Nessuno mi può giudicare

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Come mi capita molto spesso, sono partito parzialmente prevenuto su questo film. Sia perché dal trailer si evinceva si trattasse della classica “commedia -troppo- leggera”, sia perchè sono talmente assuefatto da film italiani simili da non aspettarmi ormai più nulla.  E il terrore si è poi stampato definitivamente sulla mia faccia quando nei titoli di testa ho letto “Fausto Brizzi presenta”…Fortuna che mi sono dovuto ricredere.

Trama: “La trentacinquenne Alice vive in una bella villetta di Roma nord, ha un marito, un figlio di 9 anni e tre domestici extra-comunitari. La sua vita sembra un sogno dorato ma si rivelerà ben presto un incubo. Suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore in un incidente e il suo avvocato le spiega che è rimasta sul lastrico. A questo punto deve inventarsi qualcosa per salvare la sua vita e quella del figlio e l’unico modo che trova per guadagnare molto denaro in poco tempo è fare il mestiere più antico del mondo”.

Il film cerca di riprendere in qualche maniera lo stile della Commedia all’Italiana (quella con la C maiuscola) nel suo mix di sensazioni e sentimenti di totale italianità: le cose “goliardiche”, le battute, i pregiudizi popolari, la vita della gente comune con la sua parlata tipica, ma al contempo la necessità di vivere, i problemi reali e le loro conseguenze.

La vicenda nella quale rientra la protagonista infatti è stata descritta sia nel suo essere “comico” sia nella cruda realtà della situazione non certo piacevole. E in questo passaggio di registro (molto sentito soprattutto tra la prima parte del film e la seconda) Paola Cortellesi è veramente ottima in quanto riesce sì a far ridere (molto), sia ad essere particolarmente credibile nel pianto, nella preoccupazione per il figlio o nel fumare una sigaretta come consolazione per una situazione veramente difficile.

Punto forte della situazione come in molti film simili è il cast, davvero tutti (o quasi) molto bravi. La palma regis va certamente a Rocco Papaleo, un mito vivente a mio parere. Il suo personaggio uccide letteralmente dal ridere con la sua parlata ma soprattutto con frasi che rimarranno nella testa degli spettatori come la ormai celebre “Bianchi e neri sono tutti uguali? Eh che siamo, in un film di Nanni Moretti? Ve lo meritate Nanni Moretti!” (parafrasando peraltro lo stesso Moretti nel suo Ecce Bombo del 1978).

Tra gli altri Lucia Ocone e Lillo perfetti nella parte dei cafoni burini, Valerio Mastandrea come voce narrante (più bello da ascoltarsi che a vedersi) e i cameo di Sabina Guzzanti lanciata in una parodia del programma “Stranamore” (estremamente divertente).

E il protagonista maschile? Ecco il neo del film…per carità, io ho visto che ce l’ha messa tutta. Ma proprio non riesco a farmelo andare giù…nonostante lo sforzo per fare il “burino” non mi ha convinto proprio per niente, e non perché voglia fare il classico che dice “se è bello allora non è bravo”; se fosse stato chessò un Luca Argentero la situazione sarebbe stata differente.

Pregio del lavoro è di riuscire tramite l’ironia e il realismo a tratti a parlare anche della situazione italiana attuale, un pò come tutte le commedie italiane (cinepanettoni a parte) hanno cercato di fare in questi ultimi anni. Le escort, i politici corrotti, la crisi economica, le necessità di scendere a pesanti compromessi per il bene dei figli etc.

Vero è che alcune scene e la morale siano un pò “telefonate”, ma a mio parere riescono appieno a creare momenti di reale e “sana” commozione.


NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE

Massimiliano Bruno, Italia 2011,  94′
VOTO (Max 5)
8

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.