corrompere perfino una società salda con i suoi valori come religione, leggi ecc (Parnassus). Questo ci fa capire come sia negativo il vizio e come Gilliam ne sia cosciente. Parnassus ,ormai corrotto, pur di ricevere il massimo premio (l’immortalità) decide di scommettere il bene più prezioso che ha (Valentina). Ma per non arrivare a questo , si farà aiutare dalla società malata e corrotta (Tony). Soltanto il bene(Anton) però può salvare il mondo .Parnassus non è diverso da Tony. Questo vendeva organi di bambini al mercato nero, mentre il dottore metteva all’asta sua figlia.

La fine, ci fa capire come il sacrificio serva a portare la pace. Il vagare di Parnassus alla fine ricorda il Cristo nel deserto che riceve le tentazioni dal diavolo. La sua condanna è finita, ma decide di non cercare più Valentina perché anche se rinato è comunque corrotto (Lo si vede pure alla fine quando il diavolo lo ritenta ) .

Ma vi chiederete voi,perché non ritorna con la figlia? Semplicemente perché non vuole ricorrompere il bene. Ovvero la famiglia, la cosa più preziosa.
E la fine? La fine miei cari, che si conclude con un teatrino e con marionett, ci fa capire quanto il mondo sia un grande palcoscenico, dove ognuno di noi è attore e artefice delle proprie e scelte, del bene e del male, della realtà e della fantasia. Tutti noi possiamo essere Parnassus, basta crederci.

IL TESTAMENTO DI HEATH LEDGER
Un’ultima cosa. Alla fine si legge: “A film from Heath Ledger and friends”. Il film ,forse, rappresenta allegoricamente l’intera vita di Heath. La scena dove lo si trova impiccato ad inizio film fa venire i brividi. Ma questo non ci crei confusione. Heath è ancora li, nell’immaginario dentro lo specchio. E Gilliam lo sa! Quindi un applauso dovuto a questo immenso attore. E con grande onore inchiniamoci davanti a lui e rubando la scena al buon Depp rendiamo omaggio al grande Heath Ledger ! In fondo lo dice anche Johnny, “Nulla è per sempre, neanche la morte.”

Grazie Terry, Grazie Heath

PARNASSUS – L’UOMO CHE VOLEVA INGANNARE IL DIAVOLO
(The Imaginarium of Doctor Parnassus)
Terry Gilliam, CANADA,FRA,G.B.,USA –  2009, 122′
VOTO (max 5)

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