Mare dentro

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mare_dentroPersonalmente ritengo che il cinema debba aiutare a far ragionare, a mettere dubbi, a far lavorare il cervello. Questa opera invece non aiuta lo spettatore a domandarsi qualcosa ma lo forza ad aderire al pensiero del suo creatore.

Trama (wikipedia): “Tratto da una storia vera, la pellicola, incentrata sul tema dell’eutanasia, narra la vicenda di Ramón Sampedro, un uomo costretto a letto (interpretato da Javier Bardem) a causa di un grave incidente: un tuffo da uno scoglio finito male, che lo ha lasciato tetraplegico. Passa il tempo a guardare dalla finestra, a scrivere poesie e vorrebbe che qualcuno lo aiutasse a morire”.Molto diverso dal suo precedente lavoro (“The others”, una pietra miliare del cinema dello scorso decennio),il regista Alejandro Amenábar si “lancia” nel cinema di denuncia sociale.

Indubbiamente il lavoro è diretto bene, la mano del regista è chiara e sapiente (alcune scene come il protagonista che sogna di volare via dalla sua stanza sulle note della Turandot sono memorabili). Ciò che però non ho trovato bilanciato è il modo smaccato in cui ci vengono passate le idee e il messaggio del film. Personalmente ritengo che il cinema debba aiutare ad “aprire mondi”, a far ragionare, a mettere dubbi, a far lavorare il cervello. Questa opera invece non aiuta lo spettatore a domandarsi qualcosa ma lo “violenta”, lo forza ad aderire al pensiero del suo creatore. Il protagonista vuole morire, porta tutte le sue argomentazioni e il suo razionale cinismo nella visione della vita.

Tutto questo però non è minimamente controbilanciato, anzi tutti coloro che non la pensano come il protagonista-regista sono dipinti come gente arretrata, come i classici cristiani spagnoli integralisti incapaci di uscire dal seminato della dottrina cattolica. Quando il cinema “innervosisce” chi non non aderisce alle idee della storia credo sia cattivo cinema; diventa parziale e non insegna ma compiace chi è d’accordo e allontana chi non lo è. Un consiglio: se volete vedere qualche lavoro che tratta la stessa materia in maniera più obiettiva (e anche più toccante cinematograficamente parlando) vi consiglio “Lo scafandro e la farfalla” (2007) del poco conosciuto Julian Schnabel. A ogni modo questo lungometraggio rimane comunque un buon film, che certamente apparirà come capolavoro a coloro che ne condividono pensieri ed etica (e a loro lo consiglio caldamente).

MARE DENTRO
(Mar adentro)
Alejandro Amenábar, SPAGNA/FRANCIA/ITALIA 2004, 125′
VOTO (max 5)

 

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.