Inception

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inception_dicaprioDom Cobb (Leonardo DiCaprio) ha la capacità di riuscire a introdursi nei sogni degli altri e a rubare i segreti del loro subconscio. La protagonista femminile (la giovane Ellen Page), una studentessa di architettura che aiuta Cobb, non a caso si chiama Arianna: lei riesce infatti a risolvere gli intricati enigmi della struttura dei sogni, simili a dei veri e propri labirinti.

Costantemente tra sogno e realtà (il tema dell’onirico sta riemergendo notevolmente negli ultimi tempi, come ad esempio con Parnassus), il film è totalmente destrutturato tra realtà e illusione (la stessa illusione che forse ispirò The Prestige a Nolan), tra presente e passato (non si può non pensare a Memento, sempre di Nolan).
Andando probabilmente controcorrente, dirò però innanzitutto che il film non mi è piaciuto.

La trama è senza dubbio affascinante, ma il film è sviluppato in una maniera esageratamente vorticosa e frenetica: un incipit ex abrupto senza titoli di testa (che comunque rifletterà il “mood” del resto del film), continui effetti speciali, inquadrature confuse e traballanti, punti di vista incerti, musica ad alto volume che invade costantemente la scena. Il risultato è che si riesce a coinvolgere lo spettatore nell’atmosfera del film, ma anche a frastornarlo al punto tale che il rischio di perdere il suo interesse in questo viaggio nell’inconscio onirico diventa notevolmente tangibile.
Sebbene il tema siano i sogni e l’interiorità dell’individuo, fondamentalmente non c’è alcun approfondimento psicologico dei personaggi, se non l’ossessione del protagonista per la moglie defunta (Marion Cotillard). La storia si chiude vagamente con un loop, ma ovviamente con un finale aperto, lasciando molti spettatori in uno stato di incertezza non tanto affascinante, quanto piuttosto causata da un generale senso di confusione e di malessere.

E qui apro una piccola digressione sul cinema di oggi, che spesso per sorprendere lo spettatore punta gran parte del suo successo sugli effetti speciali. Purtroppo ormai viene spesso trascurata l’importanza anche solo di un semplice gesto o di uno sguardo, che di fatto hanno però contribuito al successo di molti capolavori del cinema.
Abusando di tutto ciò che le nuove tecnologie consentono, spesso non si riesce più a trasmettere semplici emozioni allo spettatore, che forse resta stordito e perfino un po’ annoiato di fronte all’abuso di strabilianti effetti speciali.

… Perché non riscoprire la genuinità del cinema e delle emozioni che può trasmetterci?

 

INCEPTION
Christopher Nolan, USA, 2010, 148′ 
VOTO (max 5)
5

 

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