Pacific Rim

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pacific-rim.png Come al solito vado di premesse che per film come questo sono d’obbligo. Per la serie “a mille ce n’è…nel mio cuore di fiabe da narrar!“…saltate pure a dopo la trama per la recensione vera e propria.

Il 6 agosto 1945 viene sganciata a Hiroshima in Giappone una bomba nucleare ad opera dei soldati statunitensi; 3 giorni dopo il terribile evento si replicò a Nagaski. Dopo la seconda guerra mondiale i giapponesi molto toccati da questo evento e dagli effetti radioattivi che la bomba ebbe sulla popolazione, sublimarono nei film e nei manga le paure e la denuncia al trattamento da loro subito. Nacquero così i film sui Kaiju, enormi mostri “distruggi-città” nati nella gran parte dei casi dagli effetti delle radiazioni atomiche sugli animali. Capostipite del genere è stato Godzilla (film del 1954) che ha visto una miriade infinita di sequel e “compari mostri” che spesso e volentieri attingevano le loro forme e caratteristiche dalla mitologia giapponese. Questo sotto-genere fantascientifico si sviluppò anche al di fuori dei film con l’introduzione di un altro elemento: degli enormi robot umanoidi controllati da piloti al loro interno denominati Mecha, tra i quali ricordo in ambito anime i vari Daitarn 3, Mazinga o Gundam. Spesso e volentieri i due elementi robot/mostri giganti si univano in uniche pellicole/manga/anime/serie prendendo caratteristiche via via sempre diverse (pensate ai Power Rangers!) fino ad arrivare a lavori al top come la serie animata “Neon Genesis Evangelion“, serie che ha spostato notevolmente in alto l’asticella di questo genere di storie. Ok, polpettone finito!

Passiamo ora al film con la trama: “Il mondo è sotto l’attacco di giganteschi mostri, noti come Kaiju, emersi da un portale interdimensionale sul fondo dell’Oceano Pacifico. La guerra instaurata contro tali creature è destinata a distruggere milioni di vite e consumare le risorse umane per gli anni a venire. Per fronteggiarle vengono ideate delle armi speciali: enormi robot antropomorfi alti circa 90 metri chiamati Jaegers, di solito controllati simultaneamente da due piloti le cui menti sono collegate a una rete neurale. Poiché i devastanti attacchi dei Kaiju sono quasi tutti concentrati sugli stati che affacciano sull’Oceano Pacifico, le nazioni più potenti del Pacific Rim impiegano gran parte delle proprie risorse per aderire al progetto Jaeger e la loro costruzione. Nonostante un’iniziale rivalsa ad opera degli Jaegers, i Kaiju si adattano ai loro nuovi avversari, diventando più eterogenei, aggressivi ed organizzati. La feroce risposta dei mostri spinge nuovamente l’umanità sull’orlo dell’estinzione. A ribaltare le sorti della guerra sarà l’ultimo manipolo rimasto degli ormai sottovalutati piloti di Jaegers. Tra loro spiccano i due protagonisti: un ex pilota caduto in disgrazia ed una giovane recluta, entrambi chiamati a prendere le redini di un leggendario quanto obsoleto Jaeger“.

Cosa può centrare in tutto questo un regista Messicano come Guillermo Del Toro con la sua fantasia orrorifica e le sue storie sempre lontane anni luce dalla fantascienza? Bella domanda cari wooders, e la risposta a mio parere è che da piccolo è stato certamente grande fan di tutta l’animazione e il cinema dei Mecha e dei Kaiju. Sì perché questo Pacific Rim risulta essere come idea una perfetta trasposizione americana di quel genere di film, arricchita a livello di storia ma non solo da tutto quello che è stato prodotto fino oggi su questa materia. Non si può dire a mio parere che abbia “copiato” qualcosa come verrebbe da dire, perché diciamolo, questo genere sebbene abbia fatto passi da gigante (ripeto, guardatevi la serie di “Evangelion”) ha sempre avuto dei topoi ben chiari, dei punti in comune e dei “cliché” che ci sono e che devono esserci.

La bravura del regista con questo lavoro è stata essenzialmente quella di riuscire a utilizzare queste formule già rodate senza cadere nel “telefonato”, senza ripetersi troppo. E in effetti, sarà che la sua abilità dietro la macchina da presa è notoria, ce la fa in pieno, creando un prodotto che benché pieno naturalmente di “tuffa” (ci sono robot enormi che uccidono mostri altrettanto giganti, esplosioni e pacche da orbi non possono mancare!) è anni luce da prodotti americani similari come i Transformers di Michael Bay.

Questo perché il film è pieno anche di spunti interessanti, non tanto incredibili approfondimenti psicologici, quanto chicche che ho trovato molto piacevoli e assolutamente poco fastidiose. Ci sono personaggi abbastanza macchiettistici (quello di Ron Perlman su tutti) che per esempio riescono a intrattenere e a creare interesse senza sfociare nella terribile ironia blockbuster dei film di genere, come ci sono scene che si vedono girate evidentemente da una mano molto abile ed esperta.

E poi beh, sapete che io odio il “fumo negli occhi”, ma qui bisogna ammettere che ci sta. Ovvio che se vai a vedere un film di questo tipo le tue aspettative sono anche quelle di vedere buoni effetti speciali, oggetti tecnologici e fantascientifici, design di robot/armature intriganti, combattimenti fatti come si deve…e questo film ha tutto questo. Davvero, mi sono sentito come un bimbo a cui danno in mano un giocattolo che è tanto tempo che non utilizzava, cosa che sebbene abbia passato la mia infanzia con i transformers in mano, non mi è capitata con la trilogia robotica di Michael Bay (che detesto con tutto il cuore e tutta l’anima).

Pacific Rim insomma è un film da vedere, consapevoli del genere di lavoro che ci si trova di fronte, ma da vedere. E siccome amo il cinema di genere quando ben fatto, questo lavoro merita tutto l’interesse del caso.

PACIFIC RIM
Guillermo Del Toro, USA 2013, 131′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.