L’uccello dalle piume di cristallo

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uccello_dalle_piume_di_cristalloHo approfittato della serie di film dedicata da RAI MOVIE a Dario Argento per guardare uno dei tasselli della sua filmografia che mi mancava (e come al solito me ne vergogno): la sua opera prima.

Trama (filmup): ” Uno scrittore assiste per caso all’aggressione subita da una donna e s’improvvisa detective per identificare il colpevole: è convinto che si tratti di un maniaco che ha fatto a pezzi tre ragazze”.

La prima cosa che salta all’occhio è la forma del lavoro ricalcata sul modello di thriller all’italiana codificato da Mario Bava anni prima; mi scuso se quando si parla dell’Argento “classico” cito sempre il suo predecessore, ma trovo che anche in questo lavoro sia ben chiara l’ispirazione che la filmografia baviana ha dato al regista. A ogni modo non voglio indugiare nuovamente su questo argomento ma mi permetto di segnalare per chi fosse interessato il commento cinema che ho fatto a riguardo, anche se nello specifico di un altro film: “Profondo rosso e Mario Bava“. Le similitudini con quello che viene considerato il capolavoro di Argento (anche se per me non lo è in confronto a Suspiria) sono molte anche in questo film, quindi il commento può parzialmente essere valido anche qui.

E’ molto chiaro anche il rimando ai film polizziotteschi di quegli anni, quei lavori italianissimi che riproponevano sul grande schermo storie di gangster e poliziotti; molte volte i confini tra questo genere e il thriller o addirittura l’horror all’italiana diventano molto labili, tanto che autori come Fernando Di Leo e Mario Bava (appunto) passavano con disinvoltura dall’uno all’altro. In questo Uccello dalle piume di cristallo ci sono parti peraltro a mio parere ben riuscite, che hanno molto in comune con questo genere. La polizia che indaga, qualche inseguimento, la tensione dell’azione (un pò meno presente nel genere horror in questi termini) e la crudezza con cui vengono servite alcune immagini. Certo è che Argento rispetto a tutto questo ci mette il suo autorialissimo tocco di sadismo realistico che l’ha reso celebre e che credo essere un suo fondamentale marchio di fabbrica. Il livello di splatter è solamente accennato, quasi nullo rispetto alla sua filmografia, ma i semi di ciò che l’autore sarà sono ben evidenti.

Parlando meno del “contorno” devo ammettere di non aver amato particolarmente la sceneggiatura; del resto era naturale per un film di questo genere che non fosse poi così pregnante la sua importanza. In particolar modo il protagonista è un personaggio abbastanza statico e stereotipato, forse addirittura talmente privo di emozioni e “vita” da sembrare quasi piatto.

Ottima la regia con movimenti di macchina e inquadrature che ci regalano immagini forti e intriganti, quelle che rimangono impresse al di là di ciò che succede sullo schermo. Molto molto classica la figura dell’assassino, che chiama al telefono con voce flebile per lanciare avvertimenti e uccide con i suoi guanti in lucida pelle nera; classica da un punto di vista visivo come per la sua rappresentazione, visto che non ci viene mai mostrato il suo volto (nella maggior parte dei casi si segue la sua soggettiva).

Le musiche sono niente popò di meno che di Ennio Morricone, che anche questa volta svolge nel migliore dei modi il suo lavoro. Interessante notare come uno dei temi principali (quello con le voci di bambini e i metallofoni) sia diventato un pò un must del regista, che ha ripreso in molti altri film temi simililari.

Una prima opera notevole che fa già presagire quello che sarà il percorso in ascesa del grande regista romano. Senza contare (ma bisognerebbe sottolinearlo molto bene), che si tratta di un lavoro di cui ha anche scritto soggetto e sceneggiatura: una cosa non proprio comune!

L’UCCELLO DALLE PIUME DI CRISTALLO
Dario Argento, Italia 1970, 96′
VOTO (Max 5)
7

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.