La rabbia dei morti viventi

Letto 1246 volte

rabbia_morti_viventiMemore di uno speciale pubblicato su Ciak nel 2000, intitolato I 100 film più dementi della storia del cinema, ho deciso per sfizio di guardarne uno, in questo caso La rabbia dei morti viventi, forse più conosciuto con il titolo originale I Drink Your Blood.

Forse non sarà il film più demente della storia del cinema, ma la trama è ben assurda: un gruppo di hippies adoratori di Satana (che negli anni 70 probabilmente facevano paura quanto degli alieni comunisti) decide di insediarsi in una cittadina della provincia americana. Appena arrivati picchiano una ragazza e somministrano LSD al nonno di lei, diventando così la nemesi numero uno del nipotino che, per vendetta, riesce a far mangiare ai teppisti delle Meat Pie ripiene di sangue contaminato da rabbia. Inutile dire che il bambino ha fatto un’enorme vaccata, perché gli hippies diventano idrofobi, pazzi e assetati di sangue, e in più contagiano mezza cittadina, che si riempie di folli maniaci sbavanti.

Decisamente un film meno gore di quanto ci si potesse aspettare, molto kitsch, anche per alcune mise degli interpreti, palesemente girato con due lire e con attori non professionisti… L’idea di fondo è buona, tuttavia la pellicola risulta datata e noiosetta, piena di ironia palesemente involontaria e luoghi comuni. Ciònonostante è piuttosto cattivo come film: se ci si pensa, la vendetta del bambino è davvero raccapricciante, considerato anche il fatto che una degli hippies è incinta, e tutto per due lividi e un nonno in botta. Onestamente se l’avessi vista prima di andare in Australia, patria delle Meat Pie (e siccome i Wooders ben conoscono Mrs. Lovett e i suoi pasticci, so di cosa sto parlando), avrei rifiutato anche solo di assaggiarle.

Sulla colonna sonora evito di commentare, sembra che un bambino si diverta a giocare col sintetizzatore, gli effetti speciali sono sorprendentemente pochi ed infimi, al sangue e alle scene splatter si è preferito l’uso di nudità varie e seni in bella vista: non a caso la scena clou (e francamente esilarante..) è quella in cui una sola hippy contagia un intero gruppo di muratori in una sola notte, senza doverli mordere, solamente regalando loro ore e ore di aMMore libero…

Tra i vari errori che si possono notare nel film (eh sì, a questo giro ci sono anche quelli!!), microfoni in bella vista, cameramen che si possono scorgere in lontananza, e una comparsa che, dimentica del fatto di stare interpretando un rabbioso killer, si ferma ad inseguire il cappello che è caduto e sta rotolando via, mentre tutti i suoi compari seguono le povere vittime.

Una curiosità: il jingle iniziale mostra la scritta A Grindhouse feature, segno che il film era stato  proiettato nei drive in assieme ad una altra pellicola, nella fattispecie I Eat Your Skin (girato nel 1964, uno dei primi horror che parlavano di zombie) e la musica che accompagna tale Jingle è la stessa che si può udire prima dell’inizio di Kill Bill Vol.1, ennesimo omaggio del mitico Quentin Tarantino al cinema di genere.

 

LA RABBIA DEI MORTI VIVENTI
I Drink Your Blood
David E. Durston, USA 1970, 90′
VOTO (Max 5)
2
VOTO TRASH
trash trash trash

 

About Erica

Erica
IL BOLLALMANACCO DI CINEMA - Un animo nerd che si nasconde dietro una facciata di normalità e adora sproloquiare di cinema.