La ruota delle meraviglie – Wonder Wheel

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Trama: “Coney Island (NY), Anni cinquanta. Ginny (Kate Winslet) , ex attrice che lavora come cameriera presso un modesto ristorante di pesce si invaghisce di Mickey (Justin Timberlake), bagnino con aspirazioni da commediografo. Il loro incontro sarà disturbato dal giostraio Humpty (Jim Belushi), marito di lei, e da sua figlia Carolina (Juno Temple), giovane ribelle in fuga da un gruppo di gangster”.

Senza girarci troppo intorno: Kate Winslet. Dopo Blue Jasmine (2013) Woody Allen torna a fare un film con al centro un meraviglioso personaggio femminile, accaparrandosi peraltro una signora attrice com’era stata la Blanchett nel film precedente. Le similitudini tra i due personaggi sono la prima cosa che viene in mente guardando questo film, nel senso che parliamo di una donna sulla quarantina sull’orlo di una pesante crisi di nervi con alle spalle un passato rimpianto ed alcuni errori difficili da mandare giù. La Winslet è effettivamente al centro di tutto, e non solo perché la trama si sviluppa intorno al suo personaggio quanto perché la sua interpretazione a mio parere ha messo in ombra tutto il resto del cast e tutto il senso della storia, che ad essere sinceri qui non è forte e profonda come abbiamo visto in altri lavori del regista.

Ginny è un personaggio a metà strada tra la Jasmine del già citato film e la Norma Desmond di quel capolavoro che è Sunset Boulevard di Billy Wilder: è una donna insoddisfatta, insicura, gelosa, frustrata, del tutto fuori controllo e pure un po’ alcolizzata, caratteristiche che come nelle migliori tradizioni vanno ad acuirsi man mano che la trama va avanti (la prima mezz’ora fatica a decollare proprio per questo), fino al meraviglioso finale. È una donna che si rifiuta di accettare la propria esistenza per quello che è, che crede di valere molto di più di quello che sembra e che pensa di essere letteralmente intrappolata in un personaggio che non la rispecchia, come se la sua vita fosse solo una recita: il tema è naturalmente quello dell’insoddisfazione perenne e della difficoltà di vivere in un mondo in cui non si riesce mai ad ottenere quello che si vuole.

Vorrei potervi dire che tutto questo come da tradizione di Allen è passato con ironia e un certo cinismo, e invece questa volta l’impronta è più quella del dramma puro, anche se non mancano momenti in cui ci scappa un mezzo sorriso soprattutto per la caratterizzazione voluta per alcuni personaggi come il marito di Ginny (interpretato da un bravo Jim Belushi) e il suo giovane figlio piromane. Diciamo che non si ride come altre volte, ma che il dramma viene accompagnato da un’ambientazione e delle musiche che fanno letteralmente (e volutamente) a cazzotti con la trama. Ed è questa la vera cifra di originalità del film, il fatto di ambientare il tutto in una località balneare d’estate, piena di gente felice che prende il sole o si fa il bagno, località piena anche di giostre, persone, luci colorate e queste continue musiche swingate a portare ulteriore leggerezza. Il regista stranamente rispetto ai suoi standard punta tantissimo all’aspetto visivo, al far vedere chiaramente i colori delle insegne luminose e dei fari che continuamente illuminano i personaggi in inquadrature cromaticamente molto polarizzate, con grandi rossi, grandi blu ed ombre nerissime. Una scelta molto azzeccata secondo me che creando quel senso che si potrebbe avere (per farvi una metafora terra terra) ad andare ad una sagra di paese con il mal di testa, fa percepire in maniera ancora più intensa come la povera protagonista si senta, fa capire appieno il suo stato fisico e mentale: quella perenne emicrania ed una disillusione senza possibilità di scampo che possono solo portare ad una crisi di nervi.

Per il resto è tutto molto Allen, troverete i classici titoli di testa bianchi su sfondo nero, le inquadrature molto posate e standard e quella parlantina dei personaggi che è diventata un suo marchio di fabbrica. Questo per dire che se amate il regista potete certamente apprezzare il film sebbene non sia uno dei suoi più riusciti (del resto è dal ’77 che ne fa almeno uno all’anno!), mentre se non lo amate particolarmente rischiereste di vedere qualcosa che ai vostri occhi saprebbe certamente di già visto.

 

LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE – WONDER WHEEL
Wonder Wheel
Woody Allen, USA 2017, 101’
VOTO (Max 5)
7

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.