L’uomo invisibile

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uomo_invisibileClassico della cinematografia horror della “scuderia” Universal degli anni ’30 e fratello di opere come il Dracula di Browning o la mummia di Freund. Come loro è diventato negli anni un’icona del genere e ha ispirato numerosi sequel.

Trama (wikipedia): “La scoperta dell’invisibilità rende esaltato uno scienziato che viene subito colto da manie di onnipotenza che metterà in atto sporcandosi le mani di sangue…”

Il film trovo abbia molto più di un punto in comune con un’altra celeberrima opera horror di quegli anni, il Frankenstein del 1931 prodotto sempre dalla Universal. Il regista è infatti lo stesso (il grande James Whale) come uguale è il messaggio della pellicola riassumibile nelle parole finali del protagonista: “mi sono occupato di cose che l’uomo dovrebbe lasciare stare”. Il film infatti , tratto da un romanzo del 1897, rispecchia tutta la paura per il progresso e la scienza senza freni che aveva ispirato il romanzo della Shelley (Frankenstein); chi osa andare contro le leggi di Dio, perdere il contatto con i confini dell’umana natura ed è destinato ad una fine tragica.

Lo scienziato nel momento stesso della scoperta “estrema” diventa in automatico “scienziato pazzo“, perde completamente la sua umanità (esteriormente ma anche interiormente) e decide di sfruttare l’enorme portata della sua scoperta per ottenere potere e denaro, anche a costo di sacrificare vite umane. Anche di fronte alla perdita del suo amore non viene smosso dall’idea di essere in errore ma persevera sulla oscura strada iniziata fino al completo esaurimento della sua vita; solo in punto di morte infatti si rende conto di ciò che ha fatto e morendo recupera quegli attributi umani (anche fisici) che aveva perduto.

Una cosa che mi è molto piaciuta del film è stato il punto di vista di tutta la pellicola. Il protagonista è infatti il “mostro” stesso, chi deve fare effettivamente paura; lo spettatore si mette nei suoi panni e vive nel diretto contatto con lui le sue deformità morali ma anche fisiche (anzi, in questo caso le sue “non-deformità”).

Veramente ottimo il punti di vista visivo, la “divisa” dell’uomo ricoperto di bende con quegli occhiali scuri è veramente cult. Senza contare gli effetti visivi che sinceramente non credevo potessero esserci in quegli anni: vedere un uomo che nel togliersi le bende scompare, non mi sembra cosa da cinema anni ’30! Merito questo di John P. Fulton, forse il più grande creatore di effetti speciali di quegli anni. Se guardiamo pellicole successive della “stessa famiglia” come “L’uomo lupo” o ” Il mostro della laguna nera” infatti, possiamo chiaramente notare quanto questo lavoro fosse avanti per quegli anni.

Classiche e molto piacevoli anche alcune parti un pò più leggere come la locandiera o soprattutto i poliziotti. Questi infatti se come figure quasi comiche servono per stemperare l’atmosfera di un film che altrimenti per l’epoca poteva sembrare molto forte (anche se a noi sembra strano), vengono ad avere anche una valenza verso la trama generale, mostrando come il cittadino comune sarebbe in effetti particolarmente indifeso di fronte a eventi così fuori dalla comune portata (per buona parte del lavoro infatti la polizia non riesce a risolvere il caso).

Una nota interessante: L’amata dal protagonista è una giovanissima Gloria Stuart, l’attrice recentemente scomparsa alla veneranda età di 100 anni, famosa per aver interpretato il ruolo dell’anziana signora nel film “Titanic” di James Cameron.

L’UOMO INVISIBILE
(The invisible man)
James Whale, USA-1933, 71′
VOTO (considerando quando è stato fatto)
8

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.