Paranormal Activity 2

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paranormal_activity_2_bisQuesto “prequel” (in quanto tratta avvenimenti svoltisi precedentemente rispetto a quelli diParanormal Activity) è sicuramente, a mio parere, peggiore del primo film.

Quest’ultimo infatti poteva forse far sorgere nello spettatore una certa tensione, seppur indotta esclusivamente dalla martellante campagna promozionale che lo pubblicizzava come “il film più spaventoso e terrificante dell’anno”. Durante il primo film infatti lo spettatore poteva essere portato a pensare che prima o poi sarebbe sicuramente accaduto qualcosa di terribile. Ovviamente non è così: non accade mai nulla. Lo spettatore si ritrova quasi perennemente a osservare le riprese della telecamera con inquadratura fissa sui protagonisti che dormono in camera da letto. E anche il secondo film, diretto da Tod Williams e non più da Oren Peli (che in questo prequel diventa produttore), prosegue la tradizione del non fare accadere mai nulla, anche se ora lo spettatore (me inclusa) non è più giustificabile, in quanto sa già ciò che lo attende guardando il film…

In Paranormal Activity 2 vengono narrate le vicende di cui è protagonista Kristi, ovvero la sorella di Katie (la protagonista, assieme al fidanzato Micah, del primo film), e la sua famiglia; in qualche frangente compaiono anche Katie e Micah, ma restano comunque figure di secondo piano. In ogni caso, alla fine di Paranormal Activity 2 viene poi ripreso ed integrato il finale di Paranormal Activity, a cui quindi si ricollega.
Per almeno i due terzi di Paranormal Activity 2 non succede letteralmente nulla, a parte qualche tendina svolazzante e qualche pentola che cade di tanto in tanto cucina. E anche verso la fine del film, in quelle che dovrebbero essere le scene clou, vengono messi in atto i soliti cliché che ormai tutto suscitano tranne che terrore (e, inoltre, già visti in modo pressoché identico già nel primo film): gente trascinata giù dalle scale, persone possedute con lo sguardo fisso, porte che sbattono da sole e così via. Nemmeno l’utilizzo del fuoricampo nella scena dello scontro in cantina serve a creare un minimo di paura, ansia o qualsivoglia sentimento che chi vi a vedere un film del genere si aspetti di provare.

Senza dubbio l’idea alla base di questi due film è interessante, o perlomeno quella del primo film, in quanto il secondo perde inevitabilmente di originalità. Ciò che salvo di Paranormal Activity è l’idea del falso documentario, sotto forma di una regia in finta presa diretta degli eventi da parte dei protagonisti, così come la riscoperta di una semplicità della forma a cui ormai non siamo più abituati. Ci sono anche degli elementi narrativi interessanti, ma che non vengono sviluppati: ad esempio, nel primo film chi è esattamente Diane, la ragazza posseduta negli anni ’60, e che collegamenti ha con Katie? Nel secondo film invece perchè “il demone” vuole portare via il figlio di Kristi? Per quanto riguarda il resto, il risultato sarebbe senza dubbio valido ad esempio per un esordiente studente di regia, ma di certo non lo ritengo accettabile da un’opera che viene distribuita in tutto il mondo e che ormai opera su budget ad alti livelli.
Stranamente, i risultati del botteghino sono stati soddisfacenti e (purtroppo) pare verrà fatto un terzo film. Per quel che mi riguarda, concordo del tutto con Dario Argento, che già del primo film aveva espresso un giudizio poco gratificante: « È una gran boiata, una scemenza pazzesca che non fa nemmeno paura. È stato solo un fenomeno pubblicitario».

Ma… Ho sentito un rumore in cucina: ci sarà forse un demone che si aggira di là?

 

PARANORMAL ACTIVITY 2
Tod Williams, USA 2010, 91′
VOTO (Max 5)
3

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