Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni

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incontrerai_luomo_dei_tuoi_sogniLa vita non è che un’ombra che cammina; un povero attore
che si pavoneggia e si agita per la sua ora sulla scena
e del quale non si ode più nulla: è una storia
 raccontata da un idiota, piena di rumore e furore,
che non significa nulla.
William Shakespeare, Macbeth, Scena V

Il grande Woody Allen ormai ci sta abituando ad un ritmo di film veramente serrato. Anzi, più che “ormai” ci ha già abituato da tempo visto che scorrendo la sua filmografia ci si accorge che ha diretto dal 1971 praticamente un film all’anno. E la statistica implacabile ci insegna che di fronte a una mole così grande di lavori non è possibile che tutti “escano con il buco”, come le ciambelle. Questo a parer mio può essere visto come uno dei meno riusciti degli ultimi anni per una serie di motivi.

Trama (Wikipedia): “Alfie ed Helena sono sposati da 40 anni hanno una figlia, Sally, che fa la gallerista, il loro secondogenito lo hanno perso da bambino. Alfie lascia Helena e si mette a fare lampade e palestra per ricominciare a vivere, fino a sposare una escort. Helena, dopo aver tentato il suicidio, si risolleva grazie alle previsioni sul suo futuro (da qui il titolo del film) di una veggente. Intanto la figlia Sally sta con lo scrittore Roy, che dopo un primo libro di successo non è più pubblicato. Ma anche loro sono in crisi, Sally si innamora del suo capo (interpretato dall’attore spagnolo Antonio Banderas) e Roy della dirimpettaia che lo attrae dalla finestra di fronte.”

L’incipit del film (la frase tratta dal Macbeth che ho riportato) riassume tutta la morale, escluso qualche piccola aggiunta. Il lavoro è infatti una serie di sfortune più o meno gravi nelle quali i personaggi continuano a incappare: il tradimento, il divorzio, un lavoro che va male, una crisi di mezza età. Il regista mette un sacco di carne al fuoco nel senso che dall’inizio non fa altro che ingarbugliare le vite dei protagonisti per ricreare (appunto) una “storia piena di rumore e furore che non significa nulla“. Sì perché il finale completamente in sospeso (in sostanza non si risolve nulla di tutto il gran trambusto che c’è stato) fa comprendere che effettivamente il tutto non significa niente. La vita stessa è un continuo agitarsi inutile e che non insegna. L’unica cosa che può far vivere felice l’uomo (e questa è la vera morale esplicita del film) è il circondarsi di illusioni e riempirsi la testa di idee seppur effimere che permettano di essere felici.

Il personaggio che alla fine di tutto sembra aver capito il vero modo di approcciare la vita risulta quindi essere Helena (Gemma Jones), una signora divorziata dedita allo scotch che si lascia traviare da una sedicente sensitiva. Il suo è certamente uno dei personaggi più riusciti, insieme alla esilarante escort Charmaine, che fa godere lo spettatore di quei pochi momenti di risata “alla Allen” che tanto mi piacciono. Strano ma vero, ho trovato un pò piatto anche il grandissimo Anthony Hopkins, forse troppo serio nella sua parte (poteva essere caratterizzato in maniera molto più comica a mio parere).

Per il resto ho trovato gli altri personaggi un pò vuoti, forse male interpretati. La sceneggiatura è bella, interessante, ma non riesce quasi mai a spiccare effettivamente il volo. Colpa a mio parere anche del tono poco agrodolce che il regista ha voluto dare al film, preferendo puntare su scene di stampo più drammatico. Non ho insomma ritrovato quel sapore di intelligente ironia posata che ha fatto la fortuna di Allen, come del resto non ho nemmeno trovato l’inedito registro noir di Match Point o di Sogni e delitti.

Un film troppo pieno di garbugli di umana natura, che più che far riflettere lancia solamente spunti qua e là mostrando uno scorrere di eventi peraltro con un ritmo non troppo azzeccato.

Belle invece le musiche jazz che da buon marchio distintivo del regista danno un aria leggera anche a quelle scene che a parer mio non dovevano essere caratterizzate in maniera così drammatica.

Rimane ore la curiosità per la prossima cartuccia che Allen sparerà nel 2011, Midnight in Paris. Speriamo che le atmosfere di Parigi siano più fruttuose di questa Londra che non è più così congeniale al regista…

INCONTRERAI L’UOMO DEI TUOI SOGNI
You Will Meet a Tall Dark Stranger
Woody Allen, USA/Gran Bretagna 2010, 98′
VOTO (Max 5)
5

About ilpina

ilpina
Creatore, curatore, amministratore, webmaster e in sostanza dittatore supremo e monarca assoluto di The Ed Wooder. Amo darmi alla latitanza quando il tempo me lo permette.