Liberate i pesci

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liberate_i_pesciUna classica commedia italiana “dentro” le righe, senza troppe pretese autoriali ma con uno spirito tratto direttamente dalla commedia degli anni d’oro del nostro cinema. E in mezzo a tanti film talmente leggeri da raggiungere l’invisibilità cinematografica fa piacere.

Trama: “Lecce. Un boss della malavita decide di finanziare l’Aida di Verdi per l’amante, impresaria teatrale. La nipote di quest’ultima, figlia del fratello, che studia negli USA torna e si scopre incinta. Il “colpevole” è il figlio del malavitoso che ha tutte le ragioni per cercare di arrivare a un matrimo” (mymovies).

Storia classica, direi quasi teatrale, con una schiera di personaggi ben caratterizzati che danno forza a una sceneggiatura brillante che funziona alla grande. Primo fra tutti l’irresistibile boss Michele Placido, divertente e trascinante come Lunetta Savino nel ruolo dell’amante-cantante lirica che con una mimica, un accento e delle movenze assolutamente partenopee regala momenti di vere risate. Efficaci ma meno pregnanti (per copione) anche Laura Morante, Emilio Solfrizzi e Francesco Paolantoni, comunque a loro agio nelle rispettive parti.

L’unica “nota dolente” in questo contesto di attori bravi (anche nelle parti minori) sono i giovani protagonisti che come nelle commedie goldoniane smuovono le acque e creano scompiglio con il loro amore: un Marco Morandi che ho trovato particolarmente anonimo come la sua compagna di scena.
Nessuna menzione particolare per musiche o regia, il lavoro di Francesca Comencini lo possiamo gustare in ogni parola della sceneggiatura e nella direzione degli attori che, tutto sommato, da soli fanno ampiamente il film.

 

LIBERATE I PESCI
Cristina Comencini, ITALIA 2000, 154′
VOTO (max 5)

 

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.