L’ora più buia

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Amo la storia inglese, negli anni mi sono sempre gustato con piacere tutti i film a riguardo dai due Elizabeth di Shekhar Kapur con una superlativa Cate Blanchett al più recente (meraviglioso) Il discorso del re, da The Iron Lady con Meryl Streep al The Queen con Helen Mirren fino alla stupenda (stupenda!) serie The Crown di cui trovate la seconda stagione ora su Netflix. Visto che le quote rosa a riguardo sono state più che rispettate (del resto l’Inghilterra ha avuto 3 importantissime regine), ho trovato da subito molto interessante l’idea di parlare di un altro pilastro della storia del Regno Unito, l’uomo che ha tenuto duro contro il nazismo dal 1940 in poi: Winston Churchill.

Trama: “Gran Bretagna, 1940. È una stagione cupa quella che si annuncia sull’Europa, piegata dall’avanzata nazista e dalle mire espansionistiche e folli di Adolf Hitler. Il Belgio è caduto, la Francia è stremata e l’esercito inglese è intrappolato sulla spiaggia di Dunkirk. Dopo l’invasione della Norvegia e l’evidente spregio della Germania per i patti sottoscritti con le nazioni europee, la camera chiede le dimissioni a gran voce di Neville Chamberlain, Primo Ministro incapace di gestire l’emergenza e di guidare un governo di larghe intese. A succedergli è Winston Churchill, con buona pace di re Giorgio VI e del Partito Conservatore che lo designa per soddisfare i Laburisti”.

La giusta premessa da fare è che ahimè ho dovuto vedere il film doppiato in italiano. Dico ahimè perché il lavoro è palesemente basato sull’interpretazione del protagonista ad opera di Gary Oldman, quindi è difficile se non impossibile dare un giudizio corretto fino in fondo a questo lavoro senza guadarlo in originale. Abbiamo davanti il classico (classicissimo!) film biografico, e poter vedere solo l’aspetto, le espressioni e le movenze del protagonista senza sentirne la reale voce è un limite incredibile; per quanto possa essere bravo il doppiatore Stefano De Sando è stato come andare a sentire un gruppo musicale che suona cover.

E mi viene da dire questo anche e soprattutto perché il focus del film è davvero tutto incentrato sulla figura di Churchill, sul suo essere burbero, sul suo bere alcolici e fumare di continuo, sul suo spirito vigoroso ma anche sulle sue piccole debolezze. Diciamo che non ci sono quasi nemmeno personaggi secondari, c’è il classico stratagemma di parlare di un uomo pubblico passando dalla sua dimensione privata tramite la figura della moglie e della dattilografa, c’è anche qualche avversario politico, ma risultano tutte figure sullo sfondo, non hanno un reale peso sulla trama o nell’analizzare introspettivamente il protagonista. Da questo punto di vista la sceneggiatura per quanto ben scritta non risulta essere commovente o pregna come tante altre di questo genere, ma si ferma un po’ alla superficialità di un uomo e dei suoi vizi quasi da macchietta; diciamo che il Churchill che mi rimane comunque nel cuore per scrittura e interpretazione è quello di John Lithgow nel già citato The Crown.

Anche se sono partito descrivendo quelli che per me sono i punti deboli della pellicola, siamo di fronte comunque ad un ottimo lavoro che merita l’interesse che sta suscitando ed anche le nominations agli Oscar conquistate, tra le quali voglio ricordare il trucco (di Oldman rimangono se va bene solo gli occhi!), la fotografia molto ma molto british e naturalmente il miglior attore protagonista.

Il senso generale del film per quanto riassumibile in due righe è bellissimo e credo faccia giustizia alla figura di un uomo che nonostante la grande difficoltà di prendere decisioni dolorose ha sempre e solo combattuto strenuamente per il suo paese senza scendere a patti con il nemico (Hitler naturalmente), un dittatore così mostruoso che non poteva che essere trattato come una bestia con la quale non è possibile ragionare; per quanto difficile possa essere, in alcuni casi l’unica soluzione è il testa a testa, è la lotta senza se e senza ma. E non solo per salvare il proprio popolo, ma per non infangare la sua stessa memoria facendo sì che nel nostro futuro tutti possiamo dire che durante la seconda guerra mondiale la Gran Bretagna non si è macchiata di aver “collaborato” con un nemico disumano e infame, ma ha sempre combattuto e trattato il nazismo come il nemico dell’Europa, senza mezze misure. E di tutto questo Hitler ha avuto paura, Churchill è stato l’unico primo ministro europeo che non ha accettato la mela avvelenata della Germania (ovvero degli accordi di pace che avrebbero messo il suo paese in una condizione sicura ma al contempo di sudditanza) ma che al costo di avere delle perdite ha deciso di stare dalla parte giusta della storia. E da questo punto di vista c’è senza dubbio da ammirarlo.

Unica pecca a riguardo (pecca molto molto grande che non dipende dal lavoro in sé) è però che tutto quello di cui ho appena parlato è stato spremuto e messo già nero su bianco nel trailer del film; vi giuro che sono uscito dalla sala con il nervoso pensando a come hanno pubblicizzato la pellicola mettendo nei video promozionali praticamente il succo (non possiamo chiamarli “spoiler” perché sono fatti storici) di tutto, creando così l’effetto “sì ok bello, ma già mi aspettavo tutto questo”. Maledetti!


L’ORA PIÙ BUIA

Darkest Hour
Joe Wright, UK 2017, 114’
VOTO (Max 5)
8

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.