It

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WOODERS Advisory: No clowns were armed during the making of this review.
-NO SPOILER ADDICTED-

Stanno stretti sotto ai letti sette spetti a denti stretti

Ho un conflitto emotivo, come diceva Michael Douglas in Wall Street .
Mi impegnerò a non fare il bookFaggot (neologismo) e analizzerò solo il film come tale.

NB: l’ho visto in lingua originale, così ho anche un punto di vista più obiettivo sulla recitazione e sullo script.

Prima di tutto diciamo che questo NON è un remake, è una nuova trasposizione del romanzo. Tutto quello che possiamo e dobbiamo aspettarci sono solo dei piacevolissimi Easteregg, come il pupazzo del Pennywise di Tim Curry che troviamo in una scena.

La storia è, secondo me, una delle più coinvolgenti , se non la migliore di Stephen King. Un’entità che è puro male si scatena nella cittadina di Derry (stando a King il Maine è il posto peggiore del mondo XD). Questo mostro si nutre letteralmente di paura, quindi per ovvie ragioni le sue vittime designate non possono che essere bambini.
Oltre a questo aggiungiamoci che l’hype era (ed è in Italia viste le discutibili scelte di distribuzione) altissimo da quando è stato confermato che Holliwood avrebbe dato il via ad una grande produzione per la trasposizione cinematografica.
Il film inizia con la celeberrima scena del tombino, dove finalmente vediamo un bel po’ di gore con già un accenno all’indifferenza degli adulti di Derry: IT infatti è Derry, o meglio oramai la città e la creatura vivono in simbiosi, alimentandosi l’uno con l’altro (i Perdenti sopravvissuti, una volta lasciata la città da adulti avranno tutti successo nella vita, tutti tranne Mike che rimane a viverci).

Questo tema purtroppo però è solo accennato in questa prima parte, per esempio nella scena in cui Bowers tortura il panzone il quale chiede aiuto invano ad una macchina di passaggio. Per il resto del film la trama si concentra sui sette ragazzi, enfatizzando molto Bill e Beverly. Loro due risultano più ‘maturi’ del resto dei ragazzi e non a caso i loro incontri singoli con IT sono i più spaventosi, a testimonianza che i loro traumi sono peggiori di quelli dei loro amici.
Non per questo però il resto del cast principale non è caratterizzato a dovere, inoltre c’è da lodare l’interpretazione di tutti i giovani attori e ovviamente quella di Bill Skarsgård.

Bob Grey, alias Pennywise il clown danzante.
Il primo problema che la produzione ha dovuto affrontare è stato il prevedibile paragone con Tim Curry.
Partiamo dal fatto che oggettivamente il suo Pennywise è e rimarrà un’icona horror immortale, e checché ne dicano gli esperti, tutti hanno paura dei clown. Tolto questo la miniserie degli anni 90 è un vero disastro ma doveva fare i conti con un budget davvero ridicolo e ancor più ridicole imposizioni di produzione che permettessero di trasmettere il film in tv ad orari umani.
La castrazione subita ha fatto partorire un prodotto davvero mediocre, che rimane vivo solo ed unicamente per la fortunatissima scelta di ingaggiare una mente geniale e diabolica come quella del dottor Frank’n’Further.
A questo punto a chi dare l’onere di riportare sullo schermo l’incubo di tanti miei coetanei?
Il giovane attore svedese ha davvero fatto un capolavoro. La voce, le movenze e l’espressività sono magistrali, ma soprattutto lo è il fatto di essersi staccato dalla versione inglese del personaggio e aver creato qualcosa di nuovo e di valido.
L’altra critica-ingiusta e precoce dato che si basava solo su delle immagini- è che il clown di Skarsgård perde molto essendo troppo spaventoso e la motivazione è che il clown dovrebbe con la sua simpatia attirare i bambini. ERRORE: King non ha scritto che IT è un clown per adescare infanti, ma l’ha fatto solo per usare un simbolo che dovrebbe essere gioioso come iconografia di orrore. Non è stato quindi un errore a mio parere disegnare un pagliaccio terrificante con questo look un po’ ottocentesco.

Qui però c’è la vera contraddizione: il film non fa paura.

Non so se perché siamo abituati ad entrare in empatia più coi cattivi o perché oramai è dura inventarsi cose nuove, ma tolti un paio di Jump scare, non è assolutamente un film che tiene svegli la notte.

Vero che ognuno ha le sue paturnie, io per esempio mi impressiono molto quando vedo scene di possessione demoniaca o similari (la scena dell’armadio di The Conjuring mi ha davvero traumatizzato), ma oggettivamente-a meno di non soffrire di coulrofobia diagnosticata- non c’è motivo di avere ansie per la visione.
Una delle cause è senza dubbio l’uso eccessivo di computer grafica che annulla molto la sospensione all’incredulità necessaria ad un film horror. Pensate al lavoro magistrale fatto coi lupi mannari negli anni ’80 da Rick Backer o banalmente a Sam Raimi che crea terrore nel NON far vedere quando gira LA CASA.

Ma visto che un film non si giudica sul livello di spavento, mi sento di promuovere la pellicola senza quasi riserve, aspettando con ansia il seguito previsto tra due anni.

Come promesso, senza stracciarmi le vesti (perché IT è uno dei miei libri preferiti), un giudizio sullo script.
ovviamente non era possibile trasporre con la dovuta efficacia oltre 1200 pagine (o anche solo 600 visto che si tratta solo della prima parte), quindi la sceltà è stata non solo di tagliare gran parte del libro, ma di stravolgere la timeline. Il libro infatti non segue le vicende in ordine cronologico, ma fa un continuo va e vieni tra l’infanzia dei perdenti e la loro battaglia da adulti. Stilisticamente rende molto perché leggendo possiamo goderci praticamente in parallelo le due storie tra passato e futuro. In questo film si è scelto non solo di raccontare unicamente la la prima parte, ma di concentrare la vicenda in un paio d’ore, rendendo così l’azione più scorrevole e il film molto godibile.

Inutile dire che questa prima parte è accettabile se presa dal punto di vista dei giovani protagonisti, mi aspetto più terrore e crudeltà nel secondo capitolo che vedrà i bambini divenuti adulti fronteggiare con più –passatemi il termine- maturità la vicenda. Alcuni fan resteranno con l’amaro in bocca ma aspettiamo di vedere l’opera compiuta nel 2019.

IT
It: Chapter One
Andy Muschetti, USA 2017, 135′
VOTO (Max 5)
8

 

About Gianluca

Gianluca
"Io posso farti avere quello che vuoi..posso farlo posso procurarti qualunque cosa non devi fare altro che parlare con me, fidati di me fidati perché io sono il tuo confessore..sono sono il tuo strizzacervelli, io sono il tuo collegamento diretto alla..centralina delle anime.Io sono l'uomo magico.. il Babbo Natale del subconscio. Lo dici, lo pensi, puoi averlo"