Machete kills

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machete_kills.png MACHETE CAPITA. Torno finalmente al cinema dopo mesi di assenza giustificata (lavoro troppo ahimè) per godermi l’ultimo trashissimo lavoro di Robert Rodriguez, una rampa di lancio per la conclusione della sua trilogia omaggio ai B movies splatteroni.

I discorsi che si possono fare su una pellicola di questo genere sono sempre i soliti: amate il trash, le riprese in iperbole dei B movies e il citazionismo? Andate. Volete andare a vedere un film comico o un film di avventura? Optate per Checco Zalone e Ender’s game. Sì perché non posso dire che questo Machete Kills sia un film comico nonostante il gran ridere, ma non posso neanche dire che sia un film d’avventura o di spionaggio perché tutto quello che c’è in materia è atto solamente a citare e creare situazioni.

La trama in due parole è questa: “Danny Trejo riveste i panni dell’ex agente federale Machete, questa volta reclutato dal presidente degli Stati Uniti per portare a termine una missione impossibile per qualsiasi comune mortale: eliminare un pazzo rivoluzionario, un eccentrico miliardario mercante di armi che ha deciso di diffondere guerra ed anarchia sul pianeta”.

L’impressione che ho avuto (e che secondo me era proprio lo scopo del regista) è stata quella di vedere il classico film di 40 anni fa con l’eroe che non deve chiedere mai (alla Chuck Norris), i cattivi alla James Bond, lo splatter, le belle ragazze svestite, ma soprattutto una trama stracolma di cose già viste e di frasi fatte che ormai sono dei must. Rodriguez però non ne fa una semplice citazione, ma li gonfia facendoli diventare divertenti e trash nella semplicità della loro natura. C’è la figura classica del presidente degli Stati uniti con il telefono rosso, il piano per conquistare il mondo con un missile puntato su Washington, i supercattivi che tramano nell’ombra in lussuose residenze futuristiche, le femmes fatales, le armi, il sangue, le musiche giuste. Una meraviglia per gli amanti del genere!

Punto di forza della pellicola oltre a tutto questo è il cast, volti noti che si prestano nel loro omaggio divertito a pellicole che hanno certamente amato. Partiamo naturalmente dall’inarrivabile Danny Trejo, inarrivabile non tanto per le capacità attoriali quanto per il suo ESSERE MACHETE. Lui non può essere altri…si potrebbe vederlo anche vestito chessò da prete, da gelataio, da impiegato…ma quella faccia rugosa, quelle borse sotto gli occhi e l’espressione che non lascia scampo, non può mentire. Non si può che vedere il suo personaggio in lui!

Oltre al protagonista c’è una sfilza direi infinita di gnocca (passatemi il termine), un cast di bellezze mozzafiato tutte presentate seminude, maggiorate e agguerritissime. Ci sono Michelle Rodriguez, Jessica Alba, Amber Heard, Sofía Vergara, Alexa Vega (la piccina di Spy Kids INCREDIBILMENTE cresciuta), Vanessa Hudgens e un cameo da 10 e lode per la grande Lady Gaga. Ma non finisce qui, se nel primo Machete avevamo dei pezzi da 90 come Robert De Niro e Steven Segal (che è “da 90” nelle pellicole del suo genere…) qui troviamo Charlie Sheen (anche se nei titoli di testa/coda viene presentato com un “per la prima volta sullo schermo Carlos Estévez”, utilizzando il suo nome anagrafico giusto per sottolineare il trash della cosa), Antonio Banderas, Cuba Gooding Jr. e soprattutto un Mel Gibson in stato di grazia. E mi fa pensare che il suo “stato di grazia” per me sia quando si lancia in interpretazioni che prendono in giro i film anni ’80 per cui lui è diventato celebre…

Il film ha un suo naturale svolgimento fatto di climax e situazioni sempre più eccessive continue, fino quasi a stancare un po’ gli occhi all’inizio della seconda parte del lavoro (per la serie “alla ventesima testa mozzata ci si stufa”). Ma Rodriguez stupisce, e lo fa con un ulteriore (e direi anche incredibile) climax di eventi nella mezz’ora finale, con rimandi alla fantascienza e a un film in particolare che fanno restare a bocca aperta per quanto siano “malati” nella loro genesi. Robe da far accapponare la pelle! In senso positivo dal punto di vista trash naturalmente. Con certi stratagemmi di trama che sinceramente non avrei mai pensato possibili, Rodriguez riesce infatti a collegare il tutto al terzo capitolo di quella che sarà una trilogia, quel “Machete kills again – In space” che mi pareva tanto impossibile da spiegare da un punto di vista logico. E invece, cari wooders, ce l’ha fatta. E tanto di cappello per questo.

In definitiva se volete passare un’oretta e mezza tra sangue, budella, teste mozzate, spari, esplosioni, freddure di trama e un persistente sapore di Messico, non potete perdervelo.

MACHETE KILLS
Robert Rodriguez, USA 2013, 107’
VOTO (Max 5)

VOTO TRASH

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.