Paranormal Activity 2

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paranormal_activity_2Dalle mie parti, appena esce un horror ci si butta a capofitto, a prescindere o quasi. Non deve stupire, dunque, che io sia andata a vedere Paranormal Activity 2, del regista Tod Williams, seguito diretto (e sicuramente girato in fretta e furia, prima che il successo del capostipite si raffreddasse) del campione d’incassi Paranormal Activity, nonostante quest’ultimo mi fosse piaciuto ma non mi avesse entusiasmato troppo. Per la serie “squadra che vince non si cambia”, questo secondo episodio è una fotocopia del primo con pochissime varianti.
Trama: un paio di mesi prima rispetto agli eventi accorsi nel primo film, un sistema di telecamere ci mostra la serie di inquietanti episodi, mano a mano sempre più invasivi e pericolosi, che si manifestano in casa della sorella di Katie, Kristi, da poco mamma di un pargoletto e con marito e figlia adolescente a carico.

Paranormal Activity 2 aggiunge veramente poco a quanto già mostrato nel primo film. Sicuramente gli sceneggiatori ed il regista hanno avuto a disposizione più fondi e più mezzi per realizzarlo, inoltre molto probabilmente hanno fatto propria l’esperienza derivante dalle reazioni suscitate dal primo episodio, quindi sono riusciti a confezionare una pellicola leggermente più dinamica, un po’ più “elaborata” e anche a creare collegamenti più o meno sensati con il primo film. Il risultato, nonostante tutto, non è eccelso. Il punto di forza di Paranormal Activity era la (non)novità: una storia ridottissima, un mero canovaccio che fungeva da scheletro per una serie ininterrotta di episodi paranormali che diventavano sempre più evidenti ed inquietanti, fino a giungere ad un finale da salto sulla sedia. Ovvio quindi che lo spettatore scafato sappia già cosa aspettarsi dal secondo episodio e più o meno immagini quando e dove arriveranno gli spaventi e che il tutto risulti così meno efficace. Gli sceneggiatori quindi hanno deciso di sopperire alla mancanza di “suspence” stupendoci con effetti speciali (se prima dovevamo solo immaginare la gente presa per le gambe dal demone adesso la vediamo proprio volare via trascinata per tutta la casa) e telecamere ad infrarossi alla Rec, ed aggiungendo un paio dei più classici clichè horror: animali e bambini. Effettivamente è inquietante vedere il pastore tedesco abbaiare al nulla, uggiolare impaurito, oppure il piccoletto di un anno guardare fisso qualcosa che può vedere solo lui o mettersi a piangere terrorizzato mentre le porte sbattono però alla lunga anche questo diventa noioso ed alcune riprese, soprattutto quelle con la telecamera a mano, risultano palesemente forzate ed inverosimili.

Quello che ho apprezzato, invece, è stato il rendere Paranormal Activity 2 così coerentemente legato al primo. La storia di Kristi all’inizio sembrerebbe successiva a quella della sorella Katie, invece a poco a poco scopriamo come gli eventi del nuovo film siano precedenti, anche se di poco, a quelli del primo. Una punta di nostalgia ci coglie nel rivedere un redivivo Micah, imbecille come lo ricordavamo, segnato per sempre da un’impietosa didascalia che ci indica come, nel giro di 60 giorni, il poveraccio verrà ucciso. E qui lo spettatore si chiede se le due “infestazioni” avvengano in parallelo oppure se c’è dell’altro sotto: effettivamente quello che si viene a scoprire la fine mi è piaciuto parecchio, peccato per il modo idiota in cui il film arriva a collegarsi direttamente alle primissime immagini di Paranormal Activity. Infatti agli appassionati di horror tocca sorbirsi non solo una giustificazione a dir poco banale sulla presenza del demonio (ovviamente trovata su internet…) ma anche l’esorcismo più ridicolo dai tempi dell’Esorciccio: un bel crocefisso pucciato nell’olio extravergine d’oliva e passa la paura!! Ma scherziamo?! Ne L’esorcista ci vogliono DUE preti professionisti che riescono a malapena a liberare la ragazzina e qui basta il proprietario di un Burger King? Inconcepibile, per fortuna che il crudelissimo finale si vendica di tutto questo scempio e ci lascia, nuovamente, a bocca aperta come dei tacchini a chiederci se ci sarà un Paranormal Activity 3 e su cosa verterà, visto che carne al fuoco ne è stata messa molta.

Per farla breve, nonostante qualche calo di credibilità e nonostante sia inferiore al primo, Paranormal Activity 2 merita la sufficienza sia per il raggiungimento dello scopo, che alla fine è quello di tenere gli spettatori in tensione fino alla fine, sia perché gli attori, anche questa volta, sono molto bravi e danno vita a personaggi meno stupidi rispetto a quelli del primo episodio (anche se gli uomini, bontà loro, sono sempre mostrati come dei dementi…). Personalmente ho una passione per la spessissima (in senso fisico) e scazzata Katie Featherston, che torna appunto nei panni di Katie, ma anche le attrici che interpretano Kristi e l’adolescente Ali non sono male. In definitiva, però, questo è un film che può piacere solo agli appassionati di horror o a chi è rimasto folgorato dall’incipit della serie. Gli altri, si astengano.
P.S. A quelli che, come me, rimangono a sorbirsi tutti i titoli di coda sperando che ci sia qualcosa dopo, dico di alzarsi pure tranquilli, non c’è niente dopo, solo un’ininterrotta di rumori e lamenti inquietanti.

PARANORMAL ACTIVITY 2
Tod Williams, USA 2010, 91′
VOTO (Max 5)
6

About Erica

Erica
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA - Un animo nerd che si nasconde dietro una facciata di normalità e adora sproloquiare di cinema.