La notte del giudizio

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notte_del_giudizio.png Beh,diciamo che in questa totale assenza di una spinta creativa nel cinema americano degli ultimi anni, un film del genere spicca. Non perché sia chissà cosa di incredibile, ma perché quantomeno parte da una idea originale e la sviluppa come si deve.

Trama: “Gli Stati Uniti sono devastati dalla criminalità e dal sovraffollamento delle carceri e il Governo ha stabilito che ogni anno, per una notte, qualsiasi crimine è permesso. La famiglia di James, per evitare questa barbarie, si barrica in casa ogni anno ma questa volta qualcuno riuscirà a passare il blocco“.

Sono entrato al cinema sapendo poco/nulla su questa pellicola e devo dire di esserne rimasto impressionato. Anzitutto come dicevo prima per l’idea della trama: quanti di voi non hanno mai pensato “se potessi prenderei a botte quella tal persona lo farei“? Nel film questo pensiero diventa legge con la possibilità di una notte di sfogo all’anno per tutti i cittadini degli Stati Uniti d’America, con conseguenti azioni punitive tipo “stanotte vado a uccidere il mio capo” o “picchio quel mio vicino che mi sta antipatico”. L’idea di fondo è che l’uomo sia sostanzialmente cattivo e che abbia per sua natura necessità di sfogare una violenza innata, violenza che se esternata può “purificare” le anime dei cittadini e portare ad una civiltà più equa, senza più crimini piccoli e grandi.

Sinceramente la mia visione dell’uomo è ben diversa da questa, io sono il classico buonista che non pensa che l’animo umano in fondo sia così cattivo. Ok, è vero che tutti noi abbiamo i nostri momenti di rabbia e di desiderio di “sfogarci”, ma da qui a dire che potremmo tutti trasformarci in assassini ce ne passa un bel po’. Anche perché dovendo tornare tutti “normali” il giorno seguente la cosa non starebbe in piedi, sia da un punto di vista legale che morale, psicologico, mentale. Senza contare poi che situazioni similari si sono verificate per esempio nei campi di concentramento della Germania nazista, e non mi sembra (ma ditemi se sbaglio) che questo abbia giovato alle menti dei gerarchi delle SS, che più che rilassati credo siano cresciuti negli anni con il continuo montare della loro schizofrenia. Tutto il discorso politico/sociale che sta sotto alla pellicola non ha poi tanto senso; è vero che una notte del genere potrebbe permettere alla gente facoltosa di sfogare istinti omicidi sulla povera gente, eliminando così fisicamente i bisognosi e i sofferenti, ma questo non risolverebbe certo il problema come non risolleverebbe l’economia devastata dalla crisi economica (nota di merito comunque il trattare l’argomento!).

L’idea della trama insomma sebbene molto molto interessante ha a mio parere parecchie falle in nuce. Se prendiamo però il la spina dorsale del lavoro come un’esagerazione da trama di un film, il tutto è molto più digeribile e comprensibile: soprattutto in film thriller e horror l’iperbole è sempre dietro l’angolo…ci sta e la accetto.

Detto questo passiamo al film vero e proprio. E’innegabile notare come i richiami di questa pellicola siano tanti e notevoli, ma non vedo ciò come un difetto. Parlare dell’assedio di una casa da parte di giovani ragazzi di famiglie bene senza pensare ad “Arancia Meccanica” e a “Funny Games” è cosa difficile da pensare, come il non richiamare altre pellicole come “Panic Room” o “The strangers“. Più che scopiazzature ho trovato tutto questo una sorta di omaggio e di “tappa obbligata” per sviluppare questo genere di materiale, tutto meno forse la figura del principale “ragazzo pericoloso”, un misto tra il Joker di Ledger e il Paul di Michael Pitt in Funny Games.

A livello registico il lavoro direi che è assolutamente ineccepibile, è uno di quei film che dal primo momento all’ultima scena riesce a lasciarti addosso un senso di ansia incredibile. E questo non tanto per quello che accade ma per quello che uno si aspetta: sapere che in una sera potrebbero farti di tutto senza una minima forma di tutela da parte di nessuno obiettivamente spaventa già come idea. Aggiungiamo le situazioni che vengono a crearsi nel film con l’abile regia di James DeMonaco (anche sceneggiatore della pellicola) con le sue inquadrature perennemente strette, e il gioco è fatto. Musiche e rumori pensati in ogni istante, tensione palpabile e tagliabile con il coltello minuto dopo minuto: davvero un ottimo lavoro dal punto di vista del thrilling.

Aggiungete che oltre alla capacità di saper creare momenti di pura ansia il regista condisce il tutto con spruzzate qua e là di vena horror che fanno davvero la differenza. Penso soprattutto alle ragazze del gruppo di malviventi con quelle orribili maschere, le vestaglie bianche e quei lunghi coltellacci in forte stonatura con le armi da sparo. Sì perché una postola con cui puoi ferire da lontano ha un senso, un coltello che devi affondare tu nella carne di chi vuoi uccidere ha un sapore molto ma molto più orrorifico.

La notte del giudizio è un film che al di là delle classiche falle che si possono avere per pellicole di questo tipo (e delle quali non voglio dire più nulla perché non ha senso scervellarsi sulla non-veridicità di un film…perché non stiamo parlando di un documentario) e al di là di un finale che ha decretato il completo scivolamento della pellicola (se alla fine davano un taglio più profondo e sociale alla cosa sarebbe stato molto meglio), fa benissimo quello che deve fare. Un thriller con la “T” maiuscola insomma…da vedere!

LA NOTTE DEL GIUDIZIO
The Purge
James DeMonaco, USA 2013, 85′
VOTO (Max 5)

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.