Io ti salverò

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io_ti_salverSi sapeva che Alfred Hitchock fosse un appassionato di psicanalisi, lo si intuisce in molti suoi lavori e l’ha già sottolineato il nostro Andrea nei commenti su “Rebecca: La prima moglie” (la trovate qui) e su “Vertigo” alias “La donna che visse due volte” (in questa pagina).

In questo lavoro il regista va alla base di questa sua passione parlando di psicanalisi in maniera diretta, scegliendo come protagonista una psicologa nella sua fortissima volontà di liberare il suo amato dall’amnesia e dai problemi psicologici che lo affliggono.

Trama (Wikipedia): “La dottoressa Constance Peterson (Ingrid Bergman) lavora in un manicomio (Green Manors-Villa Verde) diretta dal dottor Murchison che sta per andare in pensione anticipata a causa di un esaurimento nervoso, e che deve essere sostituito dal giovane e talentuoso dottor Anthony Edwardes. Il giovane dottore che arriva alla clinica tuttavia, si scoprirà essere John Ballantine, un uomo affetto da amnesia e di cui si sospetta che sia l’assassino del vero dottor Edwardes. John Ballantine è affetto da una strana fobia a seguito della quale perde i sensi vedendo linee scure parallele su fondo bianco. Constance Peterson, s’innamora di lui e cercherà, anche con l’aiuto del suo vecchio professore di psicoanalisi – il dottor Brulov (Michael Chekhov) – di rivelare la sua identità e di scoprire il vero assassino del dottore.”

Il titolo originale del film è “Spellbound“, ovvero “Incantato“; nella traduzione italiana si è pensato invece di tradurlo come “Io ti salverò“, frase tratta da un meraviglioso momento della pellicola nel quale la protagonista giura di salvare il suo amato dai problemi mentali che lo affliggono. Come molti film di Hitchcock anche questo non è classificabile solamente come un thriller, ma è a tutti gli effetti una storia d’amore, un grande amore che trascende la razionalità di una psicologa dedita fino ad allora alla sola scienza. Ho trovato le parti più sentimentali certamente molto riuscite, estremamente calde ed avvolgenti, cosa che non mi era capitata con molti altri suoi film.

Sullo sfondo di questa storia d’amore c’è anche una vena thriller molto intensa ed interessante,  soprattutto se messa in relazione con la psicologia. Il film è diretto nel 1945 e sembra che Hitchcok voglia portare il suo pubblico alla conoscenza di questa scienza, probabilmente ancora poco diffusa all’epoca. Il lavoro sembra infatti quasi un “manuale per l’utente“, viene spiegato l’approccio dello psicologo al paziente, i problemi che si incorrono con questo e l’interpretazione dei sogni. Come in altri suoi lavori il regista invoglia lo spettatore ad essere analitico, a cercare una soluzione, a sbrogliare la matassa, creando un ritmo dinamico che solo in alcuni momenti svanisce (per breve).

Parlando di sogni è impossibile non citare quello del giovane protagonista, una scena onirica nel vero senso della parola graficamente ideata dal celebre artista Salvador Dalì. Inutile dire quanto questa sequenza sia estremamente notevole da un punto di vista visivo, e direi inoltre estremamente innovativa per l’epoca.

Menzione speciale anche per le musiche, soprattutto per il tema centrale (che io adoro) sempre ripreso quando la storia toccava le sue corde più sentimentali. Il compositore Miklós Rózsa si fa anche notare in questo lavoro per l’utilizzo che non avrei mai pensato di trovare negli anni ’40 del theremin, lo strumento musicale elettronico usato soprattutto negli anni a venire per le storie su alieni e simili (e molto usato anche dal nostro Ed Wood!).

IO TI SALVERO’
Spellbound
Alfred Hitchcock, USA 1945, 111′
VOTO (Max 5)
7

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.