La passione

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passioneMi viene da domandarmi come scelgano i film da presentare in concorso a Venezia. Cioè, un prodotto del genere credo sia palesemente sotto i livelli di un qualsiasi festival. Sono riuscito a trovare veramente poco di buono nell’ultimo lavoro del regista Carlo Mazzacurati.

Trama (cinemaitaliano.info): Passati cinquant’anni, essere un regista emergente diventa un problema. Ne sa qualcosa Gianni Dubois (Silvio Orlando), che non fa un film da anni, e adesso che avrebbe la possibilità di dirigere una giovane stella della tv non riesce nemmeno a farsi venire in mente una storia. Come se non bastasse, una perdita nel suo appartamento in Toscana ha rovinato un affresco del Cinquecento nella chiesetta adiacente. Per evitare una denuncia e una pessima figura, Gianni deve accettare la bizzarra proposta del sindaco del paese: dirigere la sacra rappresentazione del venerdì santo in cambio dell’impunità”. 

La particolarità di questo film è senza dubbio la presenza di tantissimi personaggi, più o meno (anzi più meno che più) caratterizzati. Fortuna che questo film difficilmente vedrà l’estero, altrimenti aiuterebbe certamente a reiterare l’immagine bucolica e serena di un’Italia che non rappresenta per nulla la vera essenza del nostro paese nel 2010. Piccoli negozi sforniti di merce, il sindaco con un solo assessore, case del 1300, la volontà di fare la processione del venerdì santo a tutti i costi. Questa nostalgia dell’Italia che fu e che l’estero vorrebbe ancora ritrovare inizia sinceramente a stufarmi…

Silvio Orlando: è mai possibile che debba sempre interpretare la stessa parte?Il fallito, quello senza idee, senza meta, perennemente perseguitato dalla sfortuna e dalla sua stessa incapacità di fare qualcosa per darsi una mano? Il suo personaggio l’ho trovato a tratti irritante. E’vero, possiamo dire che rappresenti quella figura del regista in crisi artistica, ma diamine, qui sembra che la “crisi artistica” sia insita nella sua indole. Sempre spaesato, impaurito, passivo, fino ala fine senza uno slancio di vitalità o di “riqualificazione” morale o professionale (se non per una brevissima parentesi retorica verso la fine).

Ho apprezzato invece la prova di Giuseppe Battiston, a mio parere nei panni del vero alter-ego del regista (che paradossalmente si riconosce più in lui che nel protagonista). L’attenzione da un certo punto in poi è sua, lui è il motore, il ritratto del buonissimo veneto che non si lamenta mai, che ha sofferto ma che va avanti con tantissima tenacia ingoiando rospi in silenzio per essere il più possibile un punto fermo di riferimento del suo mito (Orlando) in caduta libera. Tuttavia (ma questa è proprio opinione personale) non mi ha convinto appieno la persistenza di questo genere di carattere che dall’inizio alla fine si comporta proprio come un novello Gesù. Un personaggio tutto sommato troppo buono per il cinema, portatore di una umiltà talmente eccessiva che in certe scene più che farmi tenerezza mi faceva rabbia per la sua passività conciliatrice.

Parte inutile invece per Cristiana Capotondi che interpreta la giovane diva in ascesa. Divertente (ma solo a tratti) il motivo che aveva destato il mio interesse nel trailer: la performance di Corrado Guzzanti. Molto divertente e assolutamente demenziale, regala le poche risate che si possono fare lungo la durata del film. Forse un lavoro completamente demenziale incentrato sulla sua figura sarebbe stato meglio…

Anche per lui vale lo stesso discorso che farei per tutti gli altri personaggi; nel corso del film c’è una terribile tendenza direi inutile a voler dare un senso più profondo, a dare messaggi “al di là della risata” (che peraltro non c’è) finendo inevitabilmente per scivolare nella retorica e nella lacrimosità più spiccia.

La passione
Carlo Mazzacurati, ITALIA 2010, 105′
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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.