Marilyn

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Una diva, un’icona, una Dea. Marilyn Monroe per molti è stato questo ed altro. Come rendere giustizia alla sua immagine e alla sua persona in una pellicola se non com’è stata descritta da qualcuno chel’ha potuta “vivere” per qualche giorno?

Trama (Coming Sono): “Nel 1956, fresco di studi compiuti in scuole come Eton e Oxford, Colin Clarke lavorava come assistente di Sir Lawrence Olivier sul set del film Il principe e la ballerina, nel quale Marilyn Monroe – appena sposatasi con Arthur Miller – recitava al fianco del grande attore inglese. Clark raccontò di quell’esperienza in un libro, tralasciando però di parlare di una specifica settimana che è invece al centro di My Week With Marilyn: una settimana in cui fu incaricato di prendersi cura dell’attrice che necessitava di un periodo di pausa per riprendersi dalle pressioni che sentiva sul set del film“.

Una delle cose interessanti di Marilyn come personaggio è a mio parere la sua essenza di eterna diva in persistente convivenza con il suo lato umano di donna fragile, spaesata, bisognosa di tutto. E non si tratta del classico esempio di dualismo nel giudicare la sua immagine, ma della compresenza di due anime chiara da anni a tutti. Questo lavoro, diretto con la sobrietà che solo i registi inglesi sanno avere, riesce ad esprimere appieno questo concetto nel descriverla nei momenti in cui viene acclamata dalla gente e in quelli dove, abbandonatasi all’ennesima pillola, si accascia sul letto. E non si tratta vicende separate ma di un un continuo rapporto causa/effetto che viene ben sottolineato nella pellicola. Marilyn è quella che arriva in ritardo sul set, che non ricorda le battute, che ha il costante bisogno della sua insegnante di recitazione appresso che le dia energia e voglia di credere in sé stessa, ed è tale fragilità estrema che la faceva essere così perfetta quella volta che, dopo l’ennesimo ciak, una scena veniva. Non si parla di capacità di recitare nel suo caso, di tecniche attoriali o di chissà che; era semplicemente lei che quando compariva sullo schermo faceva scomparire gli altri. Lei con il suo essere, con la sua naturalezza.

Il lavoro ci regala una sua immagine da dea, quella di una donna completamente al di sopra della comune umanità che vive seguendo solo sé stessa, seguendo l’amore che prova per le piccole cose. E’ molto bello il modo in cui sottolineano come con la sua sola presenza facesse innamorare nel verso senso della parola chi gli stava accanto: il protagonista, il regista, gli assistenti, gli altri attori e attrici sul set. Nonostante i suoi difetti riusciva a smuovere i sentimenti della gente che, anche se sapeva che non l’avrebbe mai raggiunta, rimaneva comunque da lei affascinata. Ed è ancora più bello come si sottolinei che nonostante questo lei non sia mai riuscita a trovare un suo equilibrio, né a farlo trovare nelle persone che le stavano accanto: tutti la amavano ma nessuno riusciva a farla sentire abbastanza amata; lei amava tutti ma al contempo seguendo solo sé stessa finiva per ferire e allontanare chiunque, alimentando il suo mito.

Naturalmente perno del film è la straordinaria interpretazione di una Michelle Williams davvero da urlo, il modo in cui riesce a dare forma a questo personaggio leggendario è davvero ammirevole. Gli stessi sguardi, gli stessi sorrisi, le stesse pose, gli stessi movimenti; per tutta la durata del film si fatica a ricordarsi che non si tratta della vera Marilyn.

Buone anche le altre interpretazioni fra le quali ricordo la meravigliosa Julia Ormond, Kenneth Branagh, Judi Dench (qualcuno aveva dubbio che in una pellicola inglese non ci fosse?!) ed Emma Watson che ahimè, anche se ce la mette tutta, non riesce proprio a farmi dimenticare Hermione.

La regia di Simon Curtis non mi ha particolarmente colpito, ed anzi, devo dire che certe scene le avrei proprio fatte in altra maniera. Davvero meravigliose invece le musiche, soprattutto sul finale.


MARILYN

Simon Curtis, UK 2011 (uscita italiana 2012)
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.