Non avere paura del buio

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Manuale di sopravvivenza per cinefili, lezione n°1: ottimi trailer e nomi amati (in questo caso “Prodotto da Guillermo Del Toro”) non danno la certezza di un bel film.

Trama: “Sally Hirst, una bambina taciturna e solitaria, si trasferisce in una villa del XIX secolo a Rhode Island assieme al padre Alex e alla nuova fidanzata Kim. Perlustrando la casa, Sally scopre una cantina nascosta, da cui libera involontariamente delle malvagie creature che vogliono trascinarla nell’oscurità. La bambina dovrà convincere Alex e Kim che non sono il frutto delle sue fantasie, ma che una reale minaccia incombe su di loro“.

Guillermo Del Toro è senza dubbio uno dei miei registi preferiti; film come “Mimic”, “Il Labirinto del fauno” e “Hellboy the golden army” mi hanno fatto amare il suo essere autore e quell’attenzione particolare che mette negli aspetti visivi di ogni pellicola. Sapere che un film come questo “Non avere paura del buio” è stato da lui co-scritto e prodotto era per me una garanzia di ottimi risultati.

E in effetti Del Toro si vede, e si vede palesemente per la struttura e la tematica della storia come per il suo aspetto visivo. Più che un vero e proprio horror definirei questo film un “horror per bambini” (come del resto molte pellicole dirette dal grande regista messicano), ovvero un lavoro dove la paura c’è ma è continuamente mescolata al tema dell’infanzia e a quelle paure puerili che ognuno di noi si porta dentro. Forte è infatti l’atmosfera di favola nella pellicola, con questa bambina figlia di genitori divorziati (tipica situazione familiare precaria come in molte fiabe) che si perde nelle stanze buie e affascinanti di una enorme vecchia casa, tra porte intagliate nel legno, pitture su vetro che filtrano la luce colorata ed una meravigliosa ambientazione autunnale. Roba da far andare letteralmente in brodo di giuggiole un amante del gotico come me.

Il sovrannaturale, vissuto sostanzialmente solo sulla pelle della bambina, è dimensione che affonda le proprie radici nei miti popolari degli elfi e delle piccole creature fantastiche di cui i bambini sentono spesso parlare, lo spavento che si prova è quello di un bambino che guarda sotto il letto o sotto le coperte dopo aver sentito rumori strani, quello che nasce quando vengono spente le luci e non si è ancora pronti ad affrontare il buio.

Per tutta la prima parte del film si respira questa meravigliosa atmosfera e ci si gode una pellicola dell’orrore classica attraverso gli occhi della piccola protagonista, un po’ come accadeva parzialmente in “La spina del diavolo” e “Il labirinto del Fauno” . A un certo punto però, il crollo. Errore madornale commesso dal regista Troy Nixey è quello di cominciare a mostrare troppo, finendo per far scemare al 100% la tensione soprattutto con le troppe interazioni tra la protagonista e queste minuscole creature simili a topolini (lo spavento che suscitano è quello) che vien solo voglia di ammazzare con una bella pedata in testa.

Il film dalla seconda metà in poi nonostante mantenga comunque qualche idea interessante diventa schiavo dei solitissimi cliché (ops, abbiamo scoperto che la nostra casa è infestata da esserini malefici, quasi quasi metto mia figlia a dormire in tranquillità nel suo letto isolato e gigante a luci quasi spente…) e di scene trite e ritrite fino all’oltremodo imbarazzante finale “sorpresa”. Una vera porcata.

Per il comparto attoriale voglio solo sottolineare la grande prova di Katie Holmes e la sua espressività da attaccapanni…credo riuscirebbe a rendere brutto qualsiasi film (e in effetti a pensarci è stato l’unico vero neo di Batman Begins di Nolan). Ultima nota MOLTO grave (e lo dico anche da pseudo-grafico) : il regista ha avuto il coraggio di usare il carattere Comic Sans per i titoli di coda. Chiunque ne sappia un po’ di font sa da cosa è dovuto il mio sgomento…

 

NON AVERE PAURA DEL BUIO
Don’t Be Afraid of the Dark
Troy Nixey, USA/Australia/Messico 2011, 99′
VOTO (Max 5)
5

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.