Misery non deve morire

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misery_non_deve_morireFilm tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, ha portato numerosi riconoscimenti (tra cui l’Oscar alla miglior attrice) a Kathy Bates, che è stata unanimemente apprezzata per aver interpretato uno dei personaggi femminili più inquietanti di tutti i tempi.

… Ma chi è Misery?

Nientemeno che un personaggio di una serie di romanzi; ma, come il cinema stesso ci insegna, la creazione di un mondo “fantastico” può avere un impatto talmente forte sulla vita delle persone tale da indurle a confonderlo con il mondo reale.
E’ proprio nell’estremizzazione di tale situazione che si ritrova coinvolto lo scrittore Paul Sheldon, l’ideatore di Misery, che ha un incidente d’auto a causa di una bufera di neve, ma (s)fortunatamente viene soccorso da un’infermiera, Annie, che lo porta nella propria casa per curarlo. Ben presto però la donna si rivela una persona con gravi disturbi mentali. Non solo: è anche una fan accanita dello scrittore e della serie di Misery; è infatti riuscita a salvarlo dall’incidente proprio perché lo stava seguendo (al giorno d’oggi si potrebbe parlare di vero e proprio stalking!).
Annie, aiutata anche dal fatto che Paul è immobilizzato a causa dell’incidente, lo segrega nella propria casa per prendersi cura di lui e lo priva di ogni contatto col mondo esterno. La situazione precipita notevolmente quando legge l’ultimo manoscritto di Paul e scopre che egli ha deciso di ultimare la sua serie di romanzi facendo morire Misery. Così Annie obbliga lo sventurato a scrivere un nuovo libro in cui ridare vita alla sua eroina, perché Misery non deve morire; lo scrittore ubbidisce a quest’ordine, trovandosi sempre in bilico tra tentativi di ribellione e di assecondamento nei confronti della donna, un bilico tra la vita e la morte.

Il film, definito da molti un “thriller claustrofobico”, si svolge quasi del tutto interamente all’interno della casa isolata di Annie, in un alternarsi di scene ad altissima suspense in cui lo scrittore cerca invano di fuggire o cercare aiuto in quei pochi momenti in cui la sua aguzzina si assenta per andare in città a fare spese. Un’aguzzina che nella sua follia è convinta di fare il bene dell’uomo e di nutrire per lui un profondo amore, che però in realtà non è altro che una morbosa spirale di morte e violenza.
Va indubbiamente sottolineata l’abilità del regista nella realizzazione di un film ambientato in un unico luogo ristretto e abitato soltanto da due personaggi, senza che si manifestino dei tempi morti o che in qualche modo si infiltri alcun momento di noia nello sviluppo della vicenda.
Sicuramente chi ama Shining, il capolavoro di Kubrick tratto anch’esso da un romanzo di Stephen King e la cui sola ambientazione è un inquietante hotel, non potrà non apprezzare anche questo film.

Emblematica la scena finale, in cui lo scrittore si mostra giustamente restio di fronte a una cameriera che gli dice «Ma lei non è Paul Sheldon? Lo sa che sono la sua più grande ammiratrice?».
Morale del film: quando vedete il vostro idolo, cercate di mantenere la calma, per non rischiare di ricordargli la temibile protagonista di “Misery non deve morire”…

 

MISERY NON DEVE MORIRE
(Misery)
Rob Reiner, USA 1990, 107′
VOTO (max 5)
8

 

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