L’ultima casa a sinistra

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ultima_casa_a_sinistraE’ grezzo oltre ogni limite, crudele, cialtrone, apertamente gratuito ed ha incassato una frana di soldi. Sembra quasi impossibile che un prodotto come l’ultima casa a sinistra abbia 40 anni, o meglio, sia sopravvissuto per quarant’anni riuscendo a superare il confronto con migliaia di prodotti copycat e un Remake che preme ancor più sul pedale del torcibudella ma non riuscendo a scrostarsi di dosso il glitter hollywoodiano (anche grazie ad un poco veritiero finale in flashback a base di un microonde).

Beh che voi lo vogliate o no, L’ultima casa a sinistra è sempre con noi e dimostra quello che David Hess, l’attore nel ruolo di Krug Stillo nonchè consulente alla regia e compositore della colonna sonora, ha sempre detto “Wes è un bravo ragazzo ma sono quarantanni che fa lo stesso film”. Quanto ha ragione? è ora di scoprirlo

La genesi de l’ultima casa a sinistra è la ricetta perfetta per un film che non vedrà mai la luce:
prendete un giovane molto creativo che grazie agli amorevoli genitori non aveva il permesso di vedere nessuna pellicola al cinematografo ed aveva come unica fonte d’ispirazione i notiziari, aggiungeteci un aspirante produttore e cosceneggiatore (Sean S. Cunningham, non un Cunningham di Happy Days badate bene) con un sacco di idee malate sul fare soldi più un branco di ragazze procaci e precoci (che a detta di Fred J. Lincoln, un famoso porno attore nella parte di Fred “Weasel Podowski e aiuto alla regia erano: “un branco di troie”) e un manipolo di attori semi esordienti e nel novanta percento dei casi avrete un film che fallirà dopo un paio di ciak. Ma questo non è il nostro caso.

Il buon Sean Cunningham prese spunto (molto spunto) dal classico La fontana della vergine del maestro Ingmar Bergman e con Wes stese una sceneggiautura (che Wes sapesse o meno cosa fosse la fontana della vergine non lo sapremo mai) chiamata “The Sex Crime Of The Century”. Come loro primo tentativo per un lungometraggio indipendente pensarono bene che se fossero riusciti ad infilarci dentro ogni genere di efferatezza il film avrebbe venduto bene, La Hallmark, una piccola casa indipendente di Boston decise di finanziarli con 90000 dollari americani perchè producessero un film horror.

I due baldi si misero all’opera ma trovarono delle prime difficoltà già nel casting: agli attori infatti venne presentata una sceneggiatura improponibile che ruotava attorno allo stupro e all’omicidio di due minorenni ed era semplicemente piena di cadaveri e irrealizzabile.

Trovarono comunque gli attori e fra questi c’erano David Hess e Fred J. Lincoln rispettivamente gli attori con più credenziali dell’intero cast & crew (il primo famoso musicista compositore della hit Speedy Gonzales e il secondo famoso per essere un attore quotato nel neonato circuito del porno hardcore) che dopo aver aiutato a rimaneggiare la sceneggiatura ad un livello accettabile diedero più di una lezione al giovane Wes Craven su come si maneggia una macchina da presa, questo e il talento innato del futuro re dell’horror, permise alla pellicola di essere filmata in poche settimane con il titolo “Night Of Vengeance” e distribuita sotto “The Last House on the left” creando paura e disgusto in mezzo mondo. Alcuni fatti spiacevoli come più di un’aggressione ai danni dei proiezionisti da parte del pubblico inorridito e qualche svenimento qua e là hanno portato il film ad essere letteralmente tagliato a pezzi e ad essere bandito in diversi paesi ma questo nel mondo del cinema eleva un film ad uno status impareggiabile trasformandolo in leggenda su pellicola. L’ultima casa a sinistra fu uno dei primi ad essere fregiato del titolo di Video Nasty in Inghilterra nell’anno del signore 1982 assieme a diversi prodotti nostrani di alta e bassa macelleria e divenne sordido oggetto di culto venduto sottobanco da perversi gestori di videoteche senza scrupoli a pervertiti professionisti e futuri maniaci sessuali (almeno questo è quello che diverse commissioni di censura ci hanno propinato dall’avvento del betamax fino ad’oggi).

Parliamo di trama?
Mari sta per compiere sedici anni e per festeggiare decide con l’amica del cuore Phyllis di andare ad un concerto di un non ben definito gruppo rock nonostante la contrarietà degli amorevoli genitori che sono molto protettivi nei confronti della bella ed angelica figlia e vorrebbero che .
Prima di arrivare al concerto le due precoci figliole decidono di  fermarsi a comprare erba da un giovane sedicente pusher. Quello che non sanno è che il pusher è Junior Stillo, figlio tossicodipendente del piromane, assassino e stupratore Krug Stillo appena evaso da un carcere uccidendo due guardie assieme al suo degno compare Fred Faina Podowski con l’aiuto della lesbica Sadie e dello stesso figlio, succube del padre che lo rifornisce generosamente di eroina.
Junior conduce le due figliole nella tana dei criminali e per le giovani inizia un incubo fatto di umiliazioni, lente torture e stupri che culmineranno del brutale duplice omicidio delle due ragazze proprio davanti alla casa di Mari dove gli amorevoli genitori hanno preparato una festa a sorpresa per il ritorno della figlia. Mentre Mari viene lasciata a morire i quattro cercano di fuggire ma la macchina non vuole partire. Decidono allora dopo essersi dati una ripulita di chiedere ospitalità ad una casa nelle vicinanze che si rivela essere proprio la casa di Mari. I genitori, dopo aver trovato il corpo della figlia capiscono chi sono gli ospiti a cui hanno dato rifugio e le cose inizieranno a precipitare in una vendetta che trasformerà le vittime in carnefici assetati di sangue davanti all’occhio impotente ed impietrito delle forze dell’ordine.
I’ultima casa a sinistra vanta, per così dire, il fatto di essere un film la cui trama (dall’inizio alla fine) viene dettagliatamente illustrata nei trailer e nelle locandine d’epoca. E’ un film privo di una qualsiasi suspence derivata dalla speranza nello spettatore di vedere salve le protagoniste. Fin dal primo momento in cui uno spettatore del 1972 arrivava davanti alla locandina del film in un grindhouse theatre sapeva alla perfezione inizio, svolgimento e fine, nonostante Craven si impegni a creare, attraverso alcuni espedienti, un ritmo che, se l’incauto spettatore avesse evitato qualsiasi tipo di pubblicità della suddetta pellicola, lo avrebbe tenuto incollato allo schermo: il viaggio dei poliziotti verso la casa dei Collingwood, la preparazione della festa di compleanno, i vari tentativi di fuga sono piazzati ai punti giusti del film e una visione del film casuale alle 3 di notte durante uno zapping potrebbe scioccare sul serio una buona fetta di pubblico, cosa che nonostante tutto fece nel lontano 1972 e continua a farlo, a differenza del suo remake che è ben girato ma veramente anonimo.

La grande forza è quella che alle prime inquadrature sembra la sua maggior debolezza: la scarsa qualità delle riprese e della pellicola.
L’immagine è sgranata, la messa a fuoco e l’illuminazione è approssimativa e il risultato è un prodotto che è un misto fra un notiziario, un filmino amatoriale e un porno. La violenza è cruda, immotivata e allucinante. L’omicidio di Phyllis è vivido e crudele, dettato dalla furia del momento e il conseguente stupro di Mari da parte di Krug è molto disgustoso e animalesco grazie soprattutto alla camera fissa sui visi dei due attori e segna il punto di massima depravazione dopo del quale i carnefici sembrano quasi rendersi conto di essere andati troppo oltre e con un ultimo gesto che racchiude in se una violenza inaudita, tentano di porre fine alla vita di Mari con un colpo di pistola (memorabile scena a telecamera ferma di un David Hess alquanto umano che punta la giovane che tenta in modo simbolico di lavarsi nel lago dalle sevizie subite). Le scene crude, unite al montaggio approssimativo, alla recitazione spontanea e alla pellicola sgranata danno l’idea di un documentario d’epoca più che di un film (accentuato se viene ascoltato in lingua originale).

Nelle ultime fasi il film perde un attimo di forza, soprattutto nella prima parte dello scontro fra il dottore e Krug dove quest’ultimo viene intrappolato momentaneamente grazie a degli espedienti alla MacGyver piuttosto improbabili (pensare in una situazione simile di elettrificare lo zerbino è quantomeno improbabile, soprattutto in un film dove il crudo realismo la fa da padrone) e una scena di combattimento mal costruita in fatto di tempistiche per poi riprendersi in un finale di rara brutalità che anticipa quello de “Le colline hanno gli occhi”, lavoro fotocopia dal punto di vista strutturale e di messaggi (sevizie seguite da vendetta e il buon cristiano che si trasforma in brutale assassino saranno la chiave essenziale di tutti i film di Craven dal primo all’ultimo) ma che dimostra quanto Craven possa essere originale e sappia sorprendere il suo pubblico pur ripetendo in chiave Western\Avventura L’ultima casa a sinistra.

La colonna sonora invece in qualche scena è azzeccata ma per lo più serve da contrappunto comico. Nonostante tutto è difficile bocciarla: The Road Leads To Nowhere e Baddies Theme sono motivetti che il pubblico si ritroverà a canticchiare più di una volta e il contrappunto comico del Baddies Theme è piacevole e da quel tocco cialtrone che rende unica la pellicola. Altra storia per le tracce struggenti che accompagnano le sevizie delle due ragazze che invece aiutano lo stringibudella. Lo stesso film inizia con The Road Leads to nowhere (la strada non porta da nessuna parte) quasi ad anticipare l’inutilità del male a cui stiamo per essere testimoni.

Concludendo L’ultima casa a sinistra non è un lavoro perfetto per molti aspetti ma proprio questi aspetti sono quelli che danno appeal alla pellicola e la rendono realistica. D’altronde la grandiosità di questo film è che parla si di un fatto di sangue immotivato ma mostrandolo in maniera così vivida racchiude in se tutti i fatti brutali che ci passano tranquillamente sotto gli occhi ogni giorno e ci danno un’idea quanto sia brutale la realtà dei fatti: l’edizione americana inizia con un avvertimento all’inizio della pellicola: si afferma che la storia è vera e che i nomi sono stati cambiati per tutelare le vittime. Anche se non si riferisce ad una storia in particolare c’è da dire che l’annuncio può essere veritiero.

Comunque L’ultima casa a sinistra è un pezzo di storia del cinema horror ed un capostipite del genere Rape and Revenge nonchè opera prima di Wes Craven, il suo crudo realismo, il taglio amatoriale e la violenza gratuita che contiene possono essere visti sia come un pregio sia come un difetto (dipende dai gusti e soprattutto dallo stomaco) tecnicamente è pessimo con qualche barlume di genialità (e se non fosse stato per David e Fred il film non avrebbe mai visto la luce) e la storia è ordinaria violenza. Non è un capolavoro e nemmeno un film ben fatto ma una volta finito non si ha l’idea di aver perso il proprio tempo e questo non è da poco nel mondo del cinema

ALCUNE CURIOSITA’!
– L’edizione italiana ha alcune variazioni: inizia con un’annuncio differente affermando che all’estero L’ultima casa a sinistra viene proiettato nelle scuole per far capire i pericoli della droga ai giovani (balla colossale inventata dai reazionari) e non sottolinea molti lati del rapporto padre figlio fra Krug e Junior (sembra che non sia nemmeno suo figlio, e soprattutto non è sottolineato il fatto che è stato proprio Krug a iniziare a far drogare il figlio per controllarlo)
– Fra molte presunte scene tagliate ce ne sono tre confermate: Una scena esplicita del momento in cui Mari e Phyllis sono costrette a fare sesso saffico (Phyllis pratica un cunnilinguo a Mari), una scena conseguente in cui Sadie prende il posto di Phyllis e violenta Mari e infine una scena iniziale molto più lunga in cui Mari, nuda legge le cartoline di compleanno. Oltre per il chiaro contenuto sessuale di tutte le scene sopracitate l’ultima fu tagliata perchè avrebbe portato Mari a venire chiaramente vista come oggetto sessuale per tutta la durata del film sminuendo il suo ruolo di innocente fanciulla. Mentre le prime due possono essere viste (la seconda senza sonoro) ad alcune proiezioni Grindhouse o sulla edizione da 3 dischi statunitense della pellicola, la terza scena è stata censurata prima dell’arrivo nelle sale ed è presente solo in forma di fotogrammi (doveva durare un paio di minuti)
– Dopo il film Craven ha sempre rifiutato di incontrare Hess, snobbandolo
– Sean Cunningham ha proposto agli attori un seguito del film ma il progetto non è mai (per fortuna) partito.
– David Hess ha partecipato anche ad un Rape and Revenge italiano firmato da Ruggero Deodato “La casa sperduta nel parco” film molto crudo e atipico (per il genere) che ha aiutato a coprire i danni causati dalle cause legali legate a Cannibal Holocaust

L’ULTIMA CASA A SINISTRA
The Last House on the Left
Wes Craven, USA 1972, 82′
VOTO (Max 5)
5

About Marco De Lazzer

Marco De Lazzer
Il Fascino del male su pellicola parte dal fatto che c'è più poetica nello splatter che in una storia d'amore.