Kingkong – L’impero dei draghi

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kingkong_impero_draghi.png Il Pacific Rim di Guillermo Del Toro mi ha messo la pulce nell’orecchio. Nella mia vita ho guardato molto i Power Rangers, molto alcuni anime con mostri e robot giganti, come anche qualche telefilm in materia (il trashissimo Megaloman per esempio)…ma mi mancava la base di tutto questo, i film sui Kaiju.

Certo, sapevo di cosa trattavano, ne conoscevo alcuni (Godzilla, Gamera etc.) ma non mi ero mai immerso nella visione di uno di questi lavori. Ho quindi scelto “a sentimento” il qui presente “Kingkong – L’impero dei draghi“, che dal nome mi ispirava qualcosa. E qui la nostra storia diventa divertente…

Sapete vero che i distributori italiani hanno voglia di cambiare ogni tanto i nomi dei film per renderli più appetibili al pubblico giusto? Ecco, stavolta direi che hanno davvero superato il limite della frode. Il titolo originale del film infatti è (tradotto letteralmente) “Gamera vs. la gigantesca bestia Jiger“, ed in effetti parla proprio del kaiju (mostro gigante) Gamera e della lotta contro questo ulteriore mostri chiamato Jiger; nessun Kingkong, nessun drago. Paradossale ma vero! E’ un po’ come andare al supermercato, comprare il sale, aprire e trovare lo zucchero. No words!

Tutto ciò mi ha fatto subito capire lo spessore del film, che si può già intuire anche dalla trama (wikipedia): “Ad Osaka, durante l’Expo del 1970, viene inviato un misterioso totem scoperto da una spedizione scientifica in un’isola del Pacifico per essere esaminato. Durante le analisi di laboratorio, però, l’idolo emana un suono che risveglia Jiger, un gigantesco rettile che minaccia di distruggere il Giappone. Si scopre anche che la statua fa ammalare chiunque la tocchi. Gamera tenta di fermarlo, ma Jiger gli pianta nel collo una spina che ha sulla coda…“.

Parliamoci chiaro: questo lavoro è inqualificabile. Non ha senso giudicarlo con il normale metro di giudizio per i film in quanto la sua bruttezza artistica, la sua fattura da film di serie Z, la sua banalità tracotante e il trash che trasuda sono davvero fuori controllo. L’unico modo per affrontarlo è quindi quello di prenderlo in allegria, con la volontà di farsi quattro grasse risate.

A livello di trama non c’è nulla da dire: arriva un mostro, arriva poi il mostro-buono che viene inizialmente sconfitto, si trova uno stratagemma per aiutare il mostro buono, si sconfigge il mostro cattivo. Nulla di più nulla di meno. L’elemento che non mi aspettavo è quello dei bambini: il regista ha evidentemente in mente il target della sua pellicola che, a differenza di quel che potessi pensare, sono i bambini dagli 8 ai 10 anni. I bambini nella pellicola servono ad avere il rapporto diretto con Gamera, il mostro buono. In realtà non parlano con lui, non possono comunicare, ma continuano da inizio a fine pellicola a ripetere incessantemente “Forza Gamera! Fallo fuori Gamera! Ti vogliamo bene Gamera!”, una roba che francamente non può che non dare sui nervi. Loro sono gli unici che capiscono come aiutarlo mentre i grandi brutti e cattivi non li capiscono (“bambini non ci interessa cosa avete da dirci per aiutare Gamera, noi grandi dobbiamo lavorare ora e risolvere i problemi”), fino ad un finale davvero vomitevole con morale “i bimbi vanno sempre ascoltati”. Mi immagino insomma un piccolo giapponese che lo guarda e si esalta per come viene coccolato dal regista. E non solo i piccoli giapponesi, anche i piccoli americani visto che i protagonisti sono bambini di entrambe le nazionalità che collaborano. Un definitivo superamento dello scontro culturale dei due stati scontratisi sul pacifico vent’anni prima?

I mostri che si vedono solo la cosa più esilarante di tutto naturalmente. Il kaiju Gamera, un enorme tartarugone che ha molto dei tipico Kappa (un mostro della tradizione giapponese) è esilarante solo a vedersi soprattutto per il costume dell’attore che lo interpreta, una roba che imbarazza al solo pensarci con quegli occhi che si muovono appena, la bocca che si spalanca palesemente come un giocattolo e quell’aria di finto/plasticoso che è tutta un programma. Non dimentichiamo che il film è del 1970 quindi non ci si può aspettare un granché, ma sinceramente non pensavo nemmeno ad una cosa del genere! Ancora più esilarante è però il mostro “cattivo” Jiger, in sostanza il classico giocattolo mosso coi fili. Ma in maniera pure imbarazzante…ricordo con piacere le scene in cui si alza in volo con le zampe palesemente “ingessate”. E’ lo stesso effetto che si avrebbe se un bambino prendesse il giocattolo di un dinosauro, lo alzasse e lo filmasse. Nulla di più nulla di meno. I suoi occhi poi nemmeno si muovono…grande realismo proprio!

Oltre alla fattura trashissima è stato anche molto divertente vedere le malsane idee nel rendere questi kaiju, come Gamera che per spostarsi nel cielo ha tipo dei razzi luminosi che escono dalle zampe…ma è un rettile o è una specie di cyborg? 10 e lode anche per la scena in cui viene buttato a terra di schiena e, come succede notoriamente per tutte le tartarughe, non riesce a tirarsi più sù a causa del guscio. Momenti di altissima tensione drammatica.

Ennesima (ma ultima) nota di demerito sono le musiche. Davvero IMBARAZZANTI ma adatte ad un film per bimbi: tante marcette con bambini che cantano in giapponese sotto e altre tamarrate di questo tipo.

Insomma, un film (film?) ORRIBILE, che sarebbe potuto piacere solo a persone tra gli 8 e i 10 anni in Giappone e negli States…e nel 1970. Direi un po’ ristretto come target per entrare nella storia del cinema, se non per la sua rara bruttezza.

KINKONG-L’IMPERO DEI DRAGHI
ガメラ対大魔獣ジャイガー (Gamera tai daimajū Jaigā) , lett. “Gamera vs. la gigantesca bestia Jiger”
Noriaki Yuasa, Giappone 1970, 83′
VOTO (Max 5)
NP!
VOTO TRASH

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ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.