La cosa

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cosa Checché se ne dica, nella mia personale classifica di film horror “La Cosa” di Carpenter rimane assieme ad Haloween e a The Fog un capolavoro. Questo “altro” La cosa vuole (o meglio, vorrebbe) essere una sorta di Prequel del film di Carpenter, ambientato precisamente 3 giorni prima le vicende di quest’ultimo.  Premetto che nemmeno il film del regista di Il seme della follia è originale, in quanto remake di La cosa di un altro mondo di Howard Hawks (1951), a sua volta tratto dal racconto Who goes there? di John W. Campbell (1948)…un’idea che insomma piace molto!

Trama: “Kate Lloyd è una giovane una ricercatrice paleontologa che si unisce ad una spedizione norvegese in Antartide per indagare sulla scoperta di una nave spaziale intrappolata nei ghiacci. Quando dall’UFO si scatenerà una Cosa aliena che seminerà morte e panico, Kate sarà costretta a fare squadra con il pilota di elicotteri Sam per lottare per la sopravvivenza.”

Cosa significa fare un prequel? A mio parere un buon film di questo tipo dovrebbe da un lato preparare la base per il film “originale” e dall’altra parte raccontare una storia nuova mantenendosi nello stesso universo del primo. Ciò che principalmente scricchiola (e parecchio) in questo lavoro è che si fatica a capire che è un prequel. Si fatica perché alla fine della fiera al di là di 1 o 2 elementi sembra di vedere un remake vista la ripresa di praticamente tutti gli elementi dell’originale, con l’unica enorme differenza che il regista non è John Carpenter (e scusate se è poco).

Carpenter è riuscito con quel lavoro a creare ansia non per le visioni mostruose (che pure ci sono) ma per le inquadrature in quei stretti corridoi, per i movimenti di camera, per i silenzi, per la descrizione di quell’ambiente innevato ostile e desolato, e per quelle incredibili due note di basso elettrico firmate Ennio Morricone che sono tutto un programma.

Non avendo la stessa classe del maestro il regista Matthijs van Heijningen Jr. prova in qualche modo a riprendere quell’atmosfera ma punta, per creare situazioni di terrore al mero effetto speciale, alla visione dei particolari gore. Certo, è indubbio che con le tecniche grafiche di oggi il risultato è più credibile del mostro originale (anche se sapete che io amo alla follia gli animatronics e gli effetti speciali fai-da-te), ma non ne è valsa veramente la pena. Se il punto di forza di La cosa era l’ansia che creava e non il mostro alieno, come puoi pensare di riprodurre o imitare la stessa atmosfera puntando tutto su quest’ultimo?

Il lavoro risulta inoltre pieno stracolmo di cliché di tutti i tipi, che passano dalla volgare imitazione agli stereotipi ormai ridicoli dei film horror. Per esempio sarà 10 anni che sento TUTTI i mostri et similia sbraitare con lo stesso effetto “vocale”, come muoversi facendo quei tipici rumori da gelatina. Insomma, magari un po’ più di fantasia ci stava, almeno nel rendere certe cose…davvero un lavoro da non vedere, soprattutto se avete visto l’originale.

LA COSA
The thing
Matthijs van Heijningen Jr., USA/Canada 2011, 102′
VOTO (Max 5)

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.