La donna che visse due volte

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donna_che_visse_due_volteUn capolavoro assoluto, uno di quei film che ti fanno uscire con la bocca spalancata dalla sala. Sì perché nonostante si tratti di un lavoro del 1958 ho avuto anche in questo caso il privilegio di poterlo gustare in una sala cinematografica in originale sottotitolato. Che esperienza!

Di fronte a un film del genere è veramente difficile fare una recensione che valga la pena. Il motivo principale è che il lavoro è un insieme talmente intricato di colpi di scena e cambi di registro da essere difficilmente esprimibile senza togliere il piacere della scoperta della pellicola. Il secondo motivo è invece più personale: il film è talmente ricco e colmo di significato che da parte di un “non competente amante di Hitchock” quale sono è difficile sviscerarlo in maniera soddisfacente. Ci proverò comunque, ma nel frattempo consiglio la lettura (a film visto) dell’interessantissimo commento cinema di Andrea “Vertigo e la spirale del desiderio”.

Trama (film.tv.it) : “A causa delle sue vertigini, l’agente Scott Ferguson è a riposo per non aver impedito un incidente mortale a un collega. Un amico gli chiede di sorvegliare sua moglie, che ha manie suicide…” Blocco la sinossi qui perché è già troppo! 🙂

Come accennato prima il punto forte (fortissimo) del film è la sua assoluta imprevedibilità. Parte come un poliziesco, prende poi la forma del thriller, del film drammatico e sentimentale con un pesante e costante sottotesto di matrice psicologica. Grandissima intensità di trama, molti momenti di fiato sospeso e di shock per lo spettatore che rimane intrappolato dal primo all’ultimo fotogramma in una spirale come quelle visualizzate nei titoli di testa. Hitchcock riesce a sostenere il mistero come solo lui sa fare, facendo gustare momento per momento ogni piccola scoperta, ogni tassello che si aggiunge piano piano al disegno generale che tra stravolgimenti e colpi di scena sarà chiaro solamente al termine della pellicola.

Ottima come al solito la regia da un punto di vista tecnico, tra inquadrature e movimenti di macchina sempre pesati e pensati per ogni singola situazione (celebre è l’effetto che il regista ha brevettato per dare il senso della vertigine). Mi ha molto colpito l’utilizzo dei colori sempre vivi e penetranti: penso soprattutto alla scena in cui vediamo Madeleine vestita di verde su sfondo rosso o al sogno di Scottie, girato con effetti visivi estremamente interessanti ed efficaci, soprattutto se pensiamo che si tratta di un film di quasi 60 anni fa.

Veramente ottime le musiche di Bernard Herrmann che riescono a sottolineare sempre al meglio la tensione della situazione e a modularsi in dinamiche senza mai essere invasive e fastidiose. Alcuni compositori attuali dovrebbero ascoltare a orecchie ben aperte l’eleganza e la sobrietà di questi accompagnamenti musicali…

Ottime anche le interpretazioni e il modo di rendere i personaggi, così psicologicamente densi e a tutto tondo, merito certamente di una sceneggiatura ottima. La costruzione psicologica è continua: Scottie si comporta da persona con problemi psichici e questo viene descritto magistralmente in modo da portare lo spettatore a essere un pò psicologo nello svelare il perché di alcuni suoi atteggiamenti. Madeleine è invece un personaggio estremamente interessante perché sul confine fra l’esoterismo (il fatto della sua ava morta che “ritorna” in lei) e i problemi psicologici: è veramente un piacere per chi guarda sviscerare il personaggio scena dopo scena e scoprirlo poi nella sua interezza. Ho adorato anche il personaggio di Midge, anche se ai fini della trama è abbastanza “lasciata a sé stessa”: è molto interessante perché sembra la classica donna della porta accanto, quella che sta intorno al protagonista e che si pensa nella naturalità degli eventi che avrà la meglio sul cuore di questo.

A ogni modo, riprendendo quello che ho detto all’inizio, l’unico modo di vivere effettivamente il film è guardarlo. Si tratta di un capolavoro assoluto che consiglio a tutti voi!

LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE
Vertigo
Alfred Hitchcock, USA 1958, 128′
VOTO (Max 5)
10

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.