Nosferatu il vampiro

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Innegabile delizia per gli occhi nonché perla (e fra i capostipiti) del genere horror oltre che colonna del cinema espressionista tedesco. Che dire in più di questo capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau?
La storia è quella del Conte Dracula di Bram Stoker, in un tempo in cui la figura non era ancora di “pubblico dominio”. I produttori dovettero cambiare il nome al malvagio conte (diventato Orlok / Nosferatu, ovvero il “non morto”) come di tutti gli altri personaggi, ma il regista perse comunque la causa per i diritti d’autore e dovette distruggere tutte le copie del lavoro. Se ne salvò solo una che oggi possiamo ammirare ancora in tutta la sua potenza visiva (fonte wikipedia).

L’inquietudine che trasmette questo lavoro trovo abbia veramente pochi eguali. E’ pur sempre vero che il cinema muto aveva a tratti questo “senso grigio” in nuce, ma quei volti, quelle espressioni eccessive, quelle ombre che si stendono sui muri rimangono veramente impresse allo spettatore. Nel mio caso devo ammettere sia anche merito delle musiche aggiunte ex-post, come di alcuni effetti cromatici dati al bianco e nero della pellicola, ma questi sono certamente solo dettagli nell’insieme del lungometraggio.

Assolutamente storica l’interpretazione del conte da parte di Max Shreck, un attore la cui esistenza è stata legata indissolubilmente al personaggio da lui interpretato in questo lavoro dando vita peraltro a una serie infinita di leggende metropolitane sulla sua figura (che hanno giovato certamente alla fama della pellicola). Le sue movenze, il naso aquilino e le dita sottili rimangono tutt’ora nell’immaginario collettivo e cinematografico. Una curiosità: Nel film “Batman: Il Ritorno” di Tim Burton, uno dei “cattivi” della situazione portava proprio il suo nome.

Buoni per l’epoca anche gli effetti speciali, come la carrozza che corre all’impazzata o gli oggetti che si muovono da soli, certamente spaventosi per quando il film uscì. Ottimo anche il trucco, in effetti credibilissimo soprattutto (logicamente) su Shreck.

Ma la cosa che più ho apprezzato e che diverrà in quegli anni cifra stilistica dell’espressionismo tedesco, è l’utilizzo delle ombre: l’ombra come proiezione fisica del corpo, che porta con sé tutta la malvagità e l’essenza d’anima dello stesso. E che, oltre a queste caratteristiche di trama, viene ad essere una vera e propria chicca per gli occhi dello spettatore.

NOSFERATU IL VAMPIRO
(Nosferatu, eine Symphonie des Grauens)
Friedrich Wilhelm Murnau, Germania 1922, 94′
VOTO (considerando l’epoca)
10

 

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.